



















Vent'anni fa era in completo sfacelo. Una splendida reggia, a cui si erano ispirati gli architetti di Versailles (tutto vero, non millanto niente) ridotta a un rudere, il giardino un ammasso di rovi inestricabili. Dispiaceva vederla in quello stato, e pensavamo tutti che la sua fine sarebbe stata la demolizione. Poi cominciarono i restauri, ma nessuno ci faceva un gran conto. Sai come succede, si comincia con le migliori intenzioni poi i lavori vanno per le lunghe, i costi salgono, vedrai, sarà tutto inutile, non servirà a niente.
Sabato 13 ottobre la Reggia di Venaria Reale è stata riaperta. Splendida. Ci sono voluti otto anni e tanti soldi, ma io dico che sono soldi ben spesi.
Eravamo in tanti, torinesi e non, a far festa. Avevamo come guida una competentissima signora che ci ha spiegato in ogni dettaglio la storia della Venaria Reale e la storia della famiglia Savoia. Matrimoni combinati, alleanze politiche, e contemporaneamente la crescita della reggia, gli interventi successivi dei vari architetti, gente del calibro di Castellamonte e Alfieri, Garove e Juvarra, eh, mica bruscolini. Raccontava con grande partecipazione e le brillavano gli occhi, si vedeva che ne era orgogliosa. Come tutti noi.













































