venerdì 19 giugno 2015

I miei Praghesi mi comprendono - Mozart a Praga


Grandissimo, eccelso, geniale come forse nessun altro musicista, ma dal punto di vista dei soldi Mozart non ha mai avuto vita facile e alla fine del 1786 sta pensando di trasferirsi in Inghilterra contro la volontà paterna quando, inatteso, gli arriva da Praga un invito sulla scia del  grosso successo che Le Nozze di Figaro stanno avendo in quella città. Perfino il doganiere che controlla i documenti lo sorprende chiedendogli se sia proprio lui l'autore dell'opera. 

E' ospite del  Conte Thun nel suo palazzo di Mala Strana Thunovska 14 Praga 1 





























che  oggi è sede Ambasciata Inglese,  come si può facilmente arguire dal busto di Churchill messo proprio sull'angolo della strada

e per qualche tempo soggiorna anche qui,



 nella Casa dell'Angelo d'Oro 

oggi riconvertita in hotel, come altri diecimila edifici praghesi


La notizia del suo arrivo si diffonde in fretta e tutta Praga lo acclama,   i suoi  concerti fanno il tutto esaurito e alle rappresentazioni delle sue opere  il pubblico accorre ancora più numeroso nella speranza di vederlo. Insomma, le  cose vanno alla grande e il direttore del teatro di Praga, Pasquale Bondini, gli affida l'incarico di un'opera  da mettere in scena al Teatro degli Stati   la stagione successiva.


Autore del Libretto è  Lorenzo Da Ponte, che scriverà nelle sue memorie

Scelsi per lui il Don Giovanni, soggetto che infinitamente gli piacque

A ottobre dello stesso anno  Il Dissoluto Punito, o sia il D. Giovanni 


è abbozzato a grandi linee, e Mozart spedisce a Praga gli spartiti ancora prima di mettersi in viaggio, in modo che si possano già iniziare le prove.
Ma la sera precedente la prima, fissata per il  29 ottobre 1787  mancano ancora parecchie pagine al completamento dell'opera e addirittura  l'Ouverture, la parte iniziale, quella con cui si deve rompere il ghiaccio di fronte al pubblico,  esiste solo nella mente dell'autore. 




































Mozart si mette a scriverla febbrilmente ma i musicisti sono comprensibilmente nervosi all'idea che, posto che gli spartiti arrivino in tempo,  dovranno suonare a vista senza aver potuto fare nemmeno uno straccio di prova



















....Le carrozze cominciarono ad arrivare già alle cinque e mezza..... le voci riguardanti il ritardo dell'ouverture erano giunte fino al pubblico. Nessuno riusciva a capire che Mozart aveva semplicemente messo su carta un'opera che portava già da tempo nella sua mente, elaborata completamente fino all'ultima nota. Si raccontava che fosse rimasto in piedi tutta la notte a lavorare, che i copisti fossero riusciti a malapena a finire il loro lavoro e che i musicisti avrebbero dovuto suonare direttamente gli spartiti..... L'agitazione del pubblico cresceva poichè si percepiva un eccezionale trambusto fra i membri dell'orchestra. L'orologio segnava già venti minuti di ritardo quando arrivarono gli spartiti. Non appena Mozart arrivò sul palco del direttore migliaia di mani si agitarono ad accoglierlo, egli salutò ringraziando il pubblico e diede il cenno di inizio. 


Il giorno dopo un quotidiano scriverà

L'opera del Maestro Mozart attesa con ansia .... i conoscitori e gli artisti del suono dicono che a Praga non è mai stato rappresentato niente del genere. Il signor Mozart ha diretto lui stesso e una volta entrato nell'orchestra ha ricevuto tre ovazioni.  

L'opera ha un successo straordinario,  il pubblico si rende conto di aver assistito alla prima di  un capolavoro assoluto e  Mozart pronuncia le parole che gli abitanti di Praga  ricordano ancora, giustamente, con orgoglio 
  I miei praghesi mi comprendono




sabato 23 maggio 2015

Praga - un artista, ventisette cippi e un monumento equestre



In Mala Strana, davanti al Palazzo Liechtenstein che ora è sede del Conservatorio, l'attenzione viene catturata da ventisette cippi di metallo blu. Da lontano si possono scambiare  per  parchimetri molto originali ma sono in realtà un'installazione artistica.


Rappresentano i ventisette uomini, tre nobili sette cavalieri e 17 borghesi,    giustiziati sulla piazza della Città Vecchia il 21 giugno 1621 perchè ritenuti i capi dell'insurrezione dei nobili protestanti cechi contro  il potere dei cattolici Asburgo. Tra decapitazioni e impiccagioni l'esecuzione ad opera del boia della città era durata dalle 5 del mattino fino a sera,  e le teste dei nobili erano poi state macabramente esposte per anni sulla torre orientale del Ponte Carlo. La collocazione dei cippi non è casuale, il palazzo infatti apparteneva a Carlo conte di Liechtenstein, il  governatore che aveva ordinato l'esecuzione, la quale è anche ricordata da un'altra testimonianza proprio  sul luogo dell'esecuzione, dove  la pavimentazione in porfido grigio è solcata  da ventisette croci bianche















