martedì 22 febbraio 2011

Regalo


Una decina di anni fa frequentava la quinta elementare qua vicino. Lui  in quinta  e suo fratello più piccolo in terza, ogni giorno alla mezza passavano davanti al mio studio per tornare a casa.  In realtà definire casa  un vecchio camper coi vetri sfondati  è esagerato, ma comunque è  lì  che loro   abitavano, insieme a non so quanti fratellini, una mamma  che forse era la  nonna, chi lo sa, sempre con la bottiglia di birra in una mano e la sigaretta nell'altra,  e nessun  uomo adulto  nei pressi. 
Prima un saluto veloce, poi due parole, ogni tanto qualche spicciolo per la merenda e alla fine dell'anno eravamo amici. L'ultimo giorno di scuola me li vidi  davanti  con la pagella in mano:  promossi tutti e due. Meritavano un regalo e  andammo a cercarlo  insieme. Scelsero entrambi un orribile paio di scarpe da ginnastica bianche che sfoggiarono orgogliosi  per tutta l'estate. 
Poi il camper fu fatto sgomberare e  i  due fratelli mi passarono di mente. Dopo un paio di anni il grande tornò ogni tanto a farsi vivo. Perchè sa che ti può spillare due soldi, mi dicevano. Tutti gli zingari chiedono soldi, che cosa credi.  Ora, per quanto  balenga e credulona, certe cose arrivo a capirle  anch'io, e tra l'altro ho ben presente che noi  non viviamo nel mondo dei puffi, perciò mi sono molto sorpresa quando qualche tempo fa  lui se ne è arrivato,  mano nella mano con una graziosa ragazzina bruna, soltanto  per presentarmela  ufficialmente come la sua fidanzata. E ancora di più mi sono sorpresa oggi, quando ha suonato e mi ha messo in mano  una piccola scatola di cioccolatini.
Una volta, all'epoca in cui lo incontravo ogni giorno,   mi aveva lasciata  basita con una domanda: Ma come si fa' a diventare come  siete voi?  


17 commenti:

Puddin ha detto...

Come si fa a non volerti bene? Difficile!

la belle auberge ha detto...

a volte le migliori sorprese arrivano proprio da chi non te le aspetti; troppo spesso dimentichiamo che ogni essere umano è unico e irripetibile, quindi non classificabile in un qualche stereotipo. Ma certo questo non lo devo venire a dire a te...

Mari ha detto...

È una bellissima storia; che peccato che ci sia sempre qualcuno in malafede, che ci vuole aprire gli occhi e chiudere il cuore...

dede ha detto...

si, è una bellissima storia che mi ha scaldato il cuore. Ci voleva

Nela San ha detto...

Devo confessarti una cosa Dede: quando ho letto la storia un po' di occhi lucidi mi sono venuti.
Quando delle belle persone così si incontrano, beh, sono un po' quelle storie che suggerirei di pubblicare a Gramellini, se lo conoscessi, per mettere un po' di luce nella prima pagina dei quotidiani. Troppo pieni di troppe ombre.
Brava Dede!

Nela San ha detto...

Dimenticavo! Quando si dice che un post capita a...fagiolo. A te che parli di zingari e segui la cucina, fra i miei seguaci eccoti questo blog http://cozinhadosvurdons.blogspot.com/ è scritto in Brasiliano, ma magari con un buon sito web di traduzione ti può incuriosire.
Giusto per essere in tema col tuo post, il loro sottotitolo è: Che il cibo sia una forma di unione dei popoli.
Bye&besos

ivana ha detto...

Sì Dede...capita, basta aprire il cuore!
Oltretutto è un bell'esempio che tu hai dato e che è servito a loro come stimolo a migliorarsi e a te di poterci dare un motivo per riflettere!
Grazie!!!

simoff ha detto...

cara dede, ho sempre pensato che se si ha fiducia negli altri(specie nei giovani) questa non va mai persa...e se non si vedono gli effetti è solo perchè forse si sonotrasferiti un po' più in la...come quando si semina....il vento poi decide dove portarli....
bella storia , felice per te e per loro!

Minerva Jones ha detto...

Ciao Dede, felice di questa storia, che me ne ricorda molte altre che mi sono accadute nel tempo lavorando tra persone migranti nella scuola e in associazioni interculturali. Personalmente sento che abbiamo bisogno di un 'contagio in positivo' di esperienze e memorie che ci facciano pensare e ricostruire come comunità. Questa tua storia per me rappresenta un contributo in questa direzione. Grazie :-)

Gracie ha detto...

Un pò di positività e buona morale ci voleva proprio in questo periodo, allora il buon cuore e la riconoscenza esistono ancora, che bello.

Carla ha detto...

Questa volta sono arrivata tardi ed è stato detto tutto quello che volevo dire anch'io. Perciò non mi ripeto ma concordo con tutti i commenti, compresi gli occhi lucidi che sono venuti anche a me... Puddin ha detto una grande verità! :)

papavero di campo ha detto...

eh già come siamo noi?
bella domanda inquietante come un mare in tempesta,
so come sono io, appena!, so che i rom non mi hanno mai disturbato ma romanticamente lego a loro canti gitani violini impazziti fuochi antichi e guizzi d'una vita strana potente però, gtata a mio padre che fin da piccola mi ha educato alla tolleranza, lui che facendo il consigliere nel suo comune di nascita ha voluto l'inserimento di un piccolo gruppo di zingari suscitando le ire malpensanti dei suoi concittadini e s'era nell'abruzzo anni '50 lo immginate? terra di preti e di totale assenza di laicità, sarà per questo che nella città di roma a me capitò di restarmene da sola con gli zingari in una carrozza del treno disertato da tutti che si alzavano per andare via, però gli sguardi muti e i sorrisi celati che sono scorsi tra me e una rom loro non li hanno avuti!

dona ha detto...

Sei una bella persona, te lo dico con tutto il cuore.

Phivos Nicolaides ha detto...

A gift is always welcome! Have a wonderful weekend. Hugs

Phivos Nicolaides ha detto...

A gift is always welcome! Have a wonderful weekend. Hugs

Nishanga ha detto...

mi fa molto piacere per te, carissima!
ti pienzo..lov

Giuliana ha detto...

questa cosa mi commuove, alla faccia di chi predica odio e divisione.....


grazie Dede

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