
C'è un espediente infallibile per mettere alla prova la fantasia dei propri amici: fare collezione di una cosa qualunque.
A me è capitato trent'anni fa, alla cena di inaugurazione della nostra casa nuova di zecca, di ricevere in dono tre elefanti in legno. Commenti divertiti sulla coincidenza casuale, e poi fino alle ore piccole tutti a disquisire su quanto e come e perchè gli elefanti portino fortuna, a patto però di avere la proboscide rivolta verso la porta di casa, tassativo.
La settimana dopo, in cerca di un vaso da fiori, il caso mi portò alla Rinascente, dove si celebrava la settimana dell'India. Di vasi da fiori manco l'ombra, ma in compenso vendevano in saldo una graziosa serie di elefantini. Fu l'inizio della fine.

Da quel lontano pomeriggio, io ho sancito la mia condanna ma nello stesso tempo ho liberato una volta per tutte i miei amici dal fardello della ricerca del regalo giusto. A me si regalano elefanti. In ogni occasione, di tutti i generi e di tutte le misure. Portapillole, bottoni, teiere, collane, pendenti, cornici, borsettine, saponette, ciccolatini, spille e spilline, barattoli, non ha importanza l'oggetto, quello che conta è che abbia la forma di un elefante. Credo che a molti piacerebbe anche che avesse la dimensione reale di un elefante, ma su questo particolare sono stata irremovibile da subito.

Niente li ferma e nulla li intimidisce, sono in grado di trovare, e Dio solo sa dove, portasaponi, bicchieri per lo spazzolino da denti, scopini da gabinetto a forma di elefante.

Una mia amica carissima, bellissima donna di grande classe, immagino abbia dovuto raccogliere tutto il coraggio possibile per sfidare la derisione dei commessi pur di farmi dono della pregevole elefantina in plastica con gonnellino rosa e orologio annesso.
E ricordo ancora con commozione il papà di un'altra mia carissima amica esclamare: ecco trovato il posto per quella sfilza di nove elefanti di legno che non sappiamo più dove cavolo mettere.
Queste signori miei, sono prove di amicizia vera. La mia.