Naturalmente neppure stavolta avevo mai sentito nominare l'autore,  Karel Nepraš,



















ma appena tornata a casa  mi sono documentata.  E ho scoperto che è stato un artista poliedrico, interessante e  ricco di ironia, cosa che queste ventisette teste, una diversa dall'altra,  testimoniano ampiamente










E se le ventisette teste  non bastassero, una  ulteriore conferma dell'ironia del Nostro  si può trovare nel bizzarro monumento equestre che nel quartiere di Žižkov  celebra lo scrittore Jaroslav Hašek, autore del  romanzo antimilitarista e antiborghese  Il buon soldato Svejk, che ho vergognosamente scoperto essere presente da chissà quanto tempo, intonso, nella mia libreria.









mercoledì 20 maggio 2015

Praga - Di alluvioni, di paratie e di quartieri particolarmente poveri

Nel 2002 tutta l'Europa centrale  viene flagellata da un'alluvione senza precedenti.
Noi, in viaggio verso la  Finlandia, facciamo in tempo a passare da quelle parti  il giorno prima che il disastro cominci, e ci renderemo conto della portata dell'evento soltanto sulla strada del  ritorno, quando vedremo  le acque dei fiumi ancora molto al di sopra del livello normale ed inspiegabilmente colorate di marrone. 








Tra il 10 e il 14 agosto  cadono infatti in tutta l'Europa centrale  piogge di una intensità imprevedibile,   che da principio causano inondazioni in Austria e in Baviera.  Un paio di giorni dopo il maltempo si accanisce sulle aree di sorgente dell'Elba e della Moldava provocando un aumento preoccupante dei livelli delle acque nei bacini idrografici, e a partire dal Danubio l'onda di piena inizia a  percorrere i bacini di molti altri  fiumi europei continuando nel frattempo ad ingrossarsi.  Investe la Turingia e la Sassonia, poi la  Boemia settentrionale e  Praga, per arrivare infine  a Dresda.
E' difficile  crederci ora che le acque scorrono via   placidamente, 

ma nel 2002 sono sufficienti poche ore perché il centro storico di  Praga venga  minacciato    da una massa di centinaia di milioni di metri cubi d'acqua,  che raggiunge  un'altezza  impressionante e  di gran lunga superiore ad  ogni livello  mai toccato  prima di allora.


 

Le statue sotto il ponte Carlo vengono rapidamente sommerse e si teme  che anche  il ponte  possa venir trascinato via insieme a tutti gli altri magnifici ponti sulla Moldava, 








Per contenere il disastro le autorità ceche decidono allora di  abbattere gli argini nella zona del quartiere di Karlin,


facendovi esondare il fiume e proteggendo  così le zone  storiche della città.
Fortunatamente il sistema di allarme preventivo riesce a far  evacuare per tempo  gli abitanti delle zone a rischio e a mettere al sicuro le opere d'arte, e tutta l'operazione si può considerare riuscita dal momento che effettivamente  limita i danni, ma decine di edifici del quartiere vengono danneggiati gravemente e parecchi sono praticamente distrutti.  I danni saranno  incalcolabili anche a  Kampa, il quartiere-isola a sud del  Ponte Carlo,






Dal giorno dopo  i Praghesi si mettono al lavoro per ripulire, riparare, ricostruire  e oggi  Karlin, un  quartiere che la mia guida descrive come   particolarmente povero ed abitato da minoranze etniche,












 


ci è apparso   in pieno fermento,    bellissimi edifici perfettamente restaurati convivono con 











case altrettanto affascinanti, ma  che ancora aspettano di tornare a brillare.
 















Al posto dei Karlin Studios che la solita   guida,  pubblicata  soltanto tre anni fa,   descrive come una fucina di creazioni e di progetti, adesso c'è un cantiere


e nei dintorni stanno nascendo una miriade di fabbriche e di magazzini dal marchio prestigioso.  
Viene da chiedersi se in tre anni la situazione possa essere davvero mutata così sensibilmente o se noi e la nostra guida abbiamo un  concetto molto differente  di quartiere  particolarmente povero.


Ma torniamo  all'alluvione. Per  evitare di affrontare di nuovo i guai del 2002, l'Amministrazione decide di dotare la città di una protezione  efficace  e nel giro di  due anni soltanto, senza litigi e  senza lungaggini burocratiche,   non soltanto  delibera, incarica e appalta, ma addirittura costruisce fino all'ultimo bullone, un sistema di paratie mobili che in caso di pericolo possono venire montate  nel giro di poche ore.  Lungo il fiume e nei parchi, per tutta la zona a rischio, sono visibili  le   lunghe striscie predisposte con gli attacchi a cui si devono agganciare  i pannelli, e bisogna riconoscere che non sono nemmeno brutte.    ça va sans dire,   organizzazioni di cittadini,  protezione civile, croce rossa ed esercito sono  stati addestrati per  entrare in azione tempestivamente.




Dato che le alluvioni purtroppo  capitano con cadenza regolare anche a casa nostra, è inevitabile fare paragoni. E noi non ne usciamo bene.

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