Non è la prima volta che parlo degli amici di pentola
perciò non è il caso di ripetere ancora una volta la rava e la fava di com'è nata la tradizione di cucinare tutti insieme in occasione di qualche ricorrenza particolarmente significativa. Significativa per noi, voglio dire.
In questi più o meno quattro anni tra cene di beneficenza, ricevimenti di compleanno e matrimoni, abbiamo messo insieme un curriculum niente male e raggiunto un affiatamento invidiabile. E, dato che siamo tutti sufficientemente grandicelli per renderci conto che gli chef superstellati abitano su un altro pianeta, noi cuciniamo per il puro piacere di farlo, senza competizioni e ansie da prestazione, e però consapevoli che ogni tanto la nostra porca figura la sappiamo fare anche noi.
Sabato scorso siamo scesi in campo ancora una volta, per festeggiare il matrimonio di G. & G.
ed in contemporanea il battesimo della loro Irene, una bambina sorridente e buonissima, che ha dormito per tutta la cerimonia senza fare neanche un bè, e di cui non c'è bisogno di dire che è anche bellissima, perché questo lo vedete da soli
In omaggio alla battezzanda il bicchierino con la panna cotta al parmigiano decorata con un cappero è in realtà un vasetto di omogeneizzato. G. & G. per l'occasione ne avevano messi da parte centocinquanta, e tutti sono stati infiocchettati e riempiti con pazienza certosina. Non da me.