mercoledì 7 maggio 2008

Khiva























Khiva è una città dell'Uzbekistan che sta a 35 chilometri da Urgench. Vero che questa informazione rende più facile collocarla sula carta geografica? Ne ero certa.
Il suo centro storico si è mantenuto pressocchè intatto nel tempo, ed è stato oggetto di una massiccia operazione di restauro e di conservazione da parte dei sovietici, che l'hanno sì ripulita e restaurata, ma le hanno nello stesso tempo portato via un po' di quella sana confusione necessaria perchè una città sia davvero vitale.
Durante il giorno è tutta un brulicare di turisti







e di venditori di souvenir,




ma si intuisce che di abitanti ce ne sono pochi, e ad una certa ora le strade si svuotano quasi del tutto, e ci si accorge di esser soli perchè all'improvviso tutto tace e si sentono soltanto i propri passi rimbombare sul selciato



Un po' imbalsamata, però affascinante, questo va detto.
Una cinta di mura di fango contorna i quartieri storici,







e dentro è tutto un susseguirsi di moschee e madrase, le scuole coraniche.

















Dal bastione Oq Shihbobo,


a cui si accede attraverso una scala molto trafficata da turisti locali,


frotte di ragazzini in giacca nera e intere famiglie con l'abito della festa,


si ammira il panorama splendido di questa città cha ha il colore della sabbia.




Non doveva esser semplice vivere qui sotto il governo dei Khan. la nostra guida ci ha raccontato di torture inenarrabili, terrore e giustizia sommaria. Sorvolo sui dettagli raccapriccianti, chi vuole saperne di più dovrà per forza rivolgersi a san Google perchè da me sull'argomento non uscirà una sillaba.
Non esiste illuminazione pubblica a Khiva, e andare a spasso la sera può rivelarsi piuttosto complicato, col pericolo non tanto remoto di piombare con la caviglia in una delle tante buche che costellano le strade, però si impara subito a
camminare lentamente e in fila indiana, pensando che in fondo la vista delle madrase illuminate soltanto dalla luce della luna vale anche il rischio di una slogatura.










4 commenti:

ivana ha detto...

Dede,

che meraviglia!
La geometria e i colori mi affascinano!
Mio figlio è stato un mese fa in Marocco, e magari mi postasse le sue foto, niente da fare, non ha tempo!!!!grrr
Dede, mi figuro te come un aereo viaggiatore (non voglio usurpare il volatile di Ofelia!), con il tuo armamentario di curiosità ed..obiettivi.Ti invidio, e nello stesso tempo...sto qui ingabbiata, ma ...volo con te!!!!
Grazie. Abbraccio grande!

artemisia comina ha detto...

sì, che meraviglia meravigliosamante meravigliosa. luoghi di grande fermento nei millenni, di lì sono uscite un sacco di cose, anche con slanci crudeli, già.

cara dede, dobbiamo parlarne, magari ci aiuti a organizzare un viaggio. ti anticipo: a ottobre sarò a Torino, cerca di non andare in cina proprio in concomitanza :)

dede leoncedis ha detto...

Ivana, come ho già ammesso con grande rincrescimento, io non sono una viaggiatrice ma solo una turista. però mi piacerebbe fare il salto di categoria, eccome.

Artemisia, a ottobre ci sarò, cascasse il mondo

ivana ha detto...

Dede,

una turista specialissima, meglio di un viaggiatore....hai l'occhio clinico, vedi e catturi, e cogli l'essenza, ancor meglio di uno che magari rimanendo molto sul posto, si ingarbuglia e non interpreta con occhi disincantati come i tuoi.
Mi intriga questo tuo modo caratteristico di velare le parole sempre con un'ironia occidentale, sei però rispettosa di ciò che è altro dal nostro mondo!
Ciau!

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