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martedì 28 luglio 2015

Sonia Rykiel e i libri

Non sono una patita dello shopping e di solito le vetrine, a meno che non siano  di libri o di casalinghi,  mi lasciano completamente indifferente. Per questo passare davanti a questa  boutique e rimanerne completamente rapita è stato tutt'uno. Scaffali zeppi di libri fino al soffitto, su tutte le pareti e in ogni angolo. Una meraviglia talmente assoluta che sono entrata senza pensarci due volte





























All'interno, il solito vigilante in abito nero e auricolare, grosso come un  guardaroba. Gli dico che non potrei mai permettermi di essere cliente di Sonia Rikyel, sono  entrata solo perché  sono rimasta  affascinata dai libri. Non sarebbe mica possibile, per caso, scattare qualche fotografia?















Mi guarda dall'alto in basso e mi dice che la direzione non gradisce però, visto che  anche lui è un grande appassionato di libri, in via del tutto eccezionale  mi permetterà di fare UNA foto.
Mi si piazza davanti per nascondermi allo sguardo delle elegantissime vendeuses e io scatto.



Tornata a casa mi sono resa conto di essermi completamente dimenticata di guardare gli abiti.

lunedì 26 gennaio 2015

Den Sorte Diamant, la Biblioteca Reale di Copenhagen

Nel 1648  Federico III, appassionato collezionista di libri,   aveva  gettato le fondamenta della futura  Biblioteca Reale di Copenhagen che aveva ampliato  tra  il 1661 e 1644 acquistando altre tre  biblioteche private. Dopo aver raccolto più o meno ventimila volumi, era stato necessario trovare un edificio apposito per riunirli tutti quanti. Passano tre secoli,   la   Biblioteca Reale di Danimarca è diventata  la più importante dei paesi scandinavi e custodisce  tutte le prime edizioni dei testi pubblicati a partire dal XV secolo e nel 1906 viene edificato questo piacevole edificio immerso nel verde





che però,  dopo novant'anni,  non riesce più  a contenere l'immensa mole dei volumi che  con il tempo  si sono ancora raccolti.
Alla fine degli anni novanta si decide  di realizzarne l'ampliamento, e viene  costruito un nuovo edificio contiguo al corpo esistente


















che per mezzo di tre passerelle vetrate si salda ad un secondo corpo più grande,  posto al di là di una strada di grande traffico e affacciato sul canale.


Tutto il nuovo intervento è rivestito   di un bellissimo granito nero dello Zimbawe  e per questo è conosciuto come  Den sorte diamant,  il Diamante Nero.   Le lastre lucide si confondono con l'imponente vetrata color fumo che sulla facciata lungo il canale taglia il  diamante  in due

e moltiplica  in maniera spettacolare un paesaggio già di per sè parecchio  affascinante 


mentre  all'interno  illumina  un enorme atrio a tutta altezza, completamente bianco,  ed il   contrasto tra l'esterno nero e massiccio e la grande leggerezza degli otto piani all'interno aggiunge un ulteriore elemento di sorpresa.



































Ad  ogni piano corrono  sinuose balconate di collegamento da cui si accede alle sale di lettura.








L'edificio è di per sè  piuttosto bello e merita una visita anche da parte di chi non ha particolare  interesse per l'architettura moderna, ma  una volta tanto noi abbiamo avuto   la fortuna di capitare nel posto giusto  al momento giusto e così, oltre al contenitore,  abbiamo potuto vedere alcuni dei tanti tesori che vi sono contenuti e a cui  solitamente i visitatori non hanno accesso:  infatti era in atto una mostra dei più rari manoscritti che la biblioteca custodisce.












E anche questa è stata un'emozione 

giovedì 9 gennaio 2014

Una Libreria Antiquaria nel Souq di Marrakech

 

Questo scarno  post è dedicato alla mia amica  collezionista  di librerie

Una magnifica libreria di libri antichi o forse solo vecchi nel cuore di un Souq, ma non chiedetemi quale. Il proprietario non voleva assolutamente che la fotografassi poi visto che insistevo finalmente ha ceduto, ma solo a patto che non lo riprendessi in volto. Si è accucciato sul suo sgabello borbottando con la testa tra le mani e io non ho osato dilungarmi troppo. Quando per far capire che avevo terminato  l'ho salutato e molto ringraziato per la sua cortesia si è finalmente deciso a rialzarsi, sempre borbottando, e non sembrava  per niente contento.






venerdì 13 dicembre 2013

Marrakech - Il Dar Cherifa

Arrivarci non è uno scherzo, tra passaggi coperti e vicoli ciechi così stretti che  ci passa a stento giusto  una bicicletta,














ad un certo punto ti dici se mi perdo qui, non mi trovano mai  più.



































