Visualizzazione post con etichetta Gustave Eiffel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gustave Eiffel. Mostra tutti i post

venerdì 29 dicembre 2017

Alexandre-Gustave Eiffel (Digione 15 dicembre 1832 - Parigi 27 dicembre 1923) - seconda puntata




La realizzazione della Statua della Libertà ebbe una gestazione piuttosto articolata, e varrà la pena riparlarne ancora a proposito di Frédéric-Auguste Bartholdi, ma per il momento ci occupiamo soltanto  del ruolo che in tutta la faccenda ebbe Gustave Eiffel.
Di una statua che celebrasse l'amicizia Franco-Americana si era cominciato a parlare già  nel 1865. Inizialmente il progetto (che sembra pesantemente ispirarsi alla Libertà della Poesia, una scultura di Pio Fedi di qualche anno prima, che ritrae una donna piuttosto in carne drappeggiata in un peplo, con una corona di raggi in testa e il braccio destro levato verso l'alto)



era stato abbozzato da Eugène Viollet Le Duc e dal suo allievo Frédéric-Auguste Bartholdi, e prevedeva una torre centrale in muratura a cui sarebbero state fissate le travi metalliche.
Disgraziatamente Viollet Le Duc muore senza lasciare disegni o spiegazioni, e il  progetto passa a Eiffel, il quale nei dieci anni precedenti aveva maturato una grande esperienza in materia di costruzioni in acciaio 

(nel 1875 ad esempio aveva realizzato,  tra decine di altri edifici e ponti, la bella Stazione di Budapest-Nyugat) 


nei pressi della quale, piccola nota curiosa,  c'è un elegante  Eiffel Palace, immacolato  e lussuoso palazzo per uffici che con  il Nostro probabilmente condivide soltanto il nome.  



Ma torniamo alla statua, per cui  Eiffel immagina   una struttura reticolare metallica, molto più leggera ed elastica della muratura. Il progetto non era per niente  semplice: infatti la struttura interna doveva non soltanto servire come sostegno  per i pannelli di rame della statua vera e propria ma anche sostenere una struttura secondaria a sbalzo (il braccio con la torcia). Eiffel sceglie di realizzare  un traliccio centrale di acciaio entro cui  colloca la scala a chiocciola che dovrà servire per i visitatori.





Da questo traliccio partono orizzontalmente le travi principali, a cui verranno legate le travi secondarie, più esili e più leggere. L'elasticità dell'acciaio consente alla statua di oscillare leggermente e resistere quindi molto meglio della muratura all'azione dei venti. Il problema del braccio aggettante viene risolto con la costruzione di un telaio secondario, più piccolo e fatto di travi di dimensioni variabili in modo da adattarsi alla sagoma in rame della statua.

 

