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sabato 21 febbraio 2009

di zuppe. E di posti in cui si mangiano zuppe a New York

Io ho un debole per le zuppe capitolo secondo. Non ripeto quanto detto al post precedente, ma voglio dare conto del localetto carino che dall'altra parte dell'oceano può considerarsi l'equivalente del torinese Soup & Go Si chiama Cafe Medina e si trova sulla 17ma strada, dalle parti di Union Square. Molto affollato nella pausa pranzo, anche Medina offre zuppe insalate e frullati di frutta fresca preparati al momento. Anonimi bicchieroni di carta al posto della graziose arbarelle di Torino, ma una scelta più ampia di dolci, muffins, e cookies grossi come le ruote di una lambretta. Per la cronaca, la foto qui sopra immortala le zuppe che abbiamo scelto: una di zucca e mais, dolce e ricca di panna, ed una piccante di lenticchie e quinoa. Deliziose entrambe.

di zuppe. E di posti in cui si mangiano zuppe a Torino

Io ho un debole per le zuppe. D'inverno, quando il freddo penetra fin dentro al midollo e sembra impossibile aver boccheggiato per l'afa soltanto qualche mese prima, secondo me non c'è niente di meglio che una buona zuppa densa e calda per riconciliarsi con il mondo. Di cereali di verdura di riso con la pasta senza pasta esotiche e contadine, a me piacciono tutte, non una esclusa, però chissà perchè stento a trovare tra i miei conterranei altri estimatori altrettanto entusiasti. Fate attenzione al menu tipo di qualsiasi ristorante: ci trovate una zuppa, massimo due se lo chef per caso ha deciso di cucinare povero. Mi sono molto sorpresa perciò di trovare in pieno centro di Torino un localetto carino che si
chiama  Soup & Go


 

 E' in via san Dalmazzo 8/a, e propone una discreta varietà di zuppe servite dentro ai barattoli di vetro in cui si conservano i sottoli, che da noi si chiamano arbarelle (i barattoli, non i sottoli)

 

 Niente di stratosferico, sia chiaro: è il posto adatto per una pausa pranzo, non è il locale in cui portare a cena la regina Elisabetta. Che magari le detesta pure, le zuppe. Ma chi se ne frega, non credo sia una questione che dovrò mai dirimere. Tornando al localino di Torino, c'è un piccolo dettaglio, insignificante forse per molti, ma che me lo ha reso ancora più simpatico: questo
 

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