




Anno importante per noi del 47: compiamo sessant’anni.
sessanta. Scopro l’acqua calda, lo so, ma sinceramente, compiere sessant’anni fa una certa impressione. Sarà per questo che lo si celebra con grandi festeggiamenti. Anche chi di solito glissa e preferisce ignorare l’avvicendarsi sempre più frenetico dei compleanni, allo scoccare dei fatidici sessanta richiama intorno a sè tutti gli amici.
E dal momento che i miei amici sono per lo più vecchi compagni di liceo, stiamo trascorrendo questo 2007 tra feste festicciole e festine, più o meno come ai tempi del ginnasio, quando al sabato pomeriggio ci si trovava a casa di uno o dell’altro.
All’epoca i jeans non facevano ancora parte dell’abbigliamento comune, e per andare alle feste ci si vestiva bene, noi ragazze tutte uguali, abito di velluto nero guarnito da una ruche bianca in fondo, i capelli legati a coda con un fiocco nero, scarpe di vernice e collant bianchi. Non chiari, proprio bianchi. Mia madre diceva che le facevano impressione perchè facevano le gambe da infermiera, e io pensavo che non capiva niente. I ragazzi in giacca e cravatta, con il pacchetto di sigarette in mano e il ciuffo ribelle sulla fronte.
Panini e bignole, coca cola e aranciata. In pratica una merenda, ma era più chic chiamarlo buffet.
Si ballava. Caspita quanto si ballava con un mangiadischi e una caterva di quarantacinque giri. A quindici anni abbiamo ballato tutti tantissimo, anche chi adesso ha la faccia tosta di negarlo. Quest’anno è ovviamente tutto diverso. Non più pomeriggio ma la sera, buffet più ricercato, poche sigarette perchè ormai siamo tutti salutisti, e ancora meno ciuffi ribelli sulla fronte. Si balla più raramente e sono completamente scomparsi i collant bianchi. Fanno le gambe da infermiera.
Precisazione doverosa. nelle foto c'è una signora che ripetutamente taglia torte: non è sempre il suo compleanno, è stata da anni incoronata tagliatrice ufficiale.











