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mercoledì 15 febbraio 2012

Eaux de vie et vins du monde






























Gastronomia, enoteca, negozio di spezie, salumeria e molto molto altro ancora, Izraël - Produits exotiques - Eaux de vie et vins du monde, al numero 30 di rue François Miron in pieno Marais, è il fratello  parigino del newyorkese Kalustyan's,  










cioè  un luogo delle meraviglie  in cui,  mangerecciamente parlando,  si trova  letteralmente  tutto, e soprattutto articoli  che mai vi sareste sognati di desiderare ma  di cui da quel momento in poi non potrete a-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e-  più fare a meno. 









Andateci soltanto se siete forti  di carattere,  se sapete  ignorare quella vocina subdola che  accampa le  scuse più assurde per tacitare la  coscienza e giustificare gli acquisti più scriteriati, e soprattutto  se  la vostra banca non vi ha ancora tagliato i fondi. 
E non andateci in comitiva,  lo spazio è davvero minuscolo.


martedì 7 febbraio 2012

Parigi - La biblioteca Sainte-Geneviève



Le prime notizie sulla  biblioteca Sainte-Geneviève risalgono addirittura al VI secolo. Collocata inizialmente  nelle soffitte dell'antica Abbazia omonima, la sua importanza è andata via via crescendo tanto che agli inizi del XIX secolo il peso dei libri  custoditi  è tale  da far temere per la stabilità degli antiquati  solai dell'edificio. Occorre dare alla biblioteca  una sede autonoma, e il terreno adatto viene individuato nella Place du Pantheon dove c'è  l'ex Collegio di Montaigu  fondato nel XIV secolo e    trasformato prima  in ospedale, poi  in carcere militare ed ora destinato alla demolizione.  Viene incaricato nel 1838  Henri Labrouste,


allievo dell'Accademia, Grand Prix de Rome nel 1824,  Labrouste ha trascorso cinque anni a Roma per studiare  l'architettura antica e nel 1830, tornato a Parigi, ha fondato una scuola privata di architettura in cui propugna una stretta aderenza alle esigenze costruttive e funzionali. (L.Benevolo). Suo principale allievo,  ed in seguito erede della sua scuola,  sarà quel Viollet Le Duc i cui scritti influenzeranno grandemente  gli architetti della generazione successiva, quella dei  maestri dell'Art Nouveau. 

*
La biblioteca si trova a pochi passi dal  Pantheon e   Labrouste non ha nessuna voglia di  diventare il  bersaglio   di polemiche e critiche, così  progetta una tranquilla   facciata esterna di gusto rinascimental -eclettico, la  riveste in pietra e la solca lungo tutto il prospetto con grandi finestroni ad arco che    illuminano la sala di lettura. Sotto  ad ogni finestrone   dispone poi  un'altra piccola apertura rettangolare che gli permette di dare luce agli uffici del piano inferiore. Tra gli uni e le altre, i pannelli di tamponamento recano incisi   i nomi di tutti gli scrittori i cui libri sono ospitati nella biblioteca.  


Dietro a questa facciata, Labrouste  nasconde  una modernissima struttura realizzata interamente in ferro:





una  grande sala di lettura suddivisa  in due navate da una fila di  colonne in ghisa che sostengono le arcate della copertura sapientemente alleggerite,  visivamente ma soprattutto strutturalmente, con un delicato gioco decorativo.






















Naturalmente,  non si limita ad occuparsi del progetto architettonico ma cura anche l'arredamento,





   



lo studia accuratamente  affinché sia  funzionale al massimo e  realizza anche un  sistema di carrucole per la movimentazione dei libri dal deposito al piano terra  alla sala di lettura del primo piano.

E parlando di questa biblioteca  sono orgogliosa  di aver aggirato la diffida di  un'amica di blog, la quale mi ha velatamente accusata di istigazione alla bancarotta: alla St Geneviève i libri  non sono in vendita 










martedì 31 gennaio 2012

Le temps des cerises . Bistrot Parisien


















Se:
1)  vi trovate a passeggiare per il  Marais  quando  il vostro  stomaco reclama i suoi sacrosanti diritti
2)  non siete uno di quelli che "o un ristorante a cinque stelle o piuttosto  digiuno"
3) non siete nemmeno uno di quelli che "anche un Mc Donald va bene"
4) e siete anche  di quelli che preferiscono  non dover ricorrere al  mutuo per andare a  pranzo

vi raccomando l'incrocio  tra la Rue de la Cerisaie e Rue du Petit Musc. 


Nel diciottesimo secolo qui c'era l'economato del convento dei frati celestini  ma più o meno  dal 1900  è diventato  un   bistrot, Le Temps des Cerises. 





La cameriera affetta le  baguettes su un mobiletto che ha tutta l'aria di essere davvero un mobile  vecchio e consumato  e non  uno di quegli insopportabili rifacimenti anticati  che piacciono tanto ai fedelissimi dei marchés aux puces



il lampadario novanta su cento è  opera di un oste col pallino dell'elettricista 


e da qualche parte  Van Gogh in persona pubblicizza le virtù di una marca di assenzio

Il menu del giorno è semplice e senza fronzoli, niente ostriche e champagne ma ottime  sardine alla griglia accompagnate da crostoni alla  tapenade e una saporita   macedonia tiepida di verdure.  Con acqua, vino della casa e caffè, meno di  tredici euro a testa. 








mercoledì 4 gennaio 2012

Parigi - Il Quartiere Ebraico

Nel secolo XVII gli ebrei erano inquilini stabili del Marais dove praticavano arti e mestieri ed avevano costruito le loro sinagoghe, tanto che la  Rue Ferdinand Duval si è chiamata a  lungo Rue des Juifs, ma l'asse centrale del ghetto è la rue des Rosiers, una stretta viuzza trafficatissima di pedoni,  dove già dal secolo XIII si erano stabilite le prime colonie di askenaziti.  



E' in questa strada che nel 1942  fu perpetrata dalla  polizia francese  una delle più tremende  atrocità della seconda guerra mondiale: la rafle du Vel'd'Hiv, il rastrellamento del Velodromo d'Inverno. In una sola  notte vennero arrestati 12884 ebrei di tutte le età, e questo nonostante le autorità tedesche avessero espressamente precisato che i ragazzi sotto i quattordici anni dovevano essere risparmiati. Furono tutti deportati ma  soltanto 811 tornarono a casa. 
Non avevo mai sentito questa storia, l'ho scoperta  dopo aver notato una lapide come questa  sui muri di  ogni scuola di Parigi.  Le lapidi sono tutte uguali, cambia   soltanto il numero dei bambini che in ogni quartiere sono stati deportati e uccisi.  Non dimentichiamoli mai è scritto in calce ad ognuna.   
In quanto a questo,  qualcosa da non dimenticare mai ce l'avremmo anche a casa nostra, e  sarebbe il caso di farci un pensiero.




Tornando a Parigi ed al suo quartiere ebraico, dopo la guerra d'Algeria qui si sono stabiliti  anche i sefarditi rimpatriati dal Nord Africa  e  bar e ristoranti kosher si sono moltiplicati. 







Oggi  il quartiere sta cambiando rapidamente,  sottoposto ad uno stretto assedio da parte di  boutiques modaiole e grandi griffes. 
Del glorioso ristorante Goldenberg ad esempio sono rimaste solo  le insegne,  mentre  all'interno si è installato l'ennesimo negozio di abbigliamento.
Però, se  cercate il  miglior falafel di Parigi, per il momento e probabilmente per parecchio tempo ancora, avete la certezza di poterlo trovare soltanto qui a   L'As Du Fallafel




















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