domenica 19 aprile 2009

Fraunces Tavern Public House

Nel pieno del Financial District schiacciata in mezzo ai grattacieli resiste indomita la Fraunces Tavern, una casetta in mattoni che le guide gabellano come la locanda più antica di tutta New York. In realtà, è antica la sua origine, certamente, ma l'edificio ha subito innumerevoli incendi rifacimenti e rimaneggiamenti e la locanda è stata ricostruita praticamente ex novo agli inizi del novecento. Un buon falso, niente di più e niente di meno, in cui le guide ci dicono che gli arredi interni sono stati rifatti tali e quali a come erano nel 1783. Per la precisione, il 4 dicembre 1783, giorno in cui George Washington si era accommiatato dai suoi soldati per tornare a coltivare la terra in Virginia. In quell'occasione aveva scritto: Mi ritiro non solo da tutte le funzioni pubbliche ma mi ritiro anche dentro me stesso. Era una bugia, di lì a sei anni l'aspirante contadino sarebbe diventato il primo Presidente degli Stati Uniti, ma gli diamo atto che in quel 4 dicembre non lo potesse ancora sapere. In ogni caso, dire che gli arredi siano stati rifatti tali e quali non mi sembra l'espressione più appropriata, dal momento che tra le due poltrone a righe e sotto il ritratto di George Washington il caminetto sfavilla allegramente non grazie ad un ciocco di legno ma per merito di una batteria di fiammelle tutte uguali che arrivano dritte dritte dalla rete del gas. e nel salone bar a piano terra campeggiano due schermoni tivù panoramici accesi sul canale di sport. Non escludo che sia la mia abissale ignoranza ad impedirmi di ricordare che nel 1783 tutta New York era già perfettamente servita di luce elettrica e gas. E anche televisione, of course. Al piano di sopra c'è la sala ristorante. L'ambientazione non fà strappare i capelli, fatta com'è da una boiserie in stile baita tirolese, appliques da sala d'aspetto di serie B, una moquette francamente brutta e tante grosse sedie in legno stile imitazione Shenker. Ma evidentemente la clientela non ci va per ammirare l'arredamento e la sala si è riempita in fretta. Quattro amiche più o meno della mia età con i capelli un po' troppo cotonati le unghie un po' troppo rosse e la risata un po' troppo squillante; una tavolata di quarantenni di Wall Street in completo gessato e camicia azzurra; due soci che discutevano sottovoce e una coppia che ha scambiato parola soltanto con il cameriere. Il menu non è molto ampio ma tutto sommato, considerando il sussiego del locale, è abbastanza a buon mercato: io ho scelto Boston Chowder Cheese Cake al lime e caffè e ho speso ventisette dollari, mancia compresa.

11 commenti:

ivana ha detto...

Pazienza!
Rifare l'antico mica è sempre desiderato, o meglio la cultura dell'antico è diversa da luogo a luogo!
Magari non si accorgono neppure i frequentatori odierni delle incongruenze!
Com'era il cheese cake?
Buona settimana!
ciauuuuuuu!!!

marcella candido cianchetti ha detto...

molto interessante buon inizio di settimana

dede ha detto...

Ivana, io non sono per principio contraria al rifacimento, anche se so che a molti la cosa sa di sacrilegio, ma se il prezzo da pagare è la perdita totale della memoria di un luogo che ha avuto un peso significativo, non vedo perchè non accettarne apertamente una buona ricostruzione, purchè sia filologicamente corretta e fatta con grande senso della misura e non una Disneyland. Penso tanto per fare due esempi, alla ricostruzione della Fenice e ancora di più, alla ricostruzione de Varsavia. L'originale è irrimediabilmente perduto, siamo d'accordo, ma senza questi autentici falsi Venezia sarebbe monca di un pezzo importante del suo passato e Varsavia sarebbe soltanto una anonima brutta città senza ricordi.
Marcella grazie, sei molto gentile.
Post scriptum: Chowder mediocre, Cheese cake perfetta.

Artemisia Comina ha detto...

affidiamo tutto a Baltus?

PS, be', defunse, ma magari per un'opera straordinaria di recupero è disposto a un breve ritorno.

dede ha detto...

Giusto, Artemisia, il fatto di essere momentaneamente defunto non può ritenersi un ostacolo insormontabile.

niki ha detto...

Dede, sono perfettamente daccordo con te per quello che riguarda i rifacimenti di gusto, filologicamente corretti. Ma gli americani sono kitsh per definizione. In un certo senso, più fanno le cosa stile Disneyland più sono fedeli a sé stessi. Quindi, paradossalmente, corretti! ;-)
Per fortuna che non sono i padroni dell'Italia. Sennò ti immagini?????

Pat @ Mille Fiori Favoriti ha detto...

Very nice post! I am happy you visited Fraunces Tavern.

Thank you for visitng my blog!

Anonimo ha detto...

Buona giornata DYNAMITE mio amico!.

Anonimo ha detto...

Come un principiante, io sono sempre alla ricerca online per gli articoli che mi può aiutare. Grazie Wow! Grazie! Ho sempre voluto scrivere nel mio sito qualcosa di simile. Posso prendere parte del tuo post sul mio blog?

Anonimo ha detto...

Voglio solo dire che un grande blog è arrivato qui! Sono stato in giro per un bel po 'di tempo, ma finalmente deciso di mostrare il mio apprezzamento per il vostro lavoro! Thumbs up, e andare avanti!

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