venerdì 8 maggio 2015

Itinerari praghesi

Il quartiere di Nové Město, Città Nuova, è stato fondato l'8 aprile 1348. Sembra curioso che si possa risalire ad un giorno così preciso, ma questo è quello che dice wikipedia e noi ci fidiamo. Re Carlo IV, che sogna di trasformare la capitale della Boemia in una novella Roma, progetta personalmente il tracciato dell'area articolandolo intorno alle tre piazze in cui si svogono i mercati più importanti: il mercato dei cavalli, il mercato del bestiame ed il mercato del fieno. Con una concezione molto moderna per i tempi, Carlo vuole che il quartiere abbia grandi piazze e ampi viali alberati, e per essere sicuro che le sue direttive vengano rispettate, segue direttamente anche i lavori di costruzione. Gli edifici sono originariamente tutti in stile gotico, ma nel corso dei secoli molti si degradano a tal punto che nel alla fine secolo diciannovesimo si rende necessario un corposo intervento di pulizia, le catapecchie vengono rase al suolo e gli architetti si ritrovano, servito su un piatto d'argento, un sacco di spazio su cui esercitare tutta la loro fantasia. Dal momento che abbiamo parlato del Café Imperial,














partiremo da qui per la nostra prima passeggiata alla ricerca di edifici Art Nouveau.

La Stazione Masaryk, che oggi tutti chiamano semplicemente Stazione Centrale, è stata la prima stazione di Praga e risale al  1845, ma la bellissima cupola centrale,

























le tettoie 

e gli  eleganti saloni   bianchi sono opera di Josef Fanta e sono stati realizzati tra il 1901 e il 1909.
Dopo anni bui di abbandono e degrado un lifting recentissimo ad opera di una società italiana l'ha restituita finalmente allo splendore originario 

Attraverso strade dal nome  difficilissimo da ricordare (a Praga è assolutamente fondamentale procurarsi una cartina seria dotata di stradario, non fidatevi delle cartine che vi danno in omaggio e riportano soltanto indirizzi di negozi e ristoranti,  perchè a meno di non avere una memoria di ferro per i nomi e un senso dell'orientamento superiore al normale ci si perde nel giro di due isolati), si arriva al Café Arco,

che ora è in disarmo e in attesa di restauri, ma per il solo fatto di esser stato frequentato da Kafka e dai suoi amici, che per questo si definivano Arconauti, merita quanto meno  una sbirciata deferente 

La passeggiata prosegue lungo la via Hybernskà, una strada che da sola rappresenta un condensato di tutti gli stili architettonici di Praga, dal barocco all'Art Nouveau. E al  numero 10,  è difficile subire il fascino della  facciata  dell'Hotel Central, ennesimo capolavoro di questa incredibile città realizzato tra il 1899 e il 1902






Proseguiamo lungo la Hybrenskà fino alla Náměstí Republiky, piazza della Repubblica (finalmente un nome comprensibile), dove vedremo  la Casa Civica.  Che però merita un post tutto per sè.

2 commenti:

Gracie ha detto...

E noi aspettiamo il prossimo post....nel frattempo, mille grazie per questo.

Dede Leoncedis ha detto...

è un piacere, Gracie

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