In questo modo Eiffel riesce ad evitare il ricorso a  rinforzi per il sostegno del braccio, che avrebbero appesantito l'effetto finale. La struttura principale, che funge da fulcro dell'involucro esterno in rame, forma una specie di grande pilone con quattro punti di attacco al basamento in muratura (realizzato su progetto di Richard Morris Hunt) che sostiene la statua. Ognuno di questi punti è sostenuto da tre bulloni di fondazione del diametro di 15 cm e l'involucro esterno in rame che costituisce la statua vera e propria è legato al pilone attraverso armature sottili e piatte, in maniera da evitare deformazioni. L'elasticità dei materiali e la disposizione di soffietti di espansione abilmente dislocati tre le pieghe del panneggio permettono che la dilatazione, inevitabile a causa delle escursioni termiche, avvenga senza danni. Dettagli e informazioni particolareggiate sui calcoli condotti da Eiffel si possono leggere in  un articolo del 1° agosto 1883 a firma dell'ingegner Charles Talandier (nome fino a questo momento a me completamente ignoto) riportato  qui 
Dopo il grandioso successo della Statua della Libertà Eiffel si impegna nella costruzione del Canale di Panama, ma durante i lavori la società committente è travolta da uno scandalo enorme: emerge una rete di corruzioni, ruberie e tentativi di insabbiamento, fino a che si arriva al fallimento. Eiffel è soltanto il costruttore del canale ma non ha responsabilità dirette nella gestione finanziaria e per di più i suoi libri contabili sono impeccabili, eppure nonostante ciò viene ugualmente messo sotto processo e condannato addirittura a due anni di prigione. La sentenza sarà in seguito annullata ed Eiffel riabilitato, ma nel frattempo molte città, tra cui la sua Digione, hanno cambiato nome alle strade a lui intitolate e da più parti si fanno pressioni perché gli venga tolta la Legione d'Onore. Questo non avviene, le accuse si dimostrano infondate ed Eiffel viene riconosciuto del tutto innocente, ma la ferita gli brucia profondamente. La sua torre intanto sembra essere passata di moda. Per evitarne lo smantellamento, Eiffel vi fa installare una stazione meteorologica, arriveranno poi impianti per l'analisi dell'aria, per la rilevazione della pressione e della radioattività, un trasmettitore radio, e in questo modo la Tour Eiffel si guadagna i gradi di edificio di interesse strategico per la sicurezza nazionale. Eiffel in seguito si imbarca in studi di aerodinamica, progetta una galleria del vento i cui principi sono ancora adesso seguiti, usa la torre per esperimenti di caduta libera che gli permettono di confermare la precisione dei suoi calcoli. Durante la prima guerra mondiale le sue ricerche lo portano a progettare un caccia monoplano che chiamerà Laboratorio Eiffel (abbreviato LE), ma il progetto si interrompe dopo un incidente mortale con il prototipo, nel marzo 1918.   Dopo la guerra dona i laboratori all'Ufficio Tecnico di Aeronautica, nel 1921.    Muore a novantuno anni il 27 dicembre 1923 nella sua villa in rue Rabelais a Parigi.

mercoledì 27 dicembre 2017

Alexandre-Gustave Eiffel (Digione 15 dicembre 1832 - Parigi 27 dicembre 1923) - prima puntata


Alexandre-Gustave Eiffel (Digione 15 dicembre 1832 - Parigi 27 dicembre 1923)  è probabilmente l'ingegnere più famoso al mondo e tutti conoscono la sua Torre parigina, ma forse non altrettanti sanno che è stato anche l'artefice delle strutture che sostengono la Statua della Libertà e di decine e decine di opere importantissime sparse per mezzo mondo. 
Oggi cade l'anniversario della sua morte e a noi è sembrato giusto dedicargli questo post. Appena laureato, Eiffel lavora per un'impresa che costruisce ferrovie, e dev'essere un tipo in gamba se nel 1858, a soli ventisei anni, è già direttore dei cantieri della compagnia di Bordeaux. 
Nemmeno dieci anni dopo apre un'azienda propria che produce laminati in acciaio, e diventa ben presto famoso in campo internazionale per l'impiego di questo materiale. 
Nel 1876 realizza a Parigi il primo edificio in ferro e vetro, il "Magazin au Bon Marché" in rue de Sèvres
. L'anno dopo costruisce il ponte Maria Pia sul Duero a Oporto e l'anno dopo ancora è la volta dei vestiboli e dell'entrata dell'edificio principale dell'Esposizione Internazionale di Parigi Tra il 1880 e il 1884 costruisce il viadotto di Garabit sulla Truier, ma è all'Esposizione del 1889 che Eiffel mostra tutta la sua visionarietà costruendo la sua opera più conosciuta, una torre d'acciaio di dimensioni colossali: 307 metri di altezza senza contare l'antenna, per settemilacinquecento tonnellate di acciaio (oggi, dopo vari consolidamenti, ne pesa più di undicimila) usati per realizzare i quattro enormi piloni di sostegno e le milleseicento travi che ne costituiscono l'ossatura. 
In realtà, l'idea di una torre alta trecento metri era già stata proposta per l'Esposizione Universale di Filadelfia nel 1876 da due ingegneri americani, che però non avevano trovato i fondi per la realizzazione. Nel giugno 1884 due ingegneri dell'impresa di Eiffel, Maurice Koechlin e Emile Nouguier, abbozzano il progetto di una torre di acciaio alta trecento metri, che sperano di realizzare per l'esposizione del 1889, ma  Gustave Eiffel trova il progetto stravagante e non gli dà peso. 
Però  quando gli viene presentato un progetto completamente ridisegnato, con l'aggiunta di pesanti basamenti in muratura, la riduzione delle piattaforme intermedie dalle cinque originarie a due e una sorta di cappello in cima che ne alleggerisce l'impatto, si rende conto che il progetto sarà un successo e ne acquista tutti i diritti. Ha visto giusto, infatti nel 1886 vince il concorso che gli permette di costruire la torre per l'Esposizione, e dato che ne possiede tutti i diritti, la torre si chiamerà Torre Eiffel


