
Da qualche giorno si può ascoltare su radio tre la lettura dei Ragazzi della Via Pal. L'ho letto da ragazzina come credo quasi tutti i miei coetanei, ho sognato di far parte della Società dello Stucco e ho pianto tanto sulla morte di Ernesto Nemecseck. Non immaginavo che la strada esistesse per davvero, e quando a Budapest ci siamo incappati del tutto casualmente Franco e io ci siamo quasi commossi. Dico sul serio.
Gran bella città, Budapest. Ci siamo stati nel 95 quando le macchine digitali erano ancora roba da fantascienza e abbiamo scattato soltanto queste poche foto che ho passato allo scanner. Adesso mi mangerei le mani per esser stati così avari.








