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lunedì 11 ottobre 2010

Home Sweet Home


Mi è sempre piaciuto tantissimo  osservare le case.  Casa intesa come  Home, non House: la tana, il nido, o comunque vogliamo definire  lo spazio  che ciascuno di noi si costruisce e che rivela  della nostra personalità   molte più cose di quanto possiamo  immaginare.  Non è solo questione  di  mobili belli, e nemmeno di buon gusto;  ho incontrato sulla mia strada case bellissime e splendidamente arredate che facevano venir voglia di  scappare  alla velocità della luce e case tremende, di  cui  non si salvava neppure lo zerbino davanti alla porta, ma accoglienti e capaci di trasmettere il calore affettuoso dei suoi inquilini.   Per essere sincera ne ho incontrate anche moltissime orrende E  che  facevano pure   venir voglia di scappare alla velocità della luce. Si tratta della categoria più numerosa, aimè, ma le case brutte non mi  hanno mai ispirato alcun desiderio di immortalarle per i posteri, mentre di quelle belle ho raccolto una discreta collezione che in parte vi voglio mostrare. Alcune sono case in cui sono entrata solo per una volta, altre sono di amici miei, e molte  per un verso o per un altro  si somigliano, ed è abbastanza curioso perché le distanze, e  non solo geografiche, sono notevoli. 
(Romania)
(Italia)

(New York)

(Romania)

(Lisbona)
(Lisbona)
(Italia)

(questa è l'unica che non somiglia a nessun'altra e non  potrebbe trovarsi in nessun altro luogo)

(Italia)
(Romania)

(Romania)
(Italia)


Questi tre  piccoli studioli molto diversi l'uno dall'altro invece si trovano tutti a poche decine di chilometri di distanza

















mentre le due cucine dipinte  di un azzurro  che più azzurro non si può si trovano una in Romania e l'altra all'isola d'Elba







(New York)
(Romania)


giovedì 8 gennaio 2009

E nevica, vedessi come nevica

Era dal 1987 che aspettavo una di quelle belle nevicate che ti permettono di non andare a lavorare senza contemporaneamente provocarti il benchè minimo senso di colpa, perchè si sa che la Natura è la più forte e davanti alla Natura con la Enne maiuscola bisogna inchinarsi e non c'è niente da fare. Dal 1987, più di vent'anni. E quando l'agognata nevicata arriva e stavo quasi per riscuotere finalmente ciò che mi spettava da troppo tempo, mi è tornato in mente improvvisamente che: 1) in studio c'era da nutrire Dora, la gatta della figlia emigrante, ivi parcheggiata per evitare che, arrivata fresca fresca da Brooklyn per le feste, dovesse LEI subire la festa da parte del mio cane poco incline a gestire amichevoli rapporti con i felini 2) in studio avevo dimenticato i caricabatteria del cellulare e della macchina fotografica, che erano entrambi oramai allo stremo delle forze e di lì a qualche minuto non avrebbero più dato cenni di vita 3) che il posto in cui abito non dispone ancora di una copertura internet degna di questo nome e per questo da lì è precluso ogni rapporto virtuale con i propri simili 4) avevamo preso due appuntamenti con individui di cui non ricordavamo il numero e che dunque non avremmo potuto avvertire in nessuna maniera 5) non avevo fatto in tempo a comprare la frutta ed era troppo tardi per fare il pane e sperare di averlo pronto per pranzo 6) avevo promesso a mia suocera che sarei passata a trovarla, cascasse il mondo

lunedì 29 dicembre 2008

Ghiaccio


ghiaccio 2
Inserito originariamente da DEDE_LE
bellissimi ghirigori di ghiaccio fuori dalla porta della cucina.
Quest'anno è tornata la neve, proprio come capitava una volta.
Oibò, ha ragione la mia amica Elena, sono tornate le vecchie stagioni

