Berlino, agosto 1990, il muro era caduto da pochi mesi.
Oramai è un evento ampiamente metabolizzato e sembra impossibile immaginare che le cose potessero prendere un'altra piega ma vent'anni fa fu per tutti un evento sconvolgente, ed io ebbi per la prima volta la consapevolezza di vivere un momento destinato ad entrare nella Storia, con la esse maiuscola.
Andammo a vedere con i nostri occhi e fu una grandissima emozione. Siamo tornati altre volte a Berlino e l'abbiamo vista cambiare faccia.
Ora ci vogliamo tornare, bisogna celebrare degnamente questi venti lunghi anni che sono passati in un lampo.
Ci vediamo al ritorno, un caro saluto a tutti e a presto!
p.s. un po' di comprensione per queste immagini video, sono le prime della mia carriera di casereccia videomaker e col tempo si sono pure sbiadite
venerdì 6 novembre 2009
Berlino 1990
Greeley Square
Greely Square. Non vorrei attribuire ad altri un'ignoranza che è soltanto mia, ma mi piacerebbe sapere quanti siano a conoscere questo signor Horace Greeley a cui la città di New York ha voluto dedicare una piazza. E' vero che la piazzetta non è molto grande, però è dotata di un minuscolo giardinetto, ed è in pieno centro, all'altezza della 33esima strada dove si incrociano la Sixth Ave e Broadway, non molto distante da Macy's.
Non state a chiedere a wikipedia, ve lo dico io chi era Horace Greeley (1811-1872) : fondatore del New York Tribune, il giornale più importante degli Stati Uniti in quella trentina di anni a cavallo tra il 1840 e il 1870, fu un editore molto illuminato.
Sua la famosa frase "Go west young man!" "Vai a ovest, ragazzo!" con cui aveva incitato i giovani del XIX secolo a muoversi verso le promettenti regioni dell'ovest, ma non è solo questo il merito di Greeley: fu anche sostenitore dei diritti delle donne e fautore del sindacato, denunciò lo schiavismo e si pronunciò contro la pena di morte, e udite udite, quando volle cercare un corrispondente dall'Europa, chi ingaggiò secondo voi? Nientemeno che Karl Marx a cui diede incarico di scrivere per il suo giornale un articolo a settimana.

Anche se si fregia dell'insegna di parco cittadino,
il piccolo triangolo di terreno non si può definire un vero e proprio giardino, si tratta piuttosto di una specie di lungo spartitraffico recintato e affiancato da due aiuole ricche di alberi e grossi vasi di fiori.


Dato che o per andare da Macy's o per salire sull'Empire o per vedere il Madison Square Garden, prima o poi capiterete da queste parti e sarete stremati dalla fatica, approfittate di Greeley Square, sedetevi a uno dei tavolini, bevete una bibita fresca e date una tregua ai vostri poveri piedi disfatti dalle ore di cammino, loro ve ne saranno grati e il proprietario del chioschetto pure. Già che ci siete, fate anche un cenno di saluto al povero Horace Greeley che deve avere una barba lunga così di starsene seduto in poltrona, giorno e notte, col sole e con la pioggia, con la sola prospettiva di guardar passare gente che non lo degna di un'occhiata e farsi fare la cacca in testa dai colombi.



giovedì 5 novembre 2009
Gnu Quartet - Live @ La Claque, Teatro della Tosse, Genova 15 Gennaio 2009
hanno suonato all'inaugurazione di Luci d'Artista in Galleria Subalpina a Torino. Praticamente impossibile riuscire ad apprezzarli in mezzo al frastuono generale, e visto che erano davvero bravissimi, vediamo di rimediare grazie a santo YouTube
mercoledì 4 novembre 2009
Luciartista. L'inaugurazione
Chi continua a voler considerare i torinesi gente fredda e distaccata avrebbe dovuto fare una capatina ieri sera in Galleria Subalpina per la inaugurazione ufficiale della nuova Luce d'Artista.
Galleria piena come un uovo, c'era, come dicono quelli che sanno, il pubblico delle grandi occasioni: personalità, signore eleganti, fotografi e giornalisti e anche una lunga sfilza di pellegrini come me, tutti armati del nostro bravo telefonino o macchinina digitale e pronti a immortalare il momento magico dell'accensione. E quando la galleria si è illuminata di blu è scoppiato l'applauso. Caloroso neh, mica solo un applauso di circostanza.
la musica, molto intrigante, era a cura di Post@l_market e GnuQuartet, unico neo il solito subdolo sibilo foratimpani che sembra investito da una unica missione: rompere le uova nel paniere a chi sta suonando e al pubblico che vorrebbe godersi la musica in santa pace.

