venerdì 19 ottobre 2007

La Venaria Reale






















Vent'anni fa era in completo sfacelo. Una splendida reggia, a cui si erano ispirati gli architetti di Versailles (tutto vero, non millanto niente) ridotta a un rudere, il giardino un ammasso di rovi inestricabili. Dispiaceva vederla in quello stato, e pensavamo tutti che la sua fine sarebbe stata la demolizione. Poi cominciarono i restauri, ma nessuno ci faceva un gran conto. Sai come succede, si comincia con le migliori intenzioni poi i lavori vanno per le lunghe, i costi salgono, vedrai, sarà tutto inutile, non servirà a niente.
Sabato 13 ottobre la Reggia di Venaria Reale è stata riaperta. Splendida. Ci sono voluti otto anni e tanti soldi, ma io dico che sono soldi ben spesi.
Eravamo in tanti, torinesi e non, a far festa. Avevamo come guida una competentissima signora che ci ha spiegato in ogni dettaglio la storia della Venaria Reale e la storia della famiglia Savoia. Matrimoni combinati, alleanze politiche, e contemporaneamente la crescita della reggia, gli interventi successivi dei vari architetti, gente del calibro di Castellamonte e Alfieri, Garove e Juvarra, eh, mica bruscolini. Raccontava con grande partecipazione e le brillavano gli occhi, si vedeva che ne era orgogliosa. Come tutti noi.

giovedì 18 ottobre 2007

le case delle figlie



Oggi Elisa trasloca nella nuova casa.
Anche Fabrizia ha traslocato, a giugno. Una si sposta da via san Secondo a via Ormea, l’altra è andata da Manhattan a Brooklyn.
Tutte e due hanno voluto inaugurare la casa con una bella festa e tanti amici. Un bel brunch domenicale in una casa quasi del tutto vuota. Evidentemente, la festa era per entrambe molto importante, la prima cosa a cui hanno pensato e che hanno voluto fare per condividere la loro gioia con gli amici più cari.
E ciò conferma, in caso ce ne fosse bisogno:
1) che il DNA non è acqua,
2) che l’imprinting ricevuto della famiglia ti condiziona indelebilmente che ti piaccia o no,
3) che sono entrambe inequivocabilmente figlie mie. Senza possibilità di dubbio.















mercoledì 17 ottobre 2007

Caval 'd brons



Finalmente è tornato a casa il nostro amato Emanuele Filiberto. Non quello della pubblicità delle cipolline, l'altro: il Filiberto con spada sguainata che campeggia nel mezzo di piazza san Carlo, il nostro salotto buono. Un po' di tempo fa uno scriteriato in vena di bravate lo aveva mutilato, ma sabato, dopo un lungo restauro, il Caval 'd Brons è stato riportato al suo posto, con festeggiamenti e spettacoli. Noi siamo andati a rendergli omaggio domenica.
Dimenticavo: la cagnetta si chiama Layla e il giocoliere (americano) è un professore e prima di fare il giocoliere insegnava l'inglese agli studenti del politecnico. ha detto che si diverte di più con il lavoro di adesso.









martedì 16 ottobre 2007

sosta tecnica

tentativi reiterati di postare nuovi argomenti e fotografie stanno andando puntualmente a vuoto per un problema tecnico irrisolvibile con le mie scarse conoscenze. In attesa di soccorso, mi riprometto di tornare al più presto. forse. se. chissà. e chissà quando.

giovedì 11 ottobre 2007

Nobel

sono proprio contenta che il Nobel per la letteratura sia andato a Doris Lessing. Ho amato il Diario di Jane Somers, come ho amato tutti i libri suoi che mi è capitato di leggere, a cominciare da Un matrimonio per bene, Se gioventù sapesse, La brava terrorista, Il sogno più dolce, Memorie di una sopravvissuta. Premio Nobel, come Nadine Gordimer e Toni Morrison, Saul Bellow ed Elias Canetti. Il premio dato a loro, forse perchè li avevo letti e apprezzati ben prima di questa consacrazione ufficiale, mi aveva resa contenta come se in parte fosse anche merito mio. Ma anche Isaac Singer, Naguib Mahfouz e Imre Kerstèz, che prima del premio mi erano ignoti e di cui forse, senza Nobel, non avrei mai letto unapagina. Sarebbe stato un vero peccato. Per il prossimo anno i giochi sono appena all'inizio, penso che potrei fare il tifo per Alice Munro. Mi piacciono molto i racconti di Alice Munro.

mercoledì 10 ottobre 2007

mercoledi mercato































al mercoledi c'è mercato vicino al mio studio. Non è un mercato grandissimo però ci si trova tutto. frutta e verdura, un banco di formaggi, il pescivendolo, ma anche lenzuola e tovaglie, fiori, c'è perfino il pasticcere. Io ci vengo di corsa, rubando il tempo all'ufficio, perchè mi piace farci la spesa, gironzolare tra le bancarelle, guardare la gente che viene per comprare, ma anche o forse soprattutto per scambiare due parole. Molti i nonni con passeggino, moltissime le anziane signore che spingono caracollanti un carrello di tela scozzese, e giovani donne straniere che parlano fitto fitto nel loro telefonino .
Qualche volta ho anche ceduto al fascino di Tendenze Moda, con i suoi pullover in finto-lana e i calzoni in mistoterital studiati espressamente per massaie senza grandi istanze modaiole.
L'unica tentazione a cui ho sempre resistito, e credo resisterò per sempre, è il banchetto del venditore di soprammobili: mezzo metro di cavalli tigri e leoni in finto capodimonte, ingombranti e suppongo pesantissimi. Mi sono sempre chiesta chi caspita sia disposto a scarpinarseli a piedi fino a casa, ma evidentemente qualcuno ci sarà, dato che li vedo regolarmente esposti ogni mercoledì. Peccato che il venditore non me li abbia lasciati fotografare.


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