lunedì 31 marzo 2008

E' primavera, svegliatevi bambine

Mattinata Fiorentina (D'anzi-Galdieri)

È primavera... svegliatevi bambine
alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor.
E a tarda sera, madonne fiorentine,
quante forcine si troveranno sui prati in fior.

Fiorin di noce,
c'è poca luce ma tanta pace,
fiorin di noce, c'è poca luce;
fiorin di brace,
Madonna Bice non nega baci,
baciar le piace, che male c'è?

È primavera... svegliatevi bambine
alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor.
È primavera... che festa di colori!
Madonne e fiori tentaste il genio d'un gran pittor.
E allora, a sera, fiorivano gli amori,
gli stessi amori che adesso intrecciano i nostri cuor.

Fiorin dipinto,
s'amava tanto nel quattrocento,
fiorin dipinto, s'amava tanto;
fiorin d'argento,
Madonna Amante le labbra tinte
persin dal vento si fa baciar!
È primavera... che festa di colori!
Madonne e fiori trionfo eterno di gioventù.


E' il testo di una vecchissima canzone che non mi è mai piaciuta, ma che mi torna puntualmente alla memoria ad ogni primavera. Non mi piaceva, ma alla radio era difficile riuscire ad evitarla, non c'era mica tanto da scegliere e ogni giorno almeno una volta te la appioppavano, un po' come l'olio di fegato di merluzzo, che se per caso scampavi a pranzo ti toccava sicuramente a cena.
Perciò nonostante tutto, la conoscevo a memoria. Una cosa non sono mai riuscita a capire: va bene il fiorin di noce, va bene il fiorin di brace, ma che razza di albero sarà mai quello che fa il fiorin di pinto?






giovedì 27 marzo 2008

Lingotto o Ling8?

Progettato nel primo decennio del novecento dall'architetto Giacomo Mattè Trucco, il Lingotto è stato la sede della FIAT fino alla costruzione delle officine di Mirafiori, poco prima della seconda guerra mondiale.



Ho dei lontani ricordi, da bambina, di questo enormissimo edificio vuoto e abbandonato, anche se non metterei la mano sul fuoco sull’attendibilità dei miei ricordi d’infanzia, chissà se era vuoto per davvero; quel che è certo è che intorno alla metà degli anni ottanta su progetto di Renzo Piano venne avviato un importante intervento di ristrutturazione e le officine furono trasformate in spazi dedicati alla cultura e allo shopping.






Centro per esposizioni mostre e fiere, sale per congressi, un grande auditorium,







( attenzione: il pianista fotografato così da lontano che non si riconosce è il grandissimo Maurizio Pollini!!)

hotel, sale cinematografiche e un grande centro commerciale, la “8 Gallery”,








il cui nome deriva, senza grande sfoggio di originalità, dal fatto che il centro è stato ricavato nella Galleria del Lingotto.









A contorno di tutto, svariate decine di bar e ristoranti





e, da qualche anno, anche la facoltà di ingegneria dell’automobile del Politecnico.


E’ tornata perfino nei vecchi uffici la direzione manageriale della FIAT.



Dall’esterno è rimasto più o meno quello di prima: un magnifico esempio di archeologia industriale formato da due corpi di fabbrica longitudinali lunghi circa cinquecento metri, collegati da cinque corpi trasversali.



Ma la caratteristica che ancora oggi rende unico questo complesso è la pista di collaudo delle automobili, sul tetto del complesso, a cui si accede attraverso due bellissime rampe elicoidali che permettevano alle automobili di arrivare direttamente dal pianterreno.

Oggi naturalmente non è più usata per la prova delle auto, soltanto in occasione di grandi eventi, ma resta capace di sfoderare ancora tutto il suo fascino, a cui non sono insensibili neppure i turisti che si fanno fotografare in posa sulla curva parabolica.
















In alto, sopra la pista, si trovano due nuove costruzioni: lo Scrigno, in cui è ospitata la Pinacoteca Gianni e Marella Agnelli,











e la Bolla di Cristallo, una sala riunioni con annessa piattaforma di atterraggio per elicotteri.






Inutile sottolineare che il panorama sulle Alpi è davvero mozzafiato.

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