giovedì 5 aprile 2012

Bruxelles, L'Art Nouveau di Victor Horta - seconda puntata


la Maison Horta in rue Américaine 23-25,  l'abitazione e studio che Victor  Horta costruì per sé e per la sua famiglia

tra il 1899 e il 1901, è una delle sue quattro case  riconosciute dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità,  ed è diventata  un Museo  



visitabile tutti i giorni,  tranne il lunedi e le feste comandate, dalle due alle cinque e mezza del pomeriggio. Fotografarne l'interno  è vietatissimissimo,  e  il sito del museo sottolinea anche molto chiaramente che non si possono  pubblicare le immagini che vi sono pubblicate, che d'altra parte sono poche e minuscole.   
All'esterno la macchina foto è tollerata, anche se ho il  sospetto che le automobili  davanti all'ingresso siano state scientemente parcheggiate per  attuare  una spregevole  azione di boicottaggio.


Nonostante il boicottaggio, qualche bel particolare siamo riusciti a catturarlo ugualmente. 
Qua sotto, ad esempio, la griglia che protegge le finestre al piano terra

e qui, come già visto nella Casa Solvay,   la struttura metallica  lasciata completamente a vista e posta davanti al  serramento in legno. Più sotto le due griglie di sfiato, anch'esse progettate minuziosamente  e su misura
La maniglia del portoncino d'ingresso e il batacchio del  campanello
 
La pensilina vetrata sul portoncino d'ingresso, che  è in realtà anche balcone del piano superiore
le mensole metalliche che reggono i balconi, con gli snelli ed elaborati pilastrini  che li collegano 

Tutto quello che avete visto fino a qui era  farina del mio sacco,  ma mi dispiaceva deludere la richiesta  di  Giovanna e ho cercato in rete qualche immagine della   scala interna, che, bisogna dirlo,  è effettivamente strepitosa, con tutta quella  luce dorata  che  filtra dalla  copertura  e si fonde  con i colori della balaustra  e delle pareti delicatamente decorate
la foto della scala interna proviene da qui

 e questa da qui





In quanto a foto le cose sono andate molto  meglio ai Magazzini Waucquez, che   sono stati restaurati e da qualche anno sono  la sede del Centre de la Bande Dessinee , il Centro Belga del Fumetto





Grandi  coperture vetrate consentono di  illuminare gli spazi con la  luce naturale  e le balconate affacciate sul piano terra   si snodano  lungo tutto  il perimetro dell'edificio  in una sorta di passeggio coperto fatto apposta per invogliare all'acquisto. Per la DueCavalli e il  Puffo Horta non ha colpe, sono lì per meriti fumettistici che ignoro,   e  sono costantemente bersagliati da gruppi di turisti in posa  che, quando finalmente è arrivato  il nostro turno,  ci guardano perplessi mentre  fotografiamo   le ringhiere




Il  contesto è quello di un grande magazzino popolare,   non di una  ricca casa borghese e   i costi devono essere evidentemente  più contenuti, Horta allora  progetta un tipo di scala molto meno dispendioso delle fusioni su misura adottate nelle case private: il mancorrente in legno è più lineare  e   meno elaborato, e le parti metalliche sono realizzate sagomando  e imbullonando  degli economici profili  in ferro dipinto.  Meno dispendiosa ma ugualmente elegante.

 

Sulla strada si affaccia una piacevole brasserie  


In una piccola sezione dedicata a foto e disegni  d'epoca Horta controlla l'andamento del cantiere  e scruta pensieroso il cielo di Bruxelles.

(continua)



4 commenti:

giovanna ha detto...

Grazie di aver pensato a me :-). Davvero, adoro quella casa. Il tour degli edifici Art Nouveau l'ho fatto abbastanza scrupolosamente, ma la casa di Horta è proprio un sogno ad occhi aperti.

dede ha detto...

eh si!

Grazia ha detto...

A Bruxelles ci si rende davvero conto di quanto sia stato grande Victor Horta.

MJ FALCÃO ha detto...

Continuo la visita nel tuo blog! Quanto ho già imparato... Grazie Dede!

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