martedì 2 dicembre 2008

Tree climbing

Trent’anni fa, quando siamo venuti ad abitarci, era un cucuzzolo completamente pelato e senza un filo d’erba, così avevamo cominciato a piantare a tutto spiano alberi che sembravano non crescere mai. Poi un giorno improvvisamente ci siamo accorti che invece stavano crescendo. Fin troppo, tanto che uno si era già piegato pericolosamente in avanti e minacciava i fili del telefono sulla strada. Per qualche anno abbiamo sperato di arginare il problema con robusti tiranti di acciaio ma alla fine è stato inevitabile accettare il fatto che una nuova nevicata sarebbe stata troppo rischiosa. Rassegnati, abbiamo scoperto che per tagliare un albero molto alto ci si può rivolgere ad un free climber, o meglio, in questo caso, ad un Tree Climber , un tizio ingegnoso che ha saputo trasformare utilmente il suo hobby in un vero lavoro. Non ci è voluto nemmeno tanto tempo e nel giro della mattinata il povero albero colpevole soltanto di esser cresciuto troppo veniva giustiziato. Così va il mondo.

venerdì 30 maggio 2008

ma guarda come piove

Non ho fatto il conto da quanti giorni piove, ma sono proprio tanti. Noi non siamo in pericolo, ma dalle nostre parti scuole e ponti sono stati chiusi, e messaggi di allerta sono arrivati con ogni mezzo dalla protezione civile. Le previsioni danno pioggia ancora almeno fino a domenica, ma adesso è spuntato un timido raggio di sole. In fondo, se anche i ricchi piangono magari anche anche i metereologi sbagliano. Speriamo! La foto che segue non è mia, mi è arrivata per email qualche minuto fa e rende piuttosto bene l'idea di com'era il livello del Po a Torino stamattina

lunedì 19 maggio 2008

la credenza degli elefanti

C'è un espediente infallibile per mettere alla prova la fantasia dei propri amici: fare collezione di una cosa qualunque.
A me è capitato trent'anni fa, alla cena di inaugurazione della nostra casa nuova di zecca, di ricevere in dono tre elefanti in legno. Commenti divertiti sulla coincidenza casuale, e poi fino alle ore piccole tutti a disquisire su quanto e come e perchè gli elefanti portino fortuna, a patto però di avere la proboscide rivolta verso la porta di casa, tassativo.
La settimana dopo, in cerca di un vaso da fiori, il caso mi portò alla Rinascente, dove si celebrava la settimana dell'India. Di vasi da fiori manco l'ombra, ma in compenso vendevano in saldo una graziosa serie di elefantini. Fu l'inizio della fine.


Da quel lontano pomeriggio, io ho sancito la mia condanna ma nello stesso tempo ho liberato una volta per tutte i miei amici dal fardello della ricerca del regalo giusto. A me si regalano elefanti. In ogni occasione, di tutti i generi e di tutte le misure. Portapillole, bottoni, teiere, collane, pendenti, cornici, borsettine, saponette, ciccolatini, spille e spilline, barattoli, non ha importanza l'oggetto, quello che conta è che abbia la forma di un elefante. Credo che a molti piacerebbe anche che avesse la dimensione reale di un elefante, ma su questo particolare sono stata irremovibile da subito.








Niente li ferma e nulla li intimidisce, sono in grado di trovare, e Dio solo sa dove, portasaponi, bicchieri per lo spazzolino da denti, scopini da gabinetto a forma di elefante.



Una mia amica carissima, bellissima donna di grande classe, immagino abbia dovuto raccogliere tutto il coraggio possibile per sfidare la derisione dei commessi pur di farmi dono della pregevole elefantina in plastica con gonnellino rosa e orologio annesso.
E ricordo ancora con commozione il papà di un'altra mia carissima amica esclamare: ecco trovato il posto per quella sfilza di nove elefanti di legno che non sappiamo più dove cavolo mettere.
Queste signori miei, sono prove di amicizia vera. La mia.



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