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domenica 13 maggio 2012

Chet



Seconda metà degli anni cinquanta, potevo avere una dozzina di anni, più o meno.
Per l’etere spopolavano vecchi scarponi    corde di chitarra      e barche che tornavano da  sole    ma a  casa mia questa musica non andava granchè,  mio padre ascoltava jazz e io non sapevo niente della Signora della Canzone o del Reuccio ma conoscevo alla perfezione gli assoli di Lionel Hampton e Harry James. Chet Baker però era stata una scoperta mia, ero stata io a sentire casualmente My Funny Valentine in non ricordo quale programma (L’unico di cui mi è rimasto in mente il titolo è Sorella Radio ma dubito fosse quello) Fu la prima volta in vita mia in cui capitò di avvertire i brividi lungo la schiena e fu anche la prima volta in cui decisi che dovevo as-so-lu-ta-men-te comprarmi il disco. Non riuscii a trovarlo e dovetti aspettare qualche altro anno prima che qualcuno si decidesse a regalarmelo, ma da quel giorno Chet Baker ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore anche perchè, diciamolo francamente, oltre a suonare la tromba meravigliosamente e a cantare come un angelo era anche un uomo bellissimissimo, e quando una ha dodici o tredici anni questo ha il suo peso.

 

Ho comprato quasi tutti i suoi dischi, ho perfino pagato il biglietto per un filmetto inconsistente come Urlatori alla Sbarra per la sola ragione che ci compariva lui, ho acquistato il mio primo numero di Musica jazz     soltanto perché in copertina c'era la sua foto. (Per la cronaca: Musica Jazz continuo a comprarla regolarmente, mese dopo mese dal 1967)







Mi è dispiaciuto sinceramente vedere la sua faccia vecchia prima del tempo, senza più denti e con lo sguardo perso nel vuoto,  e ne ho ripercorso la parabola anni dopo, leggendo la sua autobiografia 
Non ho mai potuto assistere ad una sua performance dal vivo, purtroppo, ma quando ho letto del suo volo dalla finestra di questo albergo nel cuore di Amsterdam, strafatto di morfina e forse spinto da un pusher, ammetto di aver sentito i lucciconi bruciare. 
Era il 13 maggio 1988.

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