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lunedì 18 giugno 2012

Il mio contributo per i campionati di calcio - Poznan

Dei campionati di calcio mi interessa molto ma molto meno di zero, a tal punto  che  soltanto oggi ho scoperto che la partita da cui dipende l'onore nazionale si gioca stasera a  Poznan.  
Noi a Poznan  siamo capitati  qualche anno fa, una tappa  casuale che ci ha fatto scoprire  un'altra delle tante  bellissime  città polacche che non hanno proprio niente da invidiare a mete turistiche più conosciute e blasonate.    Chi sa se a qualche italico tifoso verrà il ghiribizzo  di farci almeno una passeggiata.

La piazza del Mercato, circondata da belle case gotiche e rinascimentali irreparabilmente danneggiate durante la seconda guerra mondiale e restaurate o ricostruite di sana pianta e ridipinte in delicati colori pastello











La Collegiata Fara, un complesso del seicento  in stile barocco polacco  ricca di  stucchi e affreschi e impreziosita da un altare maggiore di Pompeo Ferrari  e da un organo realizzato da Federico Ladegast, uno dei più accreditati costruttori di organi del secolo diciannovesimo.  Nel collegio adiacente pare abbia abitato per ben tre settimane Napoleone Bonaparte.  


Questo invece è  l'interno di un   caffè che, se non ricordo male, si chiamava Cocoricò,  Dubito che Napoleone   sia passato anche da qui.










martedì 12 febbraio 2008

Danzica



Polonia. Cantieri navali . Solidarnosc. Lech Walesa. Più o meno questo è tutto ciò che viene in mente a sentir nominare Danzica. Difficilmente un italiano pensa che bello, quest'estate voglio proprio andare in vacanza a Danzica. E sbaglia, perchè Danzica è una città molto affascinante, adagiata lungo la Vistola e con alle spalle una catena di colline che ne fanno un centro turistico molto affollato.
E' interessante passeggiare per le vie del centro dove decine di botteghe di antiquari si susseguono senza soluzione di continuità, fare la gimkana tra le comitive di turisti capitanati dalla immancabile guida con ombrello sguainato e voce stentorea: FOLLOOOOOW ME! , andare a cena nel ristorante amato dal presidente Walesa e farsi servire aringhe affumicate e un ottimo Bicosz (cavoli, funghi e salsiccette. detto così non sembra un granchè, invece è un piatto assolutamente delizioso).
E alla fine, sì, è interessante anche fare una passeggiata attraverso il porto, a vedere gli enormi cantieri navali








































venerdì 7 settembre 2007

Varsavia



Avevamo conosciuto agli inizi del nostro matrimonio una famiglia polacca, lui ingegnere e lei architetto.
Erano diventati buoni amici dei miei genitori, e di conseguenza diventarono anche amici nostri. Lui, ingegnere meccanico alla Polski Fiat, lavorava a Torino. Stefan. Aveva un accento spiccatissimo, lo riconoscevi appena diceva pronto, e tutte le volte lui si sorprendeva: Come tu ha fatto a riconosssscere me.
Lei, Halina, non aveva trovato lavoro e si era rassegnata a fare la casalinga, parlava pochissimo l’italiano. Per i due ragazzi invece Torino era proprio casa loro, il grande alle medie e il piccolo in prima elementare. Ci frequentammo fino a che restarono in Italia, poi il contratto di Stefan arrivò alla scadenza e tornarono in Polonia. Ci scrivemmo per un po’, poi come spesso succede, ci perdemmo quasi del tutto di vista. Tornarono in vacanza in Italia, per combinazione proprio quando mia madre festeggiava il 70 esimo compleanno, e naturalmente parteciparono con grande entusiasmo alla festa a sorpresa. Stefan suonò l’armonica a bocca ed Halina conversò a lungo in un italiano fluido che non mi sarei aspettata di sentirle. Una bella festa, proprio.
Quando siamo andati in Polonia li abbiamo cercati, avevano cambiato indirizzo e abbiamo inseguito le loro tracce per tutta Varsavia, fino alla loro nuova casa. Non c’era nessuno. Erano in Canada a far visita al figlio. Che peccato.














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