E qui occorre una doverosa precisazione: di solito non mi passa mica per la testa di andare a scannucciare dentro agli hotel di lusso, ma ogni tanto la fida Rough Guide fornisce informazioni a cui è difficile restare indifferenti e allora l'imperativo categorico diventa andare a controllare con i propri occhi. Lo avevo fatto già per il Waldorf Astoria e posso garantire che in quel caso la guida non aveva scritto bugie: nelle toilettes delle signore ci sono veramente specchi dorati e caminetti accesi. La specchiera la potete vedere bene ma sul fuoco acceso dovete credermi sulla parola, appena ho tirato fuori la macchina foto le due cameriere si sono messe in posa proprio lì davanti.
Ma torniamo al Four Seasons, che nonostante la nobile paternità non mi ha entusiasmata.
Tutto bello, per carità, materiali costosi e grande opulenza, ogni ambiente curato fin nei minimi dettagli, ma alla fine stringi stringi non è altro che un albergo di lusso di un'eleganza molto americana, esageratamente levigata e parecchio prevedibile. Un posto pensato e realizzato espressamente per piacere alle ricche botox girls newyorkesi, le quali infatti, un po' troppo ingioiellate e impellicciate, vengono a prendere il tè.
L'hotel mi ha abbastanza delusa ma ho ammirato moltissimo le stupende campane di vetro per i pasticcini, una diversa dall'altra. una meraviglia.
Stavo per dimenticare che nel Four Seasons c'è un'altra cosa degna di nota.
Per mia fortuna era mattina presto, la sala era vuota e in cucina si cominciava appena a lavorare, così ho sfoderato la faccia da piccola fiammiferaia, nessuno ha avuto cuore di cacciarmi via e ho potuto fotografare