venerdì 26 marzo 2010

KITCHEN ARTS & LETTERS - 1435 Lexington Avenue



Tempo fa vi ha parlato di Cookbooks, una affascinante libreria di SoHo superspecializzata in libri di cucina, ma soltanto a patto che si tratti di libri fuori catalogo,  rari o addirittura  introvabili. 
Non ho sottomano il Guinness dei Primati per consultare una eventuale classifica in merito, ma se  Cookbooks non è la  libreria di antiquariato culinario  più fornita del mondo, certamente ci va molto vicina.   Non chiedete però a Joanne Hendricks un volume fresco di stampa: le novità editoriali  la lasciano del tutto  indifferente.
Per aggiornarvi sulle ultime uscite in materia di cucina cibo e cultura alimentare  dovete  andare   al numero 1435 di Lexington Avenue all'altezza della 94esima, alla  Kitchen Arts and Letters. 
Se vi intriga l'idea di trovare in un posto solo  tutto ciò che di più qualificato sulla  materia è stato pubblicato, fate in modo di ritagliarvi almeno una mezz'oretta  dopo la  visita al  Guggenheim, che  si trova  soltanto poche strade più a sud. 
Il proprietario (della libreria, non del Guggenheim) è  un  ex redattore di riviste di cucina,  molto competente e aggiornato. E gentilissimissimo,  si è fatto  in quattro per rispondere ad ogni mia domanda, e non si è neppure abbandonato a scomposte sghignazzate  di fronte ai miei maldestri tentativi di conversazione. Un eroe.


































mercoledì 24 marzo 2010

Il più fotografato

Oggi il telegiornale ci ha informati che, contro ogni previsione,  il  monumento più fotografato di tutta New York City non è la Statua della Libertà, e non è  nemmeno il Rockfeller Center.
Nossignori, da quattro anni a questa parte, cioè dal momento della sua inaugurazione,  il monumento più fotografato di New York  è  il grande Apple Megastore sulla Quinta Avenue, di fronte al Plaza.
Proprio quello di cui  avevo parlato nel giugno 2008. Dato il successo dell'edificio, omaggiarlo di una replica mi sembra  del tutto ragionevole





Una mela nella MELA

A Manhattan, sulla fifth avenue a poca distanza da Fao Schwarz, strafamoso negozio accalappia bambini, c'è il super trasparente megastore della Apple.







Il vero e proprio store in realtà si trova al piano interrato,






ma dalla piazza vi si accede attraverso questo attraente cubo di vetro che sembra star su quasi per magia, grazie ad una struttura di sostegno praticamente invisibile.


Se vi servono Ipod Iphone Ibook Itune o qualsiasi altro I vi venga in mente, questo è proprio il posto giusto.

lunedì 22 marzo 2010

Manifestazioni e bandiere


Sabato è stata giornata di manifestazioni, ma  non ho niente da dire su quella di  Roma, non c'ero e tutto quello che ne so l'ho visto in tivu e letto sui giornali, non è il caso che aggiunga riflessioni e commenti già fatti da altri molto meglio di quanto avrei potuto fare io. 
Noi sabato pomeriggio siamo andati a Torino, in piazza Castello, a fotografare la grande bandiera umana  pensata per celebrare l'avvio dei preparativi per i centocinquant'anni dell'unità d'Italia.
Un anniversario che non sembra stare particolarmente a cuore alla nostra classe politica.  

Se a qualcuno dovesse interessare vedere com'è andata, le foto sono qui

giovedì 18 marzo 2010

J.D. Salinger e la Morgan Library

la foto, non è neppure  il caso di dirlo dal momento  che la conoscono tutti, non è mia e l'ho presa da qui. 
Non mi sento  in colpa per lo scippo visto che non solo si tratta di una foto  rubata   mentre Salinger faceva la  spesa in un supermercato, ma è pure  una foto arcinota che ha già fatto il giro del mondo. 
E se  è l'unica foto di Salinger anziano,  non è che ce ne siano in giro  tante di più di Salinger  giovane,  a me è riuscito di trovarne in rete soltanto una, che più che un amabile ritratto di J.D. S.  ricorda  la  foto della patente di Fernandel trentenne.

Tipo molto riservato e solitario il nostro Salinger, che dopo lo straordinario successo del suo Giovane Holden sprangò tutte le porte e tranne pochi brevi racconti, rifiutò di continuare a pubblicare. 
Mi sono chiesta molte volte se conoscere  di persona un tipo così sarebbe stata una buona idea, e mi sono anche risposta che molto molto probabilmente  sarebbe stata un'idea  pessima.  Irascibile e  misantropo, e chissà quanti altri difetti che  è  meglio ignorare
Resta però grande la curiosità di sapere se esistano davvero tutti i manoscritti inediti di cui si favoleggia,  e se verranno  prima o poi  pubblicati , e, posto che esistano,  se ci sapranno regalare  altri Holden Caufield.
Per ora il mistero rimane fitto, l'unica cosa certa è che Salinger scriveva lettere, e una  dozzina di queste    saranno esposte in una mostra a partire da aprile


Le possedeva già da anni la Morgan Library di New York, ma non le aveva mai rese pubbliche un po' per rispettare il desiderio di privacy dello scrittore, e molto (dico io) per non imbarcarsi in prevedibili   grane e cause giudiziarie,  dato il suo carattere assai  poco friendly e disponibile.  