Dopo aver girato e rigirato sbagliando strada una mezza dozzina di volte  stavamo  quasi per rinunciare,



poi  la nostra ostinazione è stata premiata e siamo entrati in un'oasi  a dir poco incantevole.








Merito del proprietario  Abellatif Aït Ben Abdallah che, affascinato dall'architettura della città vecchia eletta Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO,  ne  è diventato  uno dei difensori più accesi. In un momento in cui i vecchi edifici della medina cadevano a pezzi e sembrava che nessuno se ne preoccupasse,  lui ha iniziato col  restaurare un riad, il primo di una lunga serie, avviando un lavoro accurato e paziente  per recuperare  non soltanto  vecchie case malandate ma ricche di storia, ma soprattutto per costruire  una vetrina importante per la cultura marocchina in tutti i suoi aspetti: architettura, decorazione, cibo, arte. Il  clou di tutto questo è il  Dar  Chérifa,  una costruzione di epoca Saadiana  che risale al sedicesimo secolo e pare sia   la più antica casa della Medina. 



Un  gioiello che il proprietario ha  trasformato in  caffè letterario  che  organizza  regolarmente mostre, concerti, conferenze e ogni genere di  eventi culturali in cui è costante la presenza di interpreti e traduttori per permettere a chiunque di partecipare e capire.
Per esempio,  in occasione d
el Festival Internazionale del Film di Marrakech che stava per svolgersi di lì a pochi giorni, il caffè letterario Dar Cherif aveva un vasto programma di   documenti e testimonianze in arabo e  in  francese secondo un progetto denominato  "cultura per tutti".



















venerdì 10 maggio 2013

10 maggio 1933 - Bebelplatz







Cercavo aggiornamenti su Bebelplatz, e  mi sono imbattuta  qui  in questa foto: la  torre dei libri bruciati nella notte del 10 maggio 1933. Non ho saputo trovare altre informazioni  e nemmeno ho capito se si tratta di un'installazione definitiva o temporanea, ma poco importa. Quello che importa è non dimenticare.   





E' per questo che ripesco  ancora una volta un mio  vecchio  post, e   la citazione di un articolo non mio, che condivido in tutto e per tutto ma  di cui purtroppo  non ricordo l'autore

.........“Passante, attiva un po’ l’intelligenza, attraversa la piazza, e se possibile anche il resto del mondo, con un po’ di attenzione” altrimenti il rischio è di finire come i tedeschi di quel lontano maggio, che lasciarono un po’ fare, un po’ correre, si finsero distratti, guardarono dall’altra parte (se proprio non erano in piazza a festeggiare il rogo con il braccio destro alzato).
Come racconta bene questo piccolo saggio online che a tutti consiglio….
…si celebrò quel giorno non tanto il trionfo dell’ignoranza che sconfiggeva l’intelligenza, quanto la vittoria di un’intelligenza perversa che sopraffaceva la libertà e la storia e cercava di riscrivere con lettere di fuoco il senso dell’una e dell’altra. I “buoni padri-padroni”, i gerarchi del partito, si proponevano di riplasmare le coscienze dei loro cittadini-sudditi, lavandole con l’eccitazione di un rituale collettivo di rinascita e preparandole a una ferrea riprogrammazione: una coscienza servile di massa. Che avrebbe seguito fedelmente il partito, finanche nel fuoco, come poi di fatti è successo" .....






