giovedì 16 dicembre 2010

Un Pizza Party al Birdland





Charlie Parker lo aveva definito The Jazz Corner Of The World e così  ancora ama definirsi, sessanta e passa anni dopo, il mitico Birdland.
Jazz Club tra i più blasonati al mondo e  ancora oggi meta di rispettoso  pellegrinaggio per ogni jazz fan degno di questo nome, al Birdland dei tempi d'oro sulla cinquantaduesima strada   hanno suonato praticamente tutti i più grandi, da Bird a Dizzy Gillespie, a Thelonius Monk, a Miles Davis al grandissimo unico John Coltrane e ancora  tanti ma tanti altri. Ogni sera jam session magiche memorabili e irripetibili, e io avrei dato non so cosa pur di  essere lì a vedere almeno una volta nella vita.



Sono tanti i musicisti che a questo jazz club hanno dedicato un brano, e non parlo solo del superstrafamoso  Birdland dei Weather Report, uno dei pochi pezzi al mondo   che perfino il più distratto degli ascoltatori riesce a riconoscere dopo le prime quattro note,  come succede forse  solo con la Quinta di Beethoven




C'è anche una dolcissima  Lullaby of Birdland di George Shearing,  qui nella versione della ineguagliabile meravigliosa Sassy



Oggi il Birdland, dopo parecchie vicissitudini e traslochi, si è spostato sulla quarantaquattresima strada.




L'atmosfera è  ovattata, le  luci sono soffuse e  il club funziona anche da ristorante,  un manipolo di camerieri trafelati si destreggia tra i clienti cercando di non disturbare la musica e servire contemporaneamente  la cena. Sembra facile ma  provate voi  a fare lo slalom in mezzo a qualche decina di tavoli reggendo   un vassoio su ogni mano e tentando pure   di essere  invisibili, e poi mi dite se è davvero così facile.





















Cenare ad un  tavolo a mezzo metro da uno dei propri idoli è un'emozione che vale la pena di provare,  anche nel caso in cui al tavolo vicino al vostro quattro  rubicondi armadi in cappellino e  camiciotto a quadretti  completamente  impermeabili alla musica (ma allora  mi chiedo perché cavolo  andare  a cena in un jazz club)   continuino imperterriti  a ragliare e scambiarsi grandi pacche sulle spalle, portandovi a  deplorare risolutamente  la legge che considera la tortura fisica  un delitto penalmente perseguibile.
Pazienza, in ogni caso la performance di John Pizzarelli e famiglia,  Pizza Party,  valeva assolutamente  la pena.







7 commenti:

ivana ha detto...

Grazie Dede!
peccato che non riesco a vederne parecchi...ripasserò...molto interessante!!!!
Una buona giornata a te!!!

Gracie ha detto...

Sempre detto che il cameriere è il mestiere più difficile del mondo........

Carla ha detto...

Dede, menomale che ci sei tu a immergerci in queste belle atmosfere d'antan! :)

Chiara ha detto...

Bello Dede, grazie!un bacione...

dona ha detto...

Ecco dov'eri finita...
Continua a raccontare, grazie. ;)

antonietta ha detto...

sono ignorante in materia di jazz,non lo capisco...mi sembra troppo uguale e noioso...ma a NY credo che mi possa piacere anche la pietra...

Phivos Nicolaides ha detto...

Very good music choices! Chiao

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