venerdì 8 marzo 2013

Mia mamma, le uova e la ricetta del panettone

la mia, di mamma, era speciale. Piccolina, era alta solo un metro e cinquanta, e  minuscola, non arrivava a quaranta chili. Per forza: praticamente  non mangiava, e il cibo è sempre stato per lei soltanto una noiosa formalità da sbrigare. Quello che è strano è che a casa mia c’è sempre stato un gran via vai di amici e ospiti, a pranzo e a cena: chi cucinava?  mistero. 

Di sicuro la STAR l'avrebbe dovuta insignire della croce al merito, dev'essere stata la maggiore acquirente  di buste Cuocomio anche se una volta, va detto,  si era perfino  lanciata nel fare una torta. Però  aveva dimenticato di metterci le  uova e non ricordo ci sia stato un secondo tentativo.  Sulle uova comunque  andava forte, c'è un aneddoto che nella nostra famiglia rimbalza ormai da anni: aveva invitato un suo  figlioccio, allora dodicenne, e rendendosi conto che era ormai ora di pranzo e che il ragazzino andava nutrito,   gli aveva offerto  "vuoi un uovo?",  al suo "no, grazie" non le era venuto in mente altro che di proporgli  "ne vuoi due?" 
Per non deludere una vecchia carampana fiera delle sue doti culinarie si era  fatta dare la ricetta del panettone.  In famiglia ancora  ne ridiamo. 
Era anticonformista ma non per finta,  in questo era come come Jessica Rabbit: l'avevano disegnata così e lei non poteva farci niente,  che cosa potesse dire o pensare la gente le interessava meno di zero.  Aveva cominciato a lavorare giovanissima, e  studiato alle scuole serali. Le altre mamme stavano a casa a rassettare e cucinare, portavano regali alla maestra e andavano a prendere le figlie a scuola. Lei andava in ufficio, mi lasciava tornare a casa da sola e  si era offesa moltissimo quando per questo qualcuno le aveva detto che mi faceva andare allo sbaraglio.  Non le era mai passato per la testa di portare un regalo alla maestra, però ai colloqui andava  con i guanti e il cappellino con la veletta e credo che questa sia stata la ragione principale dello scarso feeling tra lei e le altre mamme.






Non è mai stata capace di imparare le lingue e quando c'era proprio bisogno di tirar fuori una sillaba diversa dall'italiano andava in crisi e dimenticava perfino le cose più elementari, una volta aveva ringraziato  un francese sfoderando un incantevole GRAAAS.
Fumava come una ciminiera, almeno tre pacchetti di Senior Service al giorno. Ma le seccava sentirsi rimproverare e per evitare che qualcuno facesse la conta  seminava per tutta la casa decine di pacchetti mezzi pieni. 


Amatissima da tutti i miei amici, e non poteva essere altrimenti, era talmente diversa da tutti gli altri genitori. La vita non le ha risparmiato nulla e le ha imposto  prove tremende, lutti e rovesci economici che avrebbero fatto secco un rinoceronte, ma non lei. Ha sempre avuto un coraggio enorme, la capacità di rialzarsi anche dopo la peggiore batosta, e  anche una non comune attitudine a ficcarsi nelle situazioni più complicate senza pensarci due volte. Ormai anziana, andava in vacanza in giro per l'Europa negli ostelli della gioventù. Quando si è ammalata stava pensando di andare in Giappone da sola e quando  io, conscia della sua inesauribile capacità di mettersi nei guai, avevo tentato di obiettare che forse sarebbe stato opportuno fare un minimo di programma prima di partire,   mi ero sentita dire che non ero abbastanza "femminista"
Alla fine però in Giappone non c'è andata. Al posto del viaggio ci sono stati tre lunghissimi  anni di sedia a rotelle, un declino fisico inarrestabile  con il cervello sempre lucido. Si era dovuta rassegnare a non essere più autosufficiente e credo sia stata la prova più dura di tutta la sua vita.  Per mantenere almeno una parvenza di vita sociale avevamo preso l'abitudine di uscire il sabato a pranzo noi due sole, e nel pomeriggio una mostra, un  teatro o  un concerto, fino a che non ce l’ha fatta più. Mi mancano, quei sabati.
Buon otto marzo, mamma


9 commenti:

Gracie ha detto...

Questo post è forse tra i più belli che tu abbia mai scritto, mi associo nel ricordo di una donna che sicuramente aveva tanto da insegnare e un augurio a tutte le donne di oggi, sia che abbiamo motivo di festeggiare o meno...anzi a loro di più

Grazia ha detto...

Hai scritto delle cose bellissime: tua mamma ne sarebbe stata contenta. Buon otto marzo a tutte le nostre mamme a quelle che sono ancora con noi e a quelle che semplicemente sono passate dall'altra parte. Ma con il cuore sono ancora con noi.

Lunablu ha detto...

Meravigliosa la tua mamma che gira per gli ostelli della gioventù e ti accusa di non essere abbastanza femminista! Mi hai fatto commuovere con questo post ma anche molto sorridere, buon otto marzo a te e alla tua mamma, che secondo me poi in Giappone ci è andata davvero;-) e naturalmente a tutte le donne coraggiose e creative, ognuna a modo suo:-)

ivana ha detto...

Una donna speciale, e questo omaggio fatto in questa giornata, da te,sua figlia, è un tributo commovente scritto alla tua maniera, mai sdolcinata...ma con grande affetto ed...effetto!!!

Grazie!

Any ha detto...

Ho letto oggi il tuo post, ma solo ora finalmente sono riuscita a ritornare per scriverti due parole.
Un post bellissimo, scritto con il cuore...grazie per averlo fatto, sono convinta che tua mamma era una persona speciale. Li avrebbe fatto tanto piacere leggere le tue righe.
Buon 8 marzo!

Antonietta ha detto...

mamma, una parola che racchiude una vita, la nostra, di figlie di cotante madri che hanno saputo vivere veramente, tant'è che le ricordiamo ogni giorno della nostra vita. Mi auguro che le nostre mamme si parlino lassù e ridano di noi che siamo quaggiù a volte spaesate...ciau!

Dede Leoncedis ha detto...

un grazie di cuore a voi tutte

la belle auberge ha detto...

Una mamma bellissima e in gambissima. Ti somiglia.

Un abbraccio
Eugenia

dona ha detto...

Bellissimo post, davvero! Mia mamma è proprio uguale alla tua in cucina (e sennò da chi avrei preso?), ma solo in quello però...
Sei stata davvero fortunata.

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