lunedì 27 luglio 2015

Parigi - Il cimitero di Picpus

Al fondo del Faubourg St. Antoine, nell’attuale dodicesimo arrondissement di Parigi, c’era nel XVII secolo il piccolo villaggio di Picquepuce, oggi Picpus, che era il punto di partenza della processione che accompagnava l'arrivo in Francia degli ambasciatori cattolici. Il convento du Petit Picpus, tuttavia, è un'invenzione di Victor Hugo che nei Miserabili vi fa' rifugiare Jean Valjean e Cosette in fuga dal cattivissimo Javert. Oggi, tra la rue de Picpus e l’omonimo boulevard si trova il solo cimitero privato della città di Parigi, creato nel giugno del 1794 su un terreno di proprietà delle Chanoinesses de Saint’Augustin, che ne erano state cacciate due anni prima, agli inizi della Rivoluzione. La collocazione di un cimitero da quelle parti non era stata casuale. A un tiro di schioppo da lì infatti c'è Place de la Nation, che all'epoca si chiamava Place du Trône e cambiò il nome in Place du Trône-Renversé quando vi venne issata  la ghigliottina con cui tra il 14 giugno e il 27 luglio 1794 il Terrore fece giustiziare milletrecentosei persone, con la ragguardevole  media di cinquantacinque decapitazioni al giorno.

L’entrata del cimitero è al n. 35 di rue Picpus,  dietro  un  cancello dipinto di un bel blu cobalto.


E blu cobalto sono anche i serramenti degli edifici tutti bianchi che fanno da cornice al cortile al fondo del quale si  arriva alla  Cappella di Notre Dame de la Paix de Picpus



E'  una cappella molto semplice curata dalle suore del Sacro Cuore, non ha orpelli di nessun genere, soltanto due  grandi lapidi alle pareti che   riportano i nomi  delle Personnes qui ont péri à la Barrière du Trône. 


















In un angolo, quasi nascosta nell'angolo più buio,   una  piccola scultura di Notre Dame de la Paix, del XV secolo, di cui si dice aver guarito Luigi XIV da una grave malattia.



(la foto non è mia)


Dietro la cappella 














attraverso un viale alberato molto suggestivo





si arriva al cimitero in cui aristocratici, povera gente, operai, suore, dopo essere stati  decapitati   venivano molto  democraticamente gettati tutti  nella fossa comune scavata ai bordi del giardino. Quando la fossa fu piena ne scavarono una seconda,  e dovevano aver  messo in conto di andare ancora avanti un bel po' a tagliare teste








visto che ne avevano previdentemente scavata anche una terza. Ma quando  anche Robespierre ci rimise la sua, di testa, le esecuzioni finirono e nel 1929, quando la fossa fu scoperta, si vide che era  completamente vuota. 

Tra le vittime illustri sepolte in questo cimitero,  il poeta André de Chénier




e le sedici carmelitane di Compiègne di cui Bernanos racconta nei Dialoghi delle Carmelitane. 











Nel 1797, il giardino fu acquistato segretamente dalla sorella di alcuni nobili che vi erano sepolti; in seguito si aggiunsero altre famiglie imparentate  con i giustiziati, e oggi alcune di queste famiglie continuano a  seppellire qui i propri familiari.














Anche Marie-Joseph Paul Yves Roch Gilbert du Motier Marchese de La Fayette, eroe dell'indipendenza americana,  riposa nel cimitero di Picpus accanto alla moglie Adrienne de Noailles, che ebbe mezza famiglia decapitata e gettata nella fossa comune, e  questo spiega il perchè il generale sia stato sepolto qui.
Dietro sua espressa richiesta la terra con cui venne coperta la bara fu prelevata in America e ogni 4 luglio l'Ambasciatore americano viene ancora oggi a rendergli omaggio. Sulla   tomba  sventola perennemente  la bandiera a stelle e strisce

















All'ingresso del cimitero  il custode consegna ai visitatori un foglietto con la pianta schematica del cimitero e una brevissima e ultrasintetica storia del luogo,  che si conclude con queste parole

Picpus è un luogo di meditazione e di perdono per gli eccessi perpetrati dagli uomini sviati dalle  ideologie materialiste, ma anche  un legame d'amore e un luogo di speranza nel futuro. 

3 commenti:

isolina ha detto...

prendo nota, non sapevo e vado di sicuro al mio prossimo passaggio. Ancora grazie

Dede Leoncedis ha detto...

vai Isa, è un posto in cui senti rivivere la storia

Gracie ha detto...

Sarò strana ma a me i cimiteri monumentali piacciono un sacco...di questo non conoscevo l'esistenza....la prossima volta a Parigi ci andrò.

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