Ma anche nell'eventualità che vi facciate un baffo delle lettere inedite  di Salinger, se vi capitasse  di passare dalle parti di  New York intorno ad aprile, una capatina alla Morgan Library fatela comunque, perchè  già di suo vale assolutamente una visita a prescindere,  e in ogni caso, se anche vi faceste un baffo pure dell'edificio (ma non ci posso credere)  potrete vedere una pletora di  manoscritti spartiti e  documenti  u-n-i-c-i- al mondo, che vi faranno letteralmente venire i brividi, come questa lettera  scritta da Van Gogh a Paul Gauguin la cui immagine, sottolineo per non suscitare equivoci, avevo preso dal sito.

Unico neo di tutta la visita, le sole fotografie consentite si possono scattare  nell'atrio. 
Per quanto riguarda le opere esposte mi dispiace, ma  NIENTE DA FARE

mercoledì 17 marzo 2010

Der Scutt, chi era costui?




A volte il destino è ben  strano. Ci sono architetti   più famosi di una rockstar, con nugoli di fans  disposti a tutto pur di avere un loro autografo anche se poi nella realtà solo  pochi saprebbero riconoscere con certezza  qualcuna delle loro opere. Tanto per dire, a  Berlino ho udito  con raccapriccio  un  turista francese attribuire con tono  autorevole  a  Jean Nouvel   il  progetto del Reichstag, e riconosco che mi è costato un certo sforzo  non  sbugiardarlo di fronte ai suoi ignari compagni 
Ma ce ne sono altri (di architetti, non di turisti)  di cui nessuno ricorda  il nome, anche se  hanno firmato lavori a loro modo ragguardevoli, pubblicati su decine di riviste e  visitati,  fotografati e  commentati da mezzo mondo.  
E' esattamente la sorte  che è toccata  a  Der Scutt, architetto di fiducia di Donald Trump e progettista, tra il resto,  anche della arcinota  Trump Tower sulla Quinta Avenue. 


Qualche giorno fa Der Scutt è morto, e credo  sia stata la prima volta in cui  il suo nome è comparso sui  quotidiani di casa nostra 


 



 



 












martedì 16 marzo 2010

Kashmire gastronomia indiana a San Salvario



L'insegna di questo piccolo locale in via Saluzzo a  San Salvario recita da una parte 
Kashmire Ristorante Gastronomia Indiana e dall'altra  Pizzeria  Ristorante Specialità Indiana. 

San Salvario, lo dico a beneficio dei non torinesi,  è un quartiere multietnico pieno zeppo di ristoranti e trattorie un po' di tutti i generi, ma ristoranti indiani in zona  non ne avevamo ancora visti, e da entusiasti estimatori non abbiamo potuto perdere  l'occasione. 


Sui tavoli  e alle pareti variopinti  tessuti ricamati con perline di vetro  e piccoli frammenti di  specchio creano   effettivamente un'atmosfera indianeggiante, almeno per quanto ne posso capire io che in India non  ho mai messo piede. 



Un po' meno indiani sono  i lampadari dimenticati  assai probabilmente  da un   precedente ristoratore cinese, ma non è il caso di  fare sempre  i pignoli,  tanto dopo il primo sguardo nessuno li nota più, mentre invece tutti si soffermano  a guardare il banco del bar

dove i liquori sono  contenuti in curiose bottiglie a forma di corpo femminile che suscitano  un inquietante interrogativo: saranno confezioni originali di una qualche misconosciuta  distilleria, o un barman dalla vena particolarmente creativa provvede giornalmente   ad un   rabbocco riciclatorio? 

Sul bancone troneggia piuttosto scenograficamente   un vassoio colmo di spezie colorate. E profumate. 


E la  miscela indiana  fatta di bacche rosa, semi di cardamomo   cumino e cristalli di zucchero   con cui addolcirsi la bocca dopo mangiato

Nel grande bancone la scelta  di palak dahl biryani e tandoori con cui comporre il proprio menu è molto  ampia e variegata  

e  i piatti hanno la faccia attraente delle pietanze appena cucinate.



Dispiace un po' che i piatti vengano riscaldati al microonde, questo è vero,  ma i poppadums che vi servono in tavola sono cotti  sul momento 

e le salsine sono piccanti al punto giusto

e poi diciamoci la verità,  per  sette euro a testa è proprio il caso di pretendere la luna?











































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