sabato 12 dicembre 2009
Carta patinata
giovedì 10 dicembre 2009
Reichstag
Il Reichstag, edificio neoclassico della fine del XIX secolo, era stato costruito per ospitare un parlamento a sovranità limitata e con un cancelliere designato direttamente dal kaiser, ma nel 1918 fu proprio da una delle sue finestre che venne dichiarata la nascita della Repubblica Tedesca, ed il Reichstag continuò ad ospitare un parlamento democratico fino alla sciagurata salita al potere del partito nazista.
Fu teatro di aspri combattimenti durante la seconda guerra mondiale e i buchi dei proiettili sono ancora ben visibili intorno ad alcune finestre, ed è sul suo tetto che venne issata la bandiera sovietica, simbolo della vittoria degli Alleati. Ridotto in rovina, per una ventina di anni venne adibito a museo fino a che nel 1990, il governo della Germania unita decise di riportarlo alla dignità di sede del parlamento tedesco. Il progetto di ristrutturazione fu affidato all'inglese Norman Foster, vera autentica stella dell'architettura mondiale e assolutamente consapevole di esserlo. Durante i lavori di ristrutturazione, nel 1995, il Reichstag fu anche oggetto di una famosissima performance da parte dei due coniugi impacchettatori Christo e sua moglie Jeanne Claude, scomparsa purtroppo una ventina di giorni fa, che imballarono l'edificio con la bellezza di centomilametriquadri di plastica grigia e gli annodarono una bella gala di nonsoquantichilometri di nastro blu grazie all'intervento di decine di alpinisti e freeclimbers per una spesa di svariati milioni di dollari.
Non sono in grado di fornire sull'operazione documenti autoprodotti e ho dovuto prendere a prestito qui un paio di foto, tanto per dare un'idea.
Nell'aprile 1999 finalmente il parlamento tedesco ne riprese il pieno possesso, e oggi è aperto al pubblico che accetta senza banfare code che possono anche rivelarsi interminabili pur di accedere alla lucente cupola di acciaio vetro e specchi da cui si gode un panorama semplicemente strepitoso.
Un ottimo espediente per dribblare le lunghe code può essere quello di prenotare un tavolo al Kafer Dachgarten, il ristorante sul tetto del Reichstag in cui gli ospiti vengono fatti entrare direttamente da un ingresso laterale.
Ambiente algido e raffinato, grandi vasi di orchidee, cucina regionale tedesca in versione gourmet e ottimi dolci. Decisamente il posto ideale per celebrare il proprio compleanno, ospiti dei figli.
mercoledì 9 dicembre 2009
La metropolitana di Berlino
Il primo ramo, inaugurato ai primi del novecento, andava da Potsdamer Platz a Stralauer Tor e, tranne la stazione di Potsdamer Platz, era tutta sopraelevata su viadotti in ferro che attraversavano il quartiere di Kreuzberg e che caratterizzano notevolmente ancora oggi il panorama urbano.

Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti l’avevano danneggiata a tal punto che nell’aprile 1945 si dovette chiuderla, anche se la parte sotterranea continuò ad essere utilizzata dai berlinesi come rifugio antiaereo.
Alla fine del 45 fu possibile riprenderne parzialmente il funzionamento e nel 1950 tutte le riparazioni furono finalmente portate a termine. Con la costruzione del muro sorse la necessità di separarla in due tronchi a servizio di Berlino Est e di Berlino Ovest, ma, come è facile intuire, non si trattava di una divisione semplice. Due linee sopra tutte le altre, la U6 e la U8,pur appartenendo al settore ovest, avevano un tracciato ad anello la cui parte centrale correva sotto Berlino Est. Era impossibile chiuderle ma anche impensabile mantenere la commistione tra i due settori, e si stabilì allora che le due linee continuassero a funzionare con la chiusura delle stazioni di Berlino Est, che diventarono stazioni fantasma. Tutti gli accessi vennero chiusi e presidiati da un ingentissimo numero di poliziotti, il pubblico veniva obbligato a scendere e i vagoni con il solo guidatore dovevano percorrere la tratta centrale alla massima velocità e sotto strettissimo controllo. A Berlino Est era rimasta la parte più ridotta di metropolitana e i trasporti urbani vennero integrati con linee di &tram, mentre la parte a servizio della zona ovest continuò negli anni ad essere ampliata.
Ogni settore funzionava separatamente e venivano stampate due mappe distinte:quella dell’est, in bianco e nero, riportava esclusivamente il settore est con una spessa linea nera ad indicare il CONFINE DI STATO, come se oltre quella linea ci fosse il deserto e non l’altra parte della stessa città. Nel luglio 1990 era ancora questa la mappa affissa alle stazioni di Berlino Est, e da una di quelle stazioni era possibile districarsi soltanto grazie all'aiuto di un berlinese est. Ma non era un problema, c'era tantissima gente sorridente che non aspettava altro che di poter dare indicazioni e fare quattro chiacchere con i turisti.
La mappa edita ad ovest invece era a colori e riportava in grigio anche il settore orientale. Pare però che ci fosse una dimenticanza: non si faceva cenno dell'unica linea parzialmente disponibile per chi da ovest doveva raggiungere il settore est.

