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martedì 22 maggio 2012

A Rotterdam, Hotel New York


Anche se facciamo spesso finta di dimenticarcene, in un passato che non è poi tanto lontano molti europei prendevano il mare e partivano alla volta del Nord America. Noi Italiani partivamo da Genova e Napoli, gli Olandesi, ma anche i Polacchi, Russi, Rumeni e Tedeschi, si imbarcavano a Rotterdam sulle navi della  Nederlandsch-Amerikaansche Stoomvaart Maatschappij,



una compagnia di navigazione nata nel 1873 il cui  nome alla fine del secolo  viene accorciato in Holland Amerika Lijn.  Ma  tutti continueranno  a chiamarla familiarmente The Grand Old Lady.  E' una grossa compagnia che  nel  corso di soli  venticinque anni porta ad  Ellis Island più di quattrocentomila i emigranti,  all'inizio del secolo  vara  la sua prima nave da crociera e contemporaneamente si dedica al traffico commerciale in tutto il mondo.
Nel  1977, finita da un pezzo  l'epoca d'oro delle grandi crociere,  la compagnia si sposta  a Seattle, e tutta  l’area del vecchio Wilhelmina Pier cade in disuso. Anche la bella sede  Jugendstil  viene messa in vendita.





Riaprirà   nel 1993, trasformata nell'elegante hotel ristorante New York, e sarà solo  il primo dei tanti edifici coinvolti nel restauro e nella riqualificazione di tutta la vecchia area portuale. (Il seguito alla prossima puntata)















mercoledì 9 maggio 2012

Rotterdam - Il CAFE DE UNIE

Tra i trentamila edifici distrutti nel bombardamento di Rotterdam del 14 maggio 1940 c'è anche il CAFE   DE UNIE

 









































 edificio che, insieme a questa casa qui 


( la foto è  mia,  vecchia di vent'anni e passata allo scanner. Ora la casa è stata restaurata,  il giardino ripulito dalle erbacce, e molto probabilmente le foto sarebbero venute  meglio di questa, ma non c'era abbastanza tempo per andare dappertutto)

è considerato il manifesto del movimento De Stijl.  Anzi, per meglio dire  De Stijl  era il nome della rivista fondata nel 1917 da Theo van Doesburg  intorno a cui gravitavano gli esponenti di un movimento conosciuto come Neoplasticismo  che fu molto influenzato dalle sperimentazioni di  Piet Mondrian 

(foto da qui)










e che, detto in parole molto povere, si proponeva di raggiungere una astrazione pressocché totale dell'espressione artistica attraverso la combinazione di forme geometriche semplici (quadrato, parallelepipedo, angolo retto) e la riduzione  della gamma cromatica ai soli  tre colori  primari rosso giallo e blu.  La parentesi  dell'Art Nouveau era arrivata al capolinea,  esaurita in un estenuato manierismo,  e  tra la fine degli anni dieci e l'inizio dei venti le nuove idee dilagano in tutta l'Europa:  in Francia Ozenfant e Le Corbusier  danno vita a l'Esprit Nouveau, Adolf Loos porta avanti la sua personale e feroce battaglia contro ogni forma di decorativismo, e in Germania cominciano a manifestarsi  i primi segnali del razionalismo che porterà all'avventura esaltante e tragica del Bauhaus. 
 Tra i fondatori di De Stijl c'è anche Jacobus Johannes Pieter Oud  che dal  1918 e per una quindicina di anni ricopre l'incarico di Architetto Capo del Municipio di Rotterdam occupandosi di progettare  edifici residenziali a basso costo. Le nostre Case Popolari, per intenderci   Oud abbandona presto  il movimento, nel 1921 ne è già fuori  ma   il suo linguaggio architettonico  resterà sempre legato alla morfologia De Stijl, come appare particolarmente  evidente  nel Cafe  De Unie, che è del 1925 ed  esibisce una facciata  che sembra un quadro  di Mondrian, percorsa com'è da campiture rosse blu e gialle che si compongono  col  bianco degli intonaci  e il nero delle insegne. 






Bizzarro il  destino del De Unie: nato  per  riempire il   buco di un terreno incolto tra due edifici storici in pieno centro, il locale era stato autorizzato con la clausola di  venir demolito dopo dieci anni e  invece,   nonostante gli olandesi siano avvezzi a demolire senza fare una piega  anche le loro  architetture più pregevoli, non soltanto  l'edificio è rimasto  in piedi per quindici e se non ci fosse stato quel famigerato bombardamento   sarebbe probabilmente ancora lì,  ma addirittura  viene ricostruito    poche centinaia di metri più in là rispetto alla posizione originaria,  in una delle poche zone di Rotterdam risparmiate dai bombardamenti. 




















