martedì 12 febbraio 2008

Danzica



Polonia. Cantieri navali . Solidarnosc. Lech Walesa. Più o meno questo è tutto ciò che viene in mente a sentir nominare Danzica. Difficilmente un italiano pensa che bello, quest'estate voglio proprio andare in vacanza a Danzica. E sbaglia, perchè Danzica è una città molto affascinante, adagiata lungo la Vistola e con alle spalle una catena di colline che ne fanno un centro turistico molto affollato.
E' interessante passeggiare per le vie del centro dove decine di botteghe di antiquari si susseguono senza soluzione di continuità, fare la gimkana tra le comitive di turisti capitanati dalla immancabile guida con ombrello sguainato e voce stentorea: FOLLOOOOOW ME! , andare a cena nel ristorante amato dal presidente Walesa e farsi servire aringhe affumicate e un ottimo Bicosz (cavoli, funghi e salsiccette. detto così non sembra un granchè, invece è un piatto assolutamente delizioso).
E alla fine, sì, è interessante anche fare una passeggiata attraverso il porto, a vedere gli enormi cantieri navali








































5 commenti:

ivana ha detto...

Dede!

Semplicemente affascinante!
Grazie per tutti questi interessanti viaggi che ci fai fare...
ivana

Artemisia Comina ha detto...

bello bello, brava dede.

papavero di campo ha detto...

belle foto
bellissima architettura tipica di città anseatiche, come a Lubecca o come a Bergen
e la bimba con il peluscione dalla parte venditrice o acquirente?
sai sempre rendere il clima con le tue foto!

Anonimo ha detto...

Ecco, Dede, hai sintetizzato in queste foto come, a partire da uno stesso stesso paesaggio, da una stessa città o addirittura dagli stessi particolari si possano dire cose ed esprimere emozioni completamente diverse.
Non ho foto digitali di Danzica, ma quelle che ho scattato più di venti anni fa, restano, nel mio arruffato archivio di diapositive, come la testimonianza di una città triste, perfino disordinata e addirittura sporca. Invece questa Danzica fa venire voglia di tornarci.
s

dede ha detto...

Succede, a tornare nei paesi della ex cortina di ferro. Alla seconda visita Praga, ad esempio, mi aveva colpita tantissimo perchè ricordavo una città grigia e triste, e invece mi ritrovavo su un set in technicolor.
Credo che la comparsa del colore sia stata la dimostrazione più lampante del cambiamento

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