Nelle puntate precedenti abbiamo visto alcune delle case firmate da Victor Horta, che, detto per inciso, sono tutte bellissime ma l'opera che viene unanimemente riconosciuta come il suo vero capolavoro è la Maison du Peuple, costruita tra il 1896 e il 1899 per conto del partito operaio belga.
In place Emile Vandervelde, una piazza piccola, dalla forma rotonda e con pesanti preesistenze che ne condizionano le scelte progettuali, Horta costruisce un edificio molto articolato a cui era affidato il compito di riunire tutte le attività politico sindacali, commerciali e ricreative del partito.
Il risultato appare subito estremamente brillante e per
Leonardo Benevolo (Storia dell'Architettura Moderna, ed. Laterza)
L'organismo è legato in partenza dalla forma del terreno, ritagliato fra strette strade e una piazza rotonda, e l'architettura si inserisce con impeccabile continuità nei vincoli ambientali. La struttura è in acciaio dentro una cassa muraria discontinua, ma qui si rivela chiaramente all'esterno, intelaiando le ampie pareti in vetro dai serramenti in legno naturale.....

. ....tra struttura e decorazione c'è qui una perfetta unità, così all'interno nel salone degli sportelli il disegno ornamentale del soffitto è fatto con i medesimi travi portanti, e nella sala spettacoli all'ultimo piano i telai trasversali a struttura reticolare servono anche a qualificare decorativamente il vano.... L'uso dei material, il modo di scompartire le pareti, di risolvere gli snodi, le giunzioni, i particolari, testimoniano una sicurezza di giudizio, una coerenza ed un rigore eccezionali.....
Secondo Sigrifid Giedion, che in materia di architettura non era proprio l'ultimo arrivato,
... la sua curva facciata di vetro e acciaio è una delle più perfette di quest'epoca ... la Maison du Peuple rivela in ogni suo dettagli la mano di un grande architetto che è anche geniale inventore.
e per
Bruno Zevi (Storia dell'Architettura Moderna, ed. Einaudi)
.....L'impianto volumetrico è di un'arditezza che forse non ha paralleli in questa prima età del movimento moderno.....La struttura in vista è caratteristica delle architetture moderne ma confrontando questa cavità con il salone della Borsa di Berlage ad Amsterdam, con gli interni degli edifici di Behrens o delle chiese di Perret, si ha la misura della sovranità del genio di Horta....
D'altra parte nella prima relazione di bilancio del consiglio di amministrazione dopo l'inaugurazione, anche i committenti avevano scritto entusiasticamente
... Ora che la Nouvelle Maison du Peuple è costruita, che suscita l'ammirazione sia degli abitanti di Bruxelles che degli stranieri, possiamo essere fieri del nostro locale e prima di tutto noi teniamo a ringraziare Horta e a complimentarci con lui ...
Ne saranno fieri soltanto fino agli anni sessanta, quando con una decisione che non si può non considerare come minimo criminale e scriteriata, decideranno di demolirla.
L'opinione pubblica si mobilita, partono molte campagne di stampa e sui giornali si susseguono gli appelli accorati di intellettuali e accademici
....Nessuno oserebbe demolire il meraviglioso palazzo comunale di Bruxelles né alcuno degli edifici che lo circondano, col pretesto che nuovi edifici assolverebbero meglio la loro funzione. Al di là di valori materiali ce ne sono altri di carattere spirituale che rispettiamo e ammiriamo, e che per questo proteggiamo. La stessa cosa vale per la Maison du Peuple di Horta. Come gli edifici medievali, è un documento della sua epoca e questo edificio deve essere salvato ad ogni costo.....
(Ludwig Hilbesheimer, direttore dell'Illinois Institute of Technology di Chicago)
....se la Maison du Peuple viene demolita si perpetua un doppio crimine: contro la storia dell'arte moderna, di cui il capolavoro di Horta è una delle testimonianze principali, e contro la storia del movimento socialista che, elevando un monumento, ha dimostrato che la cultura rivoluzionaria aveva potuto ispirarsi al linguaggio figurativo dell'epoca....
(Bruno Zevi)
Un valore determinante nella imperdonabile decisione del partito ebbe l'opinione, espressa in una intervista a "Le Peuple", di un vecchio notabile socialista, che era stato rivale in amore del geniale architetto e amministratore della Maison e che, in una intervista del '64, sfogava tutto il suo livore che il passare degli anni non aveva attenuato.
Fatto sta che di tutti gli appelli e di tutte le campagne di stampa il partito operaio belga si fa' un allegro baffo e la Maison du Peuple
viene demolita per far posto a questa roba qui (fotografata poche settimane fa)
Victor Horta non resterà l'unica vittima di questa sciagurata pratica, nei decenni tra il sessanta e l'ottanta saranno molti a Bruxelles gli edifici di pregio demoliti per far posto ad anonimi palazzoni per uffici. Da noi si chiamava speculazione edilizia, i belgi l'hanno battezzata Bruxellizzazione. Pare che oggi ne possiamo parlare come di un fenomeno estinto, speriamo.