giovedì 4 dicembre 2008
Le vongole dell'imperatore
mercoledì 3 dicembre 2008
Bimba Se Sapessi
martedì 2 dicembre 2008
Tree climbing
lunedì 1 dicembre 2008
Ellis Island
Restò in funzione fino al 1954, dopo di che venne abbandonata, poi finalmente rimessa in sesto e ristrutturata, e dal 1990 ospita l’Ellis Island Immigration Museum .
Forse è utile sapere che ai viaggiatori ricchi i documenti venivano controllati a bordo della nave, ad Ellis Island finivano soltanto gli emigranti con biglietto di terza classe,
e per loro doveva essere parecchio dura: senza soldi, senza conoscere una parola d’inglese, molto probabilmente sporchi e affamati dopo un viaggio del genere, ricevevano un numero e venivano immediatamente separati: gli uomini da una parte e le donne dall’altra, insieme ai bambini, e tutti ad aspettare i controlli per ore, mentre spregevoli ladri non si facevano scrupolo di depredarli dei bagagli o cambiare i loro denari ad un tasso rovinoso.
Chi non passava i controlli veniva segnato con una croce bianca sulla schiena, e immediatamente reimbarcato, ma pare che pochi tornassero realmente a casa, molti tentavano di raggiungere Manhattan a nuoto e non pochi erano i suicidi.
Il centro, progettato per cinquecentomila arrivi all’anno, dovette accoglierne da subito almeno il doppio, e in un solo giorno del 1907 arrivarono quasi dodicimila persone.
Fu necessario ampliarlo, più di una volta, e addirittura vennero realizzati terrapieni per aumentare la superficie dell’isola.
Abbandonato per una trentina d’anni, ci sono voluti più di centossessanta milioni di dollari per restaurarlo ed impiantarci il Museo dell’Immigrazione.
Stranamente, considerando quanto sarebbe facile far leva sulla emotività dei visitatori, il museo non si propone intenti commerciali ma espone molto sobriamente oggetti, giocattoli, bauli ed effetti personali, e ricrea con grande efficacia gli ambienti in cui si svolgeva l’intera trafila di interrogatori e visite mediche a cui era sottoposto ogni emigrante. E' possibile anche accedere ad un database con informazioni sui più di ventidue milioni di passeggeri transitati per il centro.
Sarebbe bello sapere che in futuro ce l’avremo anche da noi, un Museo del genere.