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martedì 7 novembre 2017

Il Palazzo d'Inverno

Oggi ricorre il centenario della Rivoluzione di ottobre e  chiunque ne abbia parlato o scritto ha citato almeno una volta  il famoso Palazzo d'Inverno che forse non tutti sanno essere opera di un architetto italiano





Francesco Bartolomeo Rastrelli, di cui abbiamo già parlato  a proposito del suo Palazzo di Rundāle e che, quasi sconosciuto in Italia, è invece  molto  famoso in Russia, e soprattutto a San Pietroburgo dove ha realizzato alcuni dei monumenti più importanti.

Arrivato adolescente  in Russia nel 1715 al seguito del padre scultore,   Bartolomeo Rastrelli  a poco più di vent'anni riceve l'incarico di progettare un palazzo per  il principe Demetre Cantemir di Moldavia.  E' abile nel combinare lo stile italiano  con il tradizionale  barocco moscovita e  il palazzo ha successo tanto che   pochi anni dopo, nel 1730,  Rastrelli viene nominato architetto di corte dall'Imperatrice Anna. In questo ruolo dirigerà  le opere di ristrutturazione e di costruzione in san Pietroburgo  imprimendo alla città  la sua impronta  personalissima e inconfondibile.
Uno dei palazzi più straordinari  è sicuramente il Palazzo di Caterina nella tenuta di di Tsarskoe Selo, un sobborgo di san Pietroburgo ribattezzato  Pushkin in onore del poeta.

  Costruito in nome di Caterina I, moglie di Pietro il Grande, all'origine era un modesto edificio a due piani  che Pietro aveva  fatto costruire nel 1717. La figlia, l'imperatrice Elisabetta, decide  di  farne la propria residenza estiva. Deve diventare un palazzo in grado di rivaleggiare con Versailles, e il progetto   passa per le mani di quattro diversi  architetti quando nel maggio 1752  Elisabetta, insoddisfatta,  incarica Rastrelli  di demolire tutto e ricostruire una nuova  residenza,  tanto splendida da lasciare tutti a bocca aperta.    Rastrelli la prende in parola e in quattro anni costruisce un palazzo gigantesco dalle bellissime facciate decorate con stucchi bianchi e blu e statue e pilastri  per  cui  vengono usati più di cento chili d'oro (un'esagerazione che in seguito Caterina la Grande criticherà molto). 


All'interno  una lunga infilata di sale splendide culmina nella Sala della Luce,


quasi mille metri quadri illuminati da spettacolari  vetrate ad arco su entrambi i lati ed un soffitto affrescato che rappresenta il Trionfo della Russia
 
E' in questo palazzo anche la leggendaria Camera d'Ambra, 


per cui  Rastrelli  utilizza pannelli di ambra originariamente destinati al castello di Konigsberg. Il materiale è talmente fragile che durante la costruzione un restauratore deve continuamente riparare i pezzi messi in opera, e nel solo secolo diciannovesimo, oltre alla manutenzione ordinaria,  sono stati necessari ben tre importanti  interventi di restauro. Nel 1941  le truppo tedesche entrarono  a Tsarskoe Selo e per proteggere la Sala d'Ambra in 36 ore tutti i pannelli furono impacchettati e trasferiti al sicuro, tanto al sicuro che sparirono.  Di  loro non si seppe più nulla e dopo la guerra  la Sala d'Ambra venne ricostruita con pannelli nuovi.  

venerdì 4 aprile 2008

Il Ducato di Curlandia





Non è il nome di fantasia di un paese da operetta , Hanna Glavari e il conte Danilo non c’entrano nulla e nemmeno Franz Lehar. Il Ducato di Curlandia esiste davvero, e si trova nella attuale Lettonia.
Ma cominciamo dall’inizio. 1710: Anna, nipote di Pietro il Grande di Russia, va in sposa a Frederick, duca di Curlandia. Forse non è un matrimonio felice, infatti Anna si concede qualche distrazione con il barone Ernst von Bühren (in lettone: Bīron), un avventuriero spendaccione e corrotto, a cui, dopo esser stata incoronata imperatrice dopo la morte di Pietro, affiderà anche la gestione degli affari dell’impero.
Ernst decide che la Curlandia è proprio il posto adatto per una sontuosa residenza estiva, Anna non ci pensa due volte e spedisce là il più famoso architetto di Russia, quel Bartolomeo Rastrelli figlio di uno scultore veneziano italiano, che era stato appena nominato architetto di corte e che si sarebbe in seguito fatto apprezzare per alcune cosette interessanti tipo il Palazzo d’Inverno a san Pietroburgo. I mezzi non mancano, vengono inviati mille operai e nel 1736 i lavori per la costruzione del palazzo di Rundāle procedono celermente. L’anno dopo muore il duca di Curlandia, legittimo consorte di Anna, e guarda caso, il suo ducato viene conferito al caro Ernst.
Il quale a questo punto non può fare a meno di una residenza ufficiale degna del suo nuovo rango, sospende i lavori a Rundāle e incarica Rastrelli di costruire un palazzo ancora più grande e ancora più sontuoso a Jelgava, che non è tanto distante.
Sfortunatamente, soprattutto per Ernst, nel 1740 Anna muore, von Bühren-in lettone-Bīron, non molto amato in Russia, viene cacciato in esilio e i lavori a Rundāle si fermano del tutto. Verranno ripresi solo nel 1763, quando sul trono salirà la tedesca Caterina, la quale autorizzerà Ernst a ritornare e a portare a termine l’opera.

















Nel frattempo, come sia andata avanti la costruzione del palazzo di Jelgava (che purtroppo si può ammirare soltanto dall'esterno) non mi è ben chiaro: la mia guida data la sua costruzione all’anno 1783, e cioè una quarantatreina di anni dopo questi fatti. Non ha importanza, oramai i due palazzi sono in piedi da un pezzo, splendidi entrambi, ed entrambi bisognosi di interventi di restauro.







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