giovedì 14 marzo 2013

Itinerari parigini: dal PCF al Canal St.Martin, passando per Belleville - parte prima




Se a Parigi siete già stati un tot di volte e  cercate un'alternativa ai  luoghi canonici del pellegrinaggio turistico,  questo potrebbe essere un itinerario interessante.
Metro, linea 2, fermata Colonel Fabien (colonnello francese  che, per la cronaca, con l'uccisione di un soldato tedesco nel 1941 aveva dato inizio alla Resistenza parigina). Piazza Colonel Fabien (PCF) non è particolarmente significativa se non per il fatto di ospitare la ex  sede del  Partito Comunista Francese (PCF pure lui),

un'opera di Oscar Niemeyer  costruita tra il 1965 e il 1971 ed  aggiunta nel 2007  alla lista dei monumenti storici di Parigi. Si tratta di un grande edificio in cemento e vetro, ma la  sinuosa facciata continua suggerisce l'immagine suggestiva di una bandiera che si agita con il vento.


 Capisco che l'architettura del ventesimo secolo non sia in cima ai vostri interessi, ma già che siete arrivati fin lì datele un'occhiata prima di proseguire e fate caso agli sbalzi incredibili per cui  Niemeyer va famoso,  sarebbe un peccato passarci davanti e nemmeno  notarli.


Dopo il doveroso omaggio a Niemeyer, svoltate verso rue de la Grange aux Belle in direzione dell'Hôpital st Louis, 

un grande complesso ospedaliero costruito agli inizi del seicento dietro ordine di Enrico IV per ricoverare fuori dalle mura cittadine le vittime della peste. L'architettura è la stessa, magnifica, di  Place des Vosges  e anche se si tratta solo di un ospedale  vale la pena di entrare per ammirare i fabbricati che si affacciano sul giardino interno, sono uno spettacolo.




Circumnavigato l'ospedale, infilate Place Sainte Marthe, gradevole piazzetta alberata con piccoli caffè e dehors  

e da lì prendete la omonima rue

è una strada stretta fatta di bottegucce cadenti 

e di case che definire  fatiscenti può sembrare un eufemismo




Però basta guardare   il  numero dei cantieri e il  colore squillante dei nuovi esercizi che si stanno aprendo

per pronosticare  che in un amen tutto il quartiere avrà cambiato pelle e sarà diventato irriconoscibile. E come sempre succede, molti rimpiangeranno quello che fu e diranno che era molto  meglio prima.



Noi per fortuna possiamo lasciare ai posteri l'ardua sentenza  e proseguire su Boulevard de la Villette fino ad incrociare Rue de Belleville, una strada in salita fatta di brutte case senza particolari attrattive, a parte la lapide al numero 72 che ci informa  essere la casa natale di Edith Piaf (la leggenda, per la precisione,  vuole   che la nascita del passerotto triste sia avvenuta sul marciapiede) 



Prima però di arrivare al numero 72  anche senza i miei suggerimenti sarà stato  impossibile non esservi accorti  di  Rue Dénoyez, una piccola strada pedonale le cui case sono  completamente ricoperte di graffiti e murales bizzarri e stravaganti, e che ospita una quantità incredibile di microgallerie d'arte  caffè e graziosi bistrot moooolto parigini









In cima alla salita di rue Belleville  troverete  il Parc de Belleville, realizzato sul cucuzzolo della collina una ventina di anni fa, a giudicare dai materassi en plen air sembra molto  gettonato dai clochard. Il  che, detto per inciso,  non vuol dire assolutamente che non sia curatissimo e  ben tenuto.  

Si  estende lungo tutta la collina con  una teoria  di grandi  aiuole, cascatelle e laghetti collegati  da piacevoli scalinate da cui si gode 
un panorama  bello quanto quello che si può vedere  da Montmartre, ma senza l'invasione dei turisti. E scusate se è poco.
Arrivati al fondo del parco, dopo  un deferente omaggio ai caduti della Comune di Parigi

si prosegue per  rue du Faubourg du Temple 

(continua)


2 commenti:

Grazia ha detto...

Dede, sei una guida straordinaria! Vediamoci una volta a Parigi, dai...!

Dede Leoncedis ha detto...

Grazia si, dai! ora che mio nipote da Rotterdam si è trasferito nella Ville Lumiere ho un ottimo pretesto in più per andarci

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