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lunedì 30 giugno 2008

già che siamo in tema di architettura: Alvar Aalto al MIT

MIT: Massacchusset Institute of Technology, una delle università scientifiche più note sulla faccia della terra. Sarebbe stato molto interessante girare per tutto il campus, ma noi non avevamo molto tempo a disposizione, e così ci siamo concesse solo una brevissima puntata, giusto il tempo di rivedere i dormitori progettati da Alvar Aalto , che all'epoca vi insegnava, intorno alla fine degli anni quaranta. Risalgono al 1948 questi edifici dalla forma a serpentina, in cui i servizi comuni si trovano nella parte concava e in cui le camere per gli studenti hanno un andamento irregolare e sinuoso. I fabbricati sono in mattoni, interrotti soltanto dal blocco della scala esterna trattata ad intonaco, che diventa l'elemento fortemente caratterizzante di tutto il complesso. All’interno si può rilevare tutta la genialità del progetto di Aalto nella disposizione delle camere e degli spazi di soggiorno e di incontro, ma sono tutti spazi privati ad uso degli studenti e interdetti ai curiosi. Purtroppo le mie foto parziali e lacunose non permettono di cogliere la forma degli edifici, e di conseguenza risulta impossibile comprendere quanto sia stretta la connessione tra la costruzione e lo spazio aperto circostante, dovete credermi sulla parola. Oppure andare a controllare di persona. Se propenderete per la seconda opzione sappiate che non ve ne pentirete.

mercoledì 24 ottobre 2007

Alvar Aalto





Non ha certo bisogno delle mie parole. Che sia un vero gigante dell'architettura lo sanno perfino i sassi. Lo è a tal punto che a casa sua in Finlandia, hanno messo la sua immagine perfino sulle banconote.
Noi lo avevamo studiato sui libri, lo conoscevamo e lo ammiravamo, ma vedere le sue opere dal vivo, nel luogo e nell'ambiente per cui erano state progettate, è stata una vera emozione. Siamo andati anche a cercare la sua casa per le vacanze, una piccola casetta in mattoni. In realtà più che cercarla la scoprimmo per caso: sapevamo soltanto che doveva essere da quelle parti, c'era una cassetta per la posta con il nome: AALTO. Seguimmo il sentiero per un paio di chilometri dentro al bosco e ce la trovammo davanti all'improvviso. Intimiditi, non osavamo fotografare, e allora bussammo per chiedere il permesso. La moglie (era proprio lei, riconoscibilissima dalle fotografie) ci autorizzò, fece anche un abbozzo di conversazione commentando l'insistenza delle zanzare, e noi muti e rigidi come due baccalà. Avremmo potuto tirar fuori due parole, chiederle di entrare per vedere la casa all'interno. Niente. Paralizzati. Non me lo sono mai perdonato.
Qualche giorno fa ho passato allo scanner le vecchie foto, e mi è venuta una gran voglia di sostituirle con delle foto digitali. chissà, magari l'anno prossimo.







queste che seguono sono invece già foto digitali: una bella villa in Estonia, a Tartu, fotografata nel 2004.


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