martedì 3 gennaio 2012

L'Opéra Garnier

Voluta da Napoleone III per trasferirci il teatro dell'Opéra dalla vecchia sala di Rue  Le Peletier, questo edificio sovraccarico di decorazioni, 

statue e gruppi marmorei  che definire sfarzoso è addirittura riduttivo,  è opera  di Charles Garnier, il cui busto dorato accoglie il pubblico sul lato ovest. 

Architetto all'epoca ancora abbastanza sconosciuto ma certamente non sprovveduto, Garnier attinge un po' a tutti gli stili per creare un'architettura quale a Parigi non si era  vista prima. 
Quando mostra la maquette  all'imperatrice Eugénie, lei  rimane   sconcertata da tanto eclettismo, e Garnier prontamente: Madame, ma questo  è lo  stile Napoleone terzo!
E' uno stile che i  detrattori  soprannomineranno pasticceria ornamentale  e forse forse  tutti i torti non ce li avevano, anche se devo ammettere che tutto questo spatuss persino sfacciato  di balaustre lampadari  cariatidi e colonne di marmo, la sua porca figura la fa', eccome se la fa'.







La costruzione durò la bellezza di tredici anni e fu parecchio travagliata. 
Per cominciare, sotto l'area di cantiere si  dovette prosciugare un corso d'acqua sotterraneo e realizzare un grande pozzo in cemento. E però, visto che, come ci hanno raccontato fino allo sfinimento,  non tutto il male viene per nuocere,  questo inghippo darà poi il la  a Gaston Leraux per scrivere il suo Fantasma dell'Opera

La costruzione subì poi ancora un'interruzione per lo scoppio della guerra del 1870, l'assedio dei Prussiani e i moti della Comune del 1871, e il teatro fu inaugurato soltanto  il 15 gennaio 1875, dopo la caduta di Napoleone III e dopo  che la Terza Repubblica ebbe spazzato via il Secondo Impero. C'erano  Mac-Mahon, il  re di Spagna Alfonso XII e sua madre Isabella, l'ex re di Hannover e il Lord Mayor di Londra.   C'era  anche Garnier, naturalmente, ma  dovette pagare il biglietto  d'ingresso di tasca propria. Il  che dimostra che  mancanza di tatto,  scorrettezze e cattivo gusto  non sono appannaggio esclusivo degli amministratori dei tempi nostri.  














6 commenti:

astrofiammante ha detto...

ciao Dede, l'Opèra l'ho vista solo dal di fuori ora ho l'opportunità di curiosare anche dentro, e quei pavimenti mi piacciono molto, ti auguro un bellissimo anno nuovo, ciauzzzzzzz

simoff ha detto...

Anche per me Dede è stato molto interessnte questo tuo post su l'Opera.... Approfitto anche per farti gli auguri per un anno felice , nei limiti umani...( e ce ne sono) ma anche con il tuo ottimismo ed energia....
Continua a portarci in giro per il mondo!!! un abbraccio

Grazia ha detto...

Sarà perchè sono golosa, sarà perchè il minimalismo mi stufa ma tutti questi ori, colonne, stucchi, tutta questa "pasticceria ornamentale" in fondo mi piace.
Complimenti per le fotografie e un grande abbraccio

Nela San ha detto...

Se per la costruzione hanno impiegato così tanto, forse qualche speranza di veder terminata la Sagrada Familia del Gaudì esiste. Non altrettanto di veder sistemate le nostre autostrade da Nord a Sud una volta per tutte. Ma questa, lo sappiamo bene, è un'altra storia...Bye&besos per l'interessante post e le foto...ça va sans dire!

antonietta ha detto...

alla faccia della povertà...dire lusso sfacciato è poco...ma è una goduria x gli occhi

Fabipasticcio ha detto...

Come sempre è stupendo perdersi tra foto e parole, in questo caso c'è da fare indigestione.
In attesa dell'Epifania rinnovo gli auguri a te e ai tuoi cari.
Un abbraccio grande grande

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