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venerdì 3 novembre 2017

Fabrique Artisanale Sandaga

il Marché Sandaga, al fondo dell’Avenue Georges Pompidou, è il mercato più affollato, caotico e vivace di Dakar.
Dalle stoffe all'elettronica alle stoviglie ai cosmetici,  ci  si può trovare letteralmente di tutto. E se qualcosa per caso non si trova, nel giro di dieci minuti puoi star sicuro  che te lo procurano.



La Fabrique Artisanale Sandaga è una grossa  sartoria situata nel  grande edificio centrale. Ci si arriva attraversando un corridoio buio. Parecchio buio. E dopo aver incespicato in almeno un paio di gradini  si entra  in un dedalo di minuscoli  bugigattoli dove  un numero imprecisato di uomini lavora  dalla mattina alla sera  su macchine da cucire vecchie come il cucu.  


















Tra un bugigattolo  e l'altro, lungo  altri corridoi,  altri uomini  si occupano di stirare  stendere appendere  e impilare i  manufatti. 


















L'ultimo grande stanzone è riservato alla vendita. Sui ripiani si allineano pezze di mille colori che definire sgargianti è riduttivo. Le donne ne ricavano  lunghi abiti  molto elaborati che le  fanno sembrare tutte  dee splendide e altere,  e che purtroppo  invece addosso ad una europea la fanno giusto sembrare agghindata  per una festa di carnevale.   





Oltre alle pezze di stoffa ci sono   tovaglie, grembiuli, borse e Tshirt che io ho comprato per gli uomini di famiglia.



Tornata in Italia ho scoperto l'etichetta. Ci sono rimasta male.

domenica 5 giugno 2016

Salon de Coiffure




Come le donne, anche gli uomini senegalesi tengono  molto alla loro immagine e Dakar pullula di Salon de Coiffure. Mi sarebbe piaciuto fotografarli tutti ma purtroppo la maggior parte dei barbieri ha mostrato di non gradire, per cui soltanto la foto in alto è mia. Quelle che seguono circolano per la rete ed evidentemente sono state scattate da fotografi più intraprendenti di me, o forse semplicemente, fotografi uomini. 







sabato 4 giugno 2016

Moda di Dakar



In Senegal l'eleganza riveste un ruolo di grande rilievo. 
























I colori accuratamente accostati, il turbante in armonia con l'abito, il taglio  su misura  sembrano indicare  non  tanto, o non soltanto, la  volontà, che sicuramente ci sarà qui come dappertutto, di esibire  uno status symbol,  quanto il voler sottolineare la propria dignità di individuo anche  attraverso un abbigliamento  elegante e ben curato. 



























In passato la maniera  più comune di coprirsi  era il  pagne, dallo spagnolo paño -panno, una  semplice  pezza di cotone, una sorta di pareo annodato all’altezza dei fianchi o delle ascelle. Tradizionalmente era  realizzato cucendo insieme diverse strisce di stoffa tessute al telaio, ora invece  si adoperano moderni tessuti prodotti e stampati industrialmente (magari in Europa), ma le donne non lo hanno abbandonato del tutto e molte  lo drappeggiano ancora  sopra l'abito.  


Il boubou, universalmente riconosciuto come l’abito tradizionale dell’Africa Occidentale,  è stato introdotto dalla colonizzazione islamica del secolo XVIII,  è abito femminile e maschile, ed è composto da tre pezzi (pantaloni, blusa e tunica  per l’uomo, gonna a pareo, ampia tunica e foulard con stampe multicolori per la donna). Lo indossano proprio tutti, principalmente in occasione di momenti importanti ma soprattutto nelle  feste religiose. Decollété, larghezza, lunghezza e tipo di tessuto sono leggermente  variati e continueranno a variare secondo la moda del tempo ma il boubou sembra destinato a restare  il simbolo di un’eleganza autenticamente africana 



Ma che siano boubou o tailleur dal taglio occidentale, turbanti o le morbide  strisce di stoffa che le madri usano per legare il neonato sulla schiena,

















tutto continua ad essere cucito da sarti artigiani.  E sono davvero tutti  molto bravi perchè balza agli occhi che ogni abito cade a pennello sulla persona che lo indossa:  nessun orlo penzolante, nessuna pince al posto sbagliato, e mai che si vedano due abiti uguali. Lontani anni luce dalla   moda omologata e standardizzata  che  rende noi europei tutti elegantemente  anonimamente indistinguibili. 
Ma l'inventiva africana non si palesa soltanto  nell'abbigliamento, gli artigiani qui  mescolano elementi della  tradizione e  modelli europei creando  ibridi inaspettati e qualche volta geniali.

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