Con ammirevole scelta dei tempi, arriviamo a visitare la Bibliothéque Nationale de France "François Mitterrand" e leggiamo che resterà chiusa dal 5 al 18 settembre: proprio i giorni della nostra permanenza a Parigi, non uno di più e non uno di meno. Firmata da un nome sulla cresta dell'onda, che con questo progetto aveva inteso coniugare emozione e rigore per infondere dignità e forza d'animo all'architettura della Francia (Parbleu!) e pure oggetto di un premio prestigioso, era una delle architetture che dovevamo assolutamente vedere, e così ci rassegniamo a dare appena uno sguardo all'atrio e a fare una passeggiata all'esterno.
Quattro alte torri tutte di vetro, dalla forma ad Elle per simboleggiare quattro libri aperti, ai quattro angoli della costruzione e in mezzo il corpo delle sale di lettura e degli uffici.
L'idea era suggestiva e affascinante. Peccato che nelle quattro torri di vetro siano stati stoccati i libri, i quali, mettendo in atto una deplorevole azione di boicottaggio, appena inondati da tutto quel po' po' di luce hanno cominciato immediatamente a sbiadire, pretendendo (e ottenendo) in quattro e quattr'otto un costosissimo sistema di oscuramento.
Avere il coltello dalla parte del manico aiuta sempre, c'è poco da fare.
Visto che i libri si erano presi tutto lo spazio alla luce del sole, l'architetto ha sistemato le sale di lettura nel seminterrato e le ha pure protette con un giardino lussureggiante (inaccessibile al pubblico, chissà perché) in maniera da essere ben ben sicuro che non un raggio di sole potesse filtrare e rendesse così un po' meno stratosferico il consumo di luce elettrica.
All'esterno la biblioteca è circondata sui quattro lati da una sorta di pontile in legno che provoca la curiosa sensazione di passeggiare su un lungomare, soltanto senza mare.
Le strette gradinate rendono impensabile sedersi per socializzare o leggere o prendere il sole e fanno pensare che il Nostro abbia tratto perversa ispirazione dalle scalinate delle piramidi Maya.
All'interno del complesso invece i mancorrenti ci sono, e sono fatti con un acciaio semplicemente splendido. Stranamente sulla sommità, al posto dell'impugnatura, sono dotati di una specie di camminamento largo più o meno un metro, che si protende a strapiombo sul vuoto.
Ora, io sarò anche una mamma italiana ansiosa e iperprotettiva, non dico di no, ma tra i frequentatori di biblioteche può accadere che ci siano ragazzini scriteriati, e queste passerelle senza protezione alcuna sembrano fatte apposta per istigare giochi suicidi. Forse in Francia le commissioni di vigilanza sono presiedute da Erode.
E concludo mostrando la singolare sistemazione del verde, irreggimentato dentro questi umilianti tralicci metallici. Il grande Architetto con la A maiuscola evidentemente non odia soltanto i bambini.