I lavori hanno inizio il 28 gennaio 1887, e nel  cantiere lavorerà  un numero limitato di operai, dato che  tutti i pezzi vengono lavorati nelle fabbriche di Levallois-Perret dove cinquanta ingegneri eseguono in due anni la bellezza di cinquemila trecento disegni esecutivi, oltre ad uno schema descrittivo per ciascuno dei più di diciottomila elementi di acciaio. 



Nel mese di marzo 1889 il monumento è terminato, in tempo per l'inaugurazione ma in ritardo di un anno rispetto alle previsioni, è costato un milione e mezzo di franchi in più ma non ha registrato nessun incidente mortale. Un record per i tempi. Il 6 maggio 1889 l'Esposizione apre i battenti e nella prima settimana, con gli ascensori non ancora in servizio, già quasi trentamila visitatori salgono sulla torre. Alla chiusura dell'Expo saranno in tutto due milioni.


 (continua)

domenica 22 ottobre 2017

Saint Louis - quarta puntata: il Ponte Faidherbe








La conclusione della  puntate dedicate a Saint-Louis, bella città coloniale dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità, spetta di diritto al  ponte Faidherbe, che della città è il simbolo.
Saint Louis  è costruita su un'isola alla foce del fiume Senegal ed è separata dall'Oceano Atlantico da una striscia di sabbia, la Langue de Barbarie, che parte da Nouadhibou in Mauritania e arriva fino alla città. Fino al 19esimo secolo tutti gli spostamenti avvenivano con piccole imbarcazioni, finchè nel 1858 Louis Faidherbe, governatore del Senegal, ordina la realizzazione di un ponte di chiatte capace di trasportare 150 passeggeri, più gli animali e le mercanzie, che molto  presto però  si rivela insufficiente per assorbire il traffico di truppe, cavalli e tutto l'equipaggiamento necessario all'esercito coloniale francese. Viene costruito un secondo ponte di barche, ma  nessuno dei due è in grado di resistere alle piene invernali del fiume, e allora il capitano di fregata Robin, amico di Faidherbe, chiede al Ministro dell'Algeria e delle Colonie d'Africa di approvare la costruzione di un ponte girevole che  permetta  la navigazione delle grandi navi a vapore.  L'inaugurazione avviene il 2 luglio 1865 e   Napoleone III in persona decreta che il ponte verrà intitolato a Faidherbe.


 














L'apertura della ferrovia Saint Louis-Dakar vent'anni dopo incrementa ancora di più il traffico,  e il ponte si mostra ancora una volta inadeguato tanto che  nel 1892 viene smantellato. Parte il progetto di un nuovo ponte e parte anche  la ricerca dei finanziamenti, trovati i quali finalmente  i lavori  possono  cominciare. Verrà a costare  la bellezza di 1,88 milioni di franchi oro e sarà inaugurato nel 1897.
 