Voluta da Federico il Grande e progettata dal suo grande amico architetto  Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff, Bebelplatz era stata concepita come  Forum Fredericianum e secondo la visionaria ambizione del sovrano doveva costituire il nucleo centrale  della futura Atene sulla Sprea. Con la sistemazione della zona  intorno a Unter Den Linden  Federico intendeva prima di tutto celebrare la propria grandezza, ma anche costruire  un grande spazio monumentale a somiglianza delle piazze della  Roma classica. L'obiettivo non fu mai completamente raggiunto, anche se va detto che ai berlinesi questi palazzi piacquero fin da subito.
Oggi la piazza  non meriterebbe nessuna particolare attenzione se non fosse stata teatro di una delle pagine più buie della storia: il rogo dei libri avvenuto la notte del 10 maggio 1933 su ordine di Joseph Goebbels, famigerato gerarca nazista la cui  carriera in una folle escalation  passò via via  attraverso le tappe di  ministro della propaganda del terzo Reich,   ministro plenipotenziario della guerra,  generale della Wehrmacht e infine, dopo il suicidio di Hitler, anche  cancelliere del Reich. Perfino Hitler lo chiamava Herr Docktor dato che era laureato in filosofia e letteratura, evidente vistosa  eccezione alla regola secondo cui  la cultura apre le menti. Grazie al pieno   controllo su tutta l'informazione Goebbels applicò la morale nazista non solo alla stampa ma anche a cinema teatro radio e sport e le sue operazioni di arianizzazione contro l'arte degenerata e la scienza ebraica massonica e bolscevica costrinsero all'esilio o portarono alla morte le menti migliori della Germania.



Qui dunque vennero dati alle fiamme  migliaia e migliaia di libri, e vengono i brividi al pensiero di ciò che molti anni prima aveva scritto Heinrich Heine: Coloro che iniziano bruciando i libri finiranno per bruciar persone. 


A ricordo dell'episodio  nel mezzo della piazza è stata realizzata La Biblioteca Vuota. E' un monumento di Micha Ullmann  molto particolare, una semplice stanza interrata con le pareti ricoperte di scaffali bianchi  completamente vuoti. La si può vedere soltanto  attraverso una lastra di vetro che la sera manda bagliori di luce gelida davanti ai quali non si può passare avanti come se niente fosse. Ci si ferma per forza. E si riflette.



















lunedì 31 dicembre 2012

Libri, librerie e Acqua Alta


A Venezia, in Calle Lunga Santa Maria Formosa 5176,  sestiere di Castello, c'è la Libreria Acqua Alta, e un cartello all'ingresso avverte senza mezzi termini che è the most beautiful book shop in the world. Che sia  davvero  the most beautiful non ci scommetterei,  ma sul fatto che questa  sia  una libreria fuori dal comune,  proprio non ci piove.  A partire dalle scodelle di crocchette  disseminate tra gli scaffali a beneficio di gatti che purtroppo a me  non si sono voluti appalesare ma sulla cui presenza abituale non nutro alcun dubbio,  a meno che  il lieve odore di pipì che aleggia non sia dovuto ai bizzarri gusti della proprietà in materia di deodoranti per l'ambiente.


I libri, tutti  di seconda mano, sono affastellati per ogni dove e in ogni contenitore possibile e immaginabile, dalla   vecchia gondola 

alle vasche da bagno in disuso, in una quantità talmente enorme che sbalordisce. Come entrare nel paese dei balocchi.


Il primo impulso è di sfogliarli uno per uno ma dopo aver aperto a casaccio  (e subito richiuso) la Storia della Banca,  l'Enciclopedia della Fanciulla - volume terzo e una non meglio identificata Vita dei Santi, non è difficile concludere  che l'idea è suggestiva ma non  praticabile.  Resta in ogni caso la sconfinata ammirazione nei confronti del signor Gigi (o era Gianni?) , che non ho incontrato ma mi è stato detto essere in grado di trovare a colpo sicuro qualsiasi testo presente nella libreria.









Messa da parte, ma solo per il momento,  l'illusione di poter rimpiazzare  qualcuno dei libri misteriosamente involatisi dalla libreria di casa e purtroppo fuori catalogo, la visita turistica è proseguita  fino alla uscita di sicurezza  aperta direttamente sul canale 





per concludersi sulla imprevedibile  scala fatta tutta di libri



con impagabile vista sul canale.  

Essendo oggi  il trentuno di dicembre di un anno che per me è stato particolarmente pesante ed impegnativo, vi lascio con l'augurio che il 2013 si dimostri per ciascuno di noi un pochino meno difficile. Da parte mia nella lista dei buoni propositi c'è anche l'intenzione di  tornare alla Libreria Acqua Alta con un elenco di titoli lungo così, per  mettere alla prova la memoria del signor Gigi (o era Gianni?) e ritrovare almeno qualcuno di quei libri misteriosamente involatisi dalla libreria di casa e purtroppo fuori catalogo.

BUON ANNO A TUTTI (compatibilmente con ....)

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