martedì 2 ottobre 2007

Un simbolo di New York



Se chiedete a qualcuno di elencare le cose più significative di New York, novanta su cento quello esordisce con Grattacieli. Vero, verissimo. I grattacieli sono la prima cosa che salta in mente. Ma la seconda? Io dico serbatoi per l'acqua.
Sono quello che con il linguaggio che va di moda adesso si definiscono un segnale forte della città. Un simbolo, in parole povere. Tanto simbolico che anche una catena di manicure lo ha adottato per i suoi manifesti pubblicitari.














































varie ed eventuali: Sabato sera

Mi sono appena ricordata che l'episodio della maglietta gialla di cui parlo nei commenti in calce al post precedente è citato anche nel libro scritto dalla mia compagna di banco di allora: http://www.itacalibri.it/Template/detailArticoli.asp?LN=IT&IDFolder=144&IDOggetto=20756

lunedì 1 ottobre 2007

Sabato sera









Anno importante per noi del 47: compiamo sessant’anni.
sessanta. Scopro l’acqua calda, lo so, ma sinceramente, compiere sessant’anni fa una certa impressione. Sarà per questo che lo si celebra con grandi festeggiamenti. Anche chi di solito glissa e preferisce ignorare l’avvicendarsi sempre più frenetico dei compleanni, allo scoccare dei fatidici sessanta richiama intorno a sè tutti gli amici.
E dal momento che i miei amici sono per lo più vecchi compagni di liceo, stiamo trascorrendo questo 2007 tra feste festicciole e festine, più o meno come ai tempi del ginnasio, quando al sabato pomeriggio ci si trovava a casa di uno o dell’altro.
All’epoca i jeans non facevano ancora parte dell’abbigliamento comune, e per andare alle feste ci si vestiva bene, noi ragazze tutte uguali, abito di velluto nero guarnito da una ruche bianca in fondo, i capelli legati a coda con un fiocco nero, scarpe di vernice e collant bianchi. Non chiari, proprio bianchi. Mia madre diceva che le facevano impressione perchè facevano le gambe da infermiera, e io pensavo che non capiva niente. I ragazzi in giacca e cravatta, con il pacchetto di sigarette in mano e il ciuffo ribelle sulla fronte.
Panini e bignole, coca cola e aranciata. In pratica una merenda, ma era più chic chiamarlo buffet.
Si ballava. Caspita quanto si ballava con un mangiadischi e una caterva di quarantacinque giri. A quindici anni abbiamo ballato tutti tantissimo, anche chi adesso ha la faccia tosta di negarlo. Quest’anno è ovviamente tutto diverso. Non più pomeriggio ma la sera, buffet più ricercato, poche sigarette perchè ormai siamo tutti salutisti, e ancora meno ciuffi ribelli sulla fronte. Si balla più raramente e sono completamente scomparsi i collant bianchi. Fanno le gambe da infermiera.


Precisazione doverosa. nelle foto c'è una signora che ripetutamente taglia torte: non è sempre il suo compleanno, è stata da anni incoronata tagliatrice ufficiale.














mercoledì 26 settembre 2007

la biblioteca di stoccolma



Gunnar Asplund, architetto svedese, ha costruito la biblioteca di Stoccolma che mi è tornata in mente dopo aver visto le foto di un albergo a Campo Imperatore, pubblicate da un'amica. vorrei mettere il link del suo blog, ma evidentemente è al di sopra delle mie capacità.


martedì 25 settembre 2007

A Lerici

Generalmente non sono una che ama andare al mare. Da che siamo sposati, a fare una vera vacanza al mare siamo andati solo due volte, quando le bambine erano troppo piccole per viaggiare. Con Fabrizia, a Lerici. Con Elisa, a Peschici. Curioso, mi accorgo in questo momento che fanno anche rima. Ma non divaghiamo. Entrambe le volte in tenda, attrezzati di tutto punto con lettino da campeggio, box, il baule pieno di pannolini e scatole di pappe pronte. Lerici 1974, Fabrizia aveva sette o otto mesi, e con noi all’epoca c’era Tobia. Arriviamo la sera tardi, stremati dopo un viaggio costellato di soste per pappe cambi e innumerevoli pipì del cane, e decidiamo per la prima notte di fermarci a dormire in un albergo. Alla tenda penseremo domani. Ovviamente chiediamo se il cane è accettato, e la signora ci risponde che il cane è non solo accettato, ma gradito. Loro amano gli animali, diamine. Sollievo, la risposta ci rinfranca, possiamo andare a cena tranquilli. Torniamo più tardi con cane borse e bambina. Ma la signora ci ferma sulla soglia: abbiamo accettato il cane, ma non ci avete avvertito di avere anche un bambino.






































Cuori tra le nuvole

Un dubbio: Simo e Fra hanno il cuore talmente tra le nuvole da non accorgersi dello scarso appeal del luogo in cui si sono scambiati la dichiarazione d'amore, oppure Simo e Fra fanno di professione il posteggiatore.

lunedì 24 settembre 2007

Bukhara

Un' altra tappa del nostro bellissimo viaggio in Uzbekistan.
Bukhara, la città dei tappeti.
La qualità del video è quella che è, un po' per mia manifesta incapacità e un po' perchè la dimensione del file deve essere contenuta, e allora bisogna che lo spettatore metta in campo una buona dose di fantasia per avere da qui una pallida idea del fascino di questo paese in cui le donne appaiono tutte bellissime, signorili ed eleganti nei lunghi colorati abiti di velluto che indossano anche mentre lavorano nei campi

mercoledì 19 settembre 2007

dichiarazione d'amore

Lo so che non si deve scrivere sui muri. Ma bisogna riconoscere che c'è una bella differenza tra chi scrive governo ladro o abbasso tizio, e chi ha scritto questo.




Magari sarà un principe azzurro con la faccia del body guard, occhialoni griffati e capello impomatato, chi lo sa.
Quello che è certo è che è proprio innamorato.

Secondo me questa facciata di casa tristanzuola e senza colore sarà eternamente grata all'anonimo writer. Non è da tutti ospitare una così tenera dichiarazione d'amore.





lunedì 17 settembre 2007

Viva gli sposi



Si è sposato Roberto.
E' stato compagno di giochi di Elisa, hanno imparato ad andare in bicicletta nello stesso cortile. Non saprei dire quante merende hanno mangiato insieme. Avevano inventato un bel gioco: correre da un capo all'altro del terrazzo e fermarsi prima della ringhiera. Vinceva chi si fermava più vicino, ma senza toccarla. Hanno giocato fino a che lui ci si è schiantato dentro, si vede ancora la cicatrice sul sopracciglio.
Ieri era emozionato e felice, elegantissimo in ogni dettaglio, perfino il bastone da passeggio con il pomo d'argento e il cilindro. E noi ci siamo commossi insieme a lui.













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