C'era anche un buffet che, a vederlo dall'alto, sembrava una roba veramente sontuosa.
Camerieri roteanti come dervisci si districavano in mezzo alla gente reggendo grandi vassoi colmi, ma il pubblico era quello delle grandi occasioni, l'ho appena detto, e dunque agguerrito e molto preparato in materia. E dato che Ubi Maior Minor Cessat, noi, consapevoli di non poter neanche lontanamente competere, ci siamo limitati a fotografare quello che era rimasto.
lunedì 2 novembre 2009
mangiare in un acronimo. Spring Natural a SoHo
Gli agenti immobiliari di New York devono avere una passione per gli acronimi. Se ne inventano uno per ogni zona della città, tanto o poco délabré che sia, che si sono messi in mente di riportare a una nuova vita. Facendoci ovviamente un sacco di soldi, savàsandiiiir.
SoHo è solo il primo che viene in mente, e non deriva il nome dall'omonimo quartiere londinese ma identifica il grumo di strade South of Houston, a sud di Houston Street, ed è il quartiere della moda e delle boutiques ma soprattutto il quartiere delle più belle architetture in ghisa anche se sono troppo pochi quelli che ci fanno caso. Ma visto che a New York è fondamentale trovare sempre nuovi stimoli (e nuovi modi di fare soldi), una volta risistemato SoHo è stata la volta di TriBeCa, Triangle Below Canal Street, un'area sotto Canal Street zeppa di magazzini desueti e cascanti trasformati in men che non si dica in loft contesi a suon di dollari da artisti e galleristi, e dopo TriBeCa è arrivata NoLita, North Of Little Italy, area caduta di tono e da un po' di anni resa pure lei trendy e frizzante da benemeriti e disinteressati immobiliaristi.
Naturalmente la crescita si è coniugata con un proliferare incredibile di locali localini e e localetti, quasi sempre molto carini e accoglienti anche se di rado si rivelano memorabili sotto il profilo culinario. Qui siamo a Spring Natural, dove si servono solo cibi naturali organici e supercertificati (in questa città è una vera ossessione, certificano perfino che l'acqua contiene zero calorie) fatti in casa e cucinati con il minimo possibile di manipolazione, il mio salmone al vapore con insalata di lenticchie e pomodorini era coreograficamente molto accattivante ma completamente ghiacciato, e sciapo oltre ogni aspettativa. E va bè pazienza, non si vive solo per mangiare e per lo meno le foto mi sono venute carine.










domenica 1 novembre 2009
Maratona di New York 2009
venerdì 30 ottobre 2009
MACY'S
Sono Macy's e sono il più grande magazzino del mondo. Chi si loda s'imbroda, è vero, ma gli possiamo perdonare la scarsa umiltà perchè pare proprio che l'affermazione risponda a verità: novecentotrenta ettari di superficie ne fanno veramente il negozio più grande del mondo.

Fondato nel 1858, ai primi del novecento viene spostato nella attuale sede al 151 della 34esima West, poco distante dal Madison Square Garden

Dagli inizi e fino agli anni settanta, non pretende di essere un posto chic: i fighettoni vadano pure a fare shopping da Bloomingdales, Macy's è il solido saggio e rassicurante magazzino per le famiglie. Finanzia ogni anno la sfilata del Giorno del Ringraziamento dove esibisce i famosi enormi palloni con la faccia dei personaggi famosi e i primi Babbi Natale della stagione, il successo sembra destinato a crescere in maniera esponenziale.
Poi arrivano gli anni ottanta, e con loro una pletora di yuppies. Tradotto in parole semplici: questi giovanotti si ritrovano un sacco di soldi in tasca e una gran voglia di spenderli in prodotti di lusso, e a quel punto Macy's salta il fosso: griffes, eleganza, moda. E prezzi sempre più alti, fino alla crisi dei primi anni novanta, quando gli yuppies spendaccioni si dissolvono come neve al sole e l'enormità dei debiti accumulati sembra preludere al fallimento inevitabile.


Ma la classe non è acqua, il gigante sfodera gli artigli e il fallimento viene evitato per il rotto della cuffia. Il piano di ristrutturazione prevede tagli drastici in tutti i settori, a parte la sfilata che continua a svolgersi imperterrita ogni anno. The show must go on, siamo o non siamo in America?



Ci sono molti altri grandi magazzini a New York, economici e cari, alcuni carissimissimi, ce ne sono di eleganti e di tremendamente trash, ma nessuno ha lo stile di Macy's, l'unico tra l'altro, che ha conservato orgogliosamente alcune delle vecchie scale mobili originali, di legno, fracassosissime e traballanti, ma tanto tanto fascinose




giovedì 29 ottobre 2009
Luci d'artista 2009
è di nuovo il momento, tra qualche giorno come ogni anno Torino torna a illuminarsi con l'edizione 2009 di
LUCI D'ARTISTA. Questi i lavori in Galleria Subalpina, dove si sta allestendo l'opera di Marco Gastini


Pare che l'inaugurazione sarà il 4 novembre. O forse il 3. Oppure no. Ma. E chi lo sa.
Un filino di informazione in più da parte dell'Ufficio Stampa della Città di Torino sarebbe veramente gradito.
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