L'incarico viene dato nel 1986 a Carel Weber, il quale ripete fedelmente  la facciata originale




Gli interni progettati da Peter Hopman sono invece recenti, anzi sono  quasi nuovi di zecca,  visto che risalgono all'ultimo  restauro  concluso  nel 2010.








lunedì 7 maggio 2012

Rotterdam, a passeggio lungo il Westersingel tra Oud e Rodin



(Le foto vengono  da qui)
Il 14 maggio 1940 Rotterdam subisce un bombardamento tedesco di dimensioni catastrofiche: in otto minuti cadono sulla città  97 tonnellate di bombe che radono al suolo praticamente tutto il centro storico. Si salvano solo il Municipio e pochi altri edifici e alla fine le case distrutte o incendiate saranno più di trentamila. 
La ricostruzione comincia subito la fine della guerra e pare non avere mai fine, tanto che chi arriva oggi a Rotterdam vede un immenso cantiere e sono poche le zone in cui il panorama non è percorso dal braccio di tre o quattro gru in movimento.

 












Una di queste zone è Westersingel, un canale lungo il quale si allineano belle case di fine ottocento,




davanti alle quali si dipana il Beeldenroute, o Sculpture Trail , un percorso di diciassette sculture di alcuni tra i più importanti artisti. E quando dico importanti non lo dico mica così per dire: L'homme qui Marche di Auguste Rodin


E  Het Afscheid (l'Addio, secondo il parere autorevole del traduttore automatico di Google) di  Umberto Mastroianni, 







La scultura che i miei stanno guardando con tanta attenzione   è Moeder en kind

che,  anche senza l'autorevole parere del traduttore di Google  ho capito che si traduce con Madre con  Bambino.
E' un lavoro di Carel Visser




Zonder Titel  (azzardo:  Senza Titolo ??)  di Joel Shapiro

e, sempre da quelle parti, Sylvette,  riproduzione in grande  di una scultura di Picasso realizzata da Carl Nesjar.
L'edificio  bianco e rosso dall'altro lato del canale è anch'esso un rifacimento. Si tratta del famosissimo Cafe De Unie di JJ Oud, riportato in tutti i sacri testi di architettura. Ma di questo parleremo più avanti

mercoledì 2 maggio 2012

Le case cubiche di Rotterdam



C'era una volta un signore che si chiamava Piet Blom. Faceva l'architetto e  aveva elaborato un progetto  bizzarro: una serie di   38 grossi cubi ruotati di 45 gradi appoggiati   su pilastroni a base esagonale, che secondo la sua  fantasia perversa dovevano  ricordare un albero astratto.  No meglio, una intera foresta  astratta.


Ogni cubo era  un appartamento di cento metri quadri, metro più metro meno, dislocati su tre livelli: l'ingresso al piano terra,



il soggiorno, la cucina e il  pranzo al secondo livello  






due stanze da letto e i servizi al terzo livello. 


Va detto che il signor Piet Blom, architetto,  si era grandemente adoperato affinchè  le pareti inclinate a 45 gradi riducessero di parecchio  la sfruttabilità dei  cento-metri-quadri-metro-più-metro-meno, 




e di questi metri  la superficie entro cui una persona di  statura normale   poteva  mantenere la stazione eretta senza battere  la zucca era  pressocchè uguale a dieci centimetri quadrati
L'eventualità di collocarci il comò della nonna, così  come  di condividere il parco legume serale con più di un ospite alla volta era stata   tassativamente esclusa a priori dal signor Piet Blom, architetto,   che aveva fatto anche in modo che  il   panorama esterno  fosse   a malapena  intuibile   per il tramite di finestrine  ampie quanto l'oblò della barchetta delle bambole.




In poche parole, il signor Piet Blom, architetto, aveva progettato  alloggi  su misura   per  nani misantropi, a patto però che  non fossero affetti da  claustrofobia e fossero altresì dotati di menischi efficienti e rotule robuste.

Nessuno si prese mai la briga di interrogarsi sul  perché  il signor Piet Blom, architetto,  avesse deciso di progettare un villaggio per gli  gnomi  in piena Rotterdam,  le gialle case cubiche furono  costruite  all'incirca una trentina di anni fa, e  ancora oggi  sono tutte  orgogliosamente in piedi. Gli inquilini ci vivono felici e contenti  per un massimo, mi si dice,  di cinque anni. 
Dopo di che traslocano. 
Ed entrano in analisi.  

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