Le guide turistiche  ancora oggi si sbizzarriscono a raccontare molte delle leggende fiorite intorno alla sua costruzione. Una  di queste è l'attribuzione della paternità dell'opera a Gustave Eiffel il quale non ha mai avuto nulla a che fare con i progetti, ma  aveva soltanto   partecipato con la sua impresa di costruzioni alla gara di appalto e l'aveva persa. Un'altra leggenda vuole che le strutture metalliche del ponte siano state donate dal governo francese, ma si tratta anche qui di una favola: i documenti provano che la Francia  non ha elargito nessun regalo, c'è stato un regolare prestito accordato dalla Banca Francese all'interesse del 4 per cento. Secondo una leggenda  più curiosa  la struttura  originariamente sarebbe stata commissionata dal re di Romania per un ponte da realizzare  sul Danubio, qualcuno però dice che fosse destinato  all'Austria, e secondo qualcun altro invece avrebbe dovuto essere spedito a  Budapest. Per farla breve:  come siano realmente  andate le cose nessuno lo ricorda più, ma il ponte alla fine è approdato in Africa.     Però  la leggenda più divertente  e incredibile  racconta di una nave carica di misteriose strutture metalliche in viaggio per chissadove e affondata proprio davanti alla città di Saint Louis. Le autorità cittadine che avevano assistito  al naufragio, considerata la botta di fortuna capitata inaspettatamente,  in quattro e quattr'otto avrebbero deciso di recuperarle per costruire  il ponte  praticamente a costo zero.


















giovedì 7 agosto 2014

La Tour Eiffel

Jules Verne aveva immaginato nel 1863,  in una futuribile Parigi del 1960 (!!!)  
...... un faro elettrico senza grande utilità, che si perdeva nella notte a un'altezza di cinquecento piedi. Era il più alto monumento al mondo e la sua luce giungeva a quaranta leghe di distanza......

Non sappiamo se questa descrizione sia stata tenuta in conto, ma il fatto è che quella che è stata costruita pochi anni dopo per celebrare il centenario della Rivoluzione, in occasione dell'Expo del 1889, e che sarebbe diventata  il monumento più conosciuto al mondo  è alta il doppio:  mille piedi, trecentoventiquattro metri.  E anche lei non ha grande utilità.
Fu progettata dall'architetto Stephen Sauvestre di cui nessuno si ricorda più, mentre non credo esista una persona  sulla faccia della terra che non abbia almeno sentito nominare Gustave Eiffel, l'ingegnere calcolatore.
E questo, lasciatevelo dire per esperienza diretta,  è assai singolare: di solito è l'architetto progettista, il cui nome viene ricordato  (qualche volta),  ma  novanta su cento nessuno sospetta minimamente che sia necessario anche il contributo di  un ingegnere perchè  una costruzione stia in piedi.
A onor del vero Eiffel fu affiancato da Maurice Koechlin ed Emile Nouguier,  anche loro  velocemente quanto  ingiustamente  dimenticati,   come il povero Sauvestre.



La torre, com'era prevedibile, aveva suscitato una polemica enorme e una serie infinita di petizioni: prima perchè non venisse costruita, e poi perchè fosse lestamente demolita.  Aveva firmato anche Guy de Maupassant, il quale affermava  che dalla  terrazza della Tour Eiffel  si godeva il più bel panorama di Parigi perchè era l'unico posto da cui non la si poteva vedere.







Nessuno può sapere  in quanti  milioni di fotografie ha fatto e continua a fare  da sfondo, ma ogni giorno non si contano   coppie di sposi,   bambini  
mature signore in vacanza

e coppie  di amici che da tempo immemorabile (non è vero, in realtà me lo ricordo benissimo: dal 1971)   hanno stabilito solennemente di  tornare ogni dieci anni per  farsi immortalare insieme




Dal 2000 tutte le sere, ad ogni ora e per cinque minuti, la torre  lampeggia e scintilla come un albero di natale  con un effetto che onestamente un pochino kitch lo è, ma è un kitch talmente  suggestivo che strappa sempre  un   oooooh di meraviglia alle centinaia di turisti in attesa sul  prato

 



I parigini doc, quelli che in quanto a snobismo non sono secondi a nessuno,  si vantano di non esserci mai saliti ma sarebbe interessante chiedere quanti di loro  sarebbero disposti, oggi, a firmare una di quelle petizioni di cui sopra.

LinkWithin

Related Posts Widget for Blogs by LinkWithin