martedì 17 marzo 2009

argomenti di conversazione

io sono una pessima conversatrice. Non so mai che cosa dire e l'idea di chiaccherare del più e del meno mi mette veramente l'ansia, sul serio. Il cervello mi si vuota all'istante e il peso del silenzio diventa incombente come un macigno mentre l'unico barlume di pensiero che mi passa per la testa è: Non stare zitta, dì qualcosa. Una cosa qualsiasi, per la miseria, ma PARLA!!! Il mio peggiore incubo è fare un tragitto in auto con qualcuno che non conosco. Due parole sul traffico riesco a tirarle fuori ma non è che sappia andare avanti all'infinito a parlare di viabilità, e allora il panico cresce mentre passo in rassegna tutti gli argomenti possibili senza trovarne uno che è uno. Politica? escluso, tassativamente. se mi spara un'idiozia io non riesco a mantenere la calma e questo non va bene. Libri? se non legge e se ne vanta pure? Figli? magari non ne ha, magari è infelice perchè non ne ha, oppure li ha ma non ha nessuna voglia di parlarne. Insomma, son problemi. E intanto il silenzio diventa sempre più denso e mi sembra di avere in testa un cronometro implacabile che scandisce i secondi peggio che a Lascia o Raddoppia. Per fortuna prima di cedere alla disperazione totale arriva l'illuminazione salvifica. Il tempo! Come ho fatto a non pensarci prima. Sul tempo c'è da parlare almeno per tre quattro minuti come minimo, se la provvidenza ci assiste e non ci mette tutti i semafori rossi in quattro minuti siamo arrivati. Ha visto che inverno quest'anno? di nuovo uno di quei begli inverni di una volta, eh? Tutta quella neve, ma quanta neve abbiamo avuto quest'anno, era un pezzo che non nevicava più così tanto, vero? E che freddo. Davvero freddo. si si, freddo. Freddo. Saranno stati dieci anni che non faceva più così freddo. Ecco, adesso al fondo della strada deve girare a sinistra e poi siamo arrivati. Finalmente. Queste sono foto di Central Park con la neve. Ottimo argomento di conversazione ora che ci penso, da tenere a mente. Bisogna che me lo segni per la prossima volta

11 commenti:

papavero di campo ha detto...

pessima conversatrice ma ottima scrittrice! sai come dicono a firenze: poggio e buca fa piano! ecco fatto un altro esempio di valido argomento, parlare del territorio! un architetto ci va a nozze! come lo hanno scempiato come si può riparare, com'era ieri e com'è oggi!
dai che ce ne sono di argomenti, generici e generalizzanti, il tempo però è la metafora più eccelsa, parlare del tempo è una roba completamente transferale, crediamo di parlare del tempo invece parliamo di noi! e in che modi! in quelli più intimi e rivelatori! senza censure e rimozioni in quattro e quattr'otto riveliamo i nostri più profondi stati d'animo, il bello che lo facciamo a dei pefetti sconosciuti e con la più ineffabile nonchalance!
il tempo ah il tempo è un gran maestro! il metereologico e quell'altro!

papavero di campo ha detto...

dimenticavo..splendide foto

antonietta ha detto...

secondo me se hai da parlare vuol dire che ne vale la pena, se no meglio stare zitti

ivana ha detto...

Ciao Dede!
Va be'...viaggiare con uno sconosciuto!!!
Sembra...un film!
Ma può succedere e proprio come descrivi tu, di avere quell'orologio che martella invano nel cervello!
Come il solito noto, qui, anche la tua delicatezza: la tua "paralisi oratoria" è anche un riguardo per il compagno di viaggio, non lo si può sommergere con i nostri interessi, né confidarsi a rotta di collo, quindi si deve ricorrere, anche in extremis, agli argomenti jolly, all'inglese, magari fatti un bel disegno di "an umbrella" sul palmo della mano e augurati di guardarla, in quei frangenti, e non pensare tra te e te:
"Che vuol dire 'sto fungo qua???!!!"
Un bacio, ne'!!!!

marinella ha detto...

Un altro trucco è quello di tentare di far parlare lo sconosciuto di se, a volte funziona. Ciao

Fratelli Caponi ha detto...

Oh, sì! Ottimo ma pericolosissimo se lo sconosciuto parla di sè a torrente.
In certi casi, salvo che fuori nevichi come da conversazioni precedenti, è utile progettare qualche salvacondotto d'emergenza.
Eventualmente defenestrandosi.
:-)

Esther ha detto...

E' proprio vero, scrivi benissimo, in modo pulito, conciso eppure discorsivo. E' un piacere ascoltare le tue parole scritte.:)

nishanga ha detto...

A questo punto della vita, da essere una gran chiacchierona, - non mi sono mai fatta i tuoi problemi, Dede - sono diventata una discreta ascoltatrice.
Mi piacciono le storie e le vite degli altri e un mio cruccio nel non parlare la lingua del paese che mi ospita è proprio quello di perdermi i racconti e le vite degli altri.
Abito in un quartiere ad est in Berlin e intorno a me si muove una umanità che ne avrebbe da raccontare.
Quando capita di poter scambiare in una lingua comune, e questo capita solo con le persone giovani perchè fino a 20 anni fà si andava tutti al massimo a finte lezioni di russo, io me ne stò lì a bermi storie e questa quasi passività in una relazione oggi mi piace assai.

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

trovo più semplice parlare con uno sconosciutto, invece, cuando mi trovo a conversare con la persona che m'interesa riesco a parlare solo di lavoro per il resto... non purtroppo non trovo validi argomenti....

Alessandro ha detto...

Ma poi, a parte le convenzioni sociali, a che serve conversare se non ti tocca dentro? Se il giorno dopo non ricordi neanche di cosa avete parlato? Sto organizzando un laboratorio di conversazione a Roma, può interessare qualcuno?

LinkWithin

Related Posts Widget for Blogs by LinkWithin