E’ sconcertante e molto significativo pensare che furono sufficienti due soli giorni dopo la caduta del muro, perché le stazioni fantasma venissero riaperte e le comunicazioni potessero riprendere quasi dappertutto senza soluzione di continuità.



Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti l’avevano danneggiata a tal punto che nell’aprile 1945 si dovette chiuderla, anche se la parte sotterranea continuò ad essere utilizzata dai berlinesi come rifugio antiaereo.
Alla fine del 45 fu possibile riprenderne parzialmente il funzionamento e nel 1950 tutte le riparazioni furono finalmente portate a termine. Con la costruzione del muro sorse la necessità di separarla in due tronchi a servizio di Berlino Est e di Berlino Ovest, ma, come è facile intuire, non si trattava di una divisione semplice. Due linee sopra tutte le altre, la U6 e la U8,pur appartenendo al settore ovest, avevano un tracciato ad anello la cui parte centrale correva sotto Berlino Est. Era impossibile chiuderle ma anche impensabile mantenere la commistione tra i due settori, e si stabilì allora che le due linee continuassero a funzionare con la chiusura delle stazioni di Berlino Est, che diventarono stazioni fantasma. Tutti gli accessi vennero chiusi e presidiati da un ingentissimo numero di poliziotti, il pubblico veniva obbligato a scendere e i vagoni con il solo guidatore dovevano percorrere la tratta centrale alla massima velocità e sotto strettissimo controllo. A Berlino Est era rimasta la parte più ridotta di metropolitana e i trasporti urbani vennero integrati con linee di &tram, mentre la parte a servizio della zona ovest continuò negli anni ad essere ampliata.
Ogni settore funzionava separatamente e venivano stampate due mappe distinte:quella dell’est, in bianco e nero, riportava esclusivamente il settore est con una spessa linea nera ad indicare il CONFINE DI STATO, come se oltre quella linea ci fosse il deserto e non l’altra parte della stessa città. Nel luglio 1990 era ancora questa la mappa affissa alle stazioni di Berlino Est, e da una di quelle stazioni era possibile districarsi soltanto grazie all'aiuto di un berlinese est. Ma non era un problema, c'era tantissima gente sorridente che non aspettava altro che di poter dare indicazioni e fare quattro chiacchere con i turisti.
La mappa edita ad ovest invece era a colori e riportava in grigio anche il settore orientale. Pare però che ci fosse una dimenticanza: non si faceva cenno dell'unica linea parzialmente disponibile per chi da ovest doveva raggiungere il settore est.
E’ sconcertante e molto significativo pensare che furono sufficienti due soli giorni dopo la caduta del muro, perché le stazioni fantasma venissero riaperte e le comunicazioni potessero riprendere quasi dappertutto senza soluzione di continuità.
domenica 6 dicembre 2009
Un grazie a The City
Dopo aver letto in giro per il web di tanti scippi perpetrati rozzamente, mi sembra doveroso e mi fa' piacere ringraziare pubblicamente una mia nuova amica di blog che non soltanto mi ha chiesto il permesso di usare alcune mie foto per i suoi post, ma le ha anche commentate, e in maniera fin troppo lusinghiera.
Grazie Stefania, vale a dire the city di zen and the city.
E a conferma di una complicità che potrebbe continuare, queste sono le mie foto di Panna II, un ristorante indiano di cui anche lei ha parlato
giovedì 3 dicembre 2009
Claus Graf Schenk von Stauffenberg
A Tiergarten, una bella zona di Berlino ricca di verde e alberi lungo la Sprea che ospita il quartiere diplomatico, e precisamente nella Stauffenbergstrasse, si trova il Bendlerblock, un edificio grigio dall'aspetto lugubre che fu la sede della Wermacht. Ci lavorava come capo del personale il conte Claus Graf Schenk von Stauffenberg,
Non credo che siano rimasti in molti, fuori dalla Germania, ad avere una vaga idea di chi sia stato eppure, se le cose fossero andate appena un poco per il verso giusto, Stauffenberg sarebbe oggi ricordato come un eroe, infatti fu l'artefice del fallito attentato a Hitler del luglio 1944.
Aveva combattuto in Africa col grado di tenente colonnello fino a che nel marzo 1943 una mina antiuomo gli aveva fatto perdere una mano e un occhio. Non era mai stato un vero nazista, era entrato nell'esercito per lealtà verso la sua famiglia e continuò a rimanere nell'esercito per lealtà verso la patria, ma in una lettera alla moglie nella primavera del 43 confidava: Sento di dover fare qualcosa per la Germania. Il qualcosa da fare a quel punto della guerra non poteva essere altro che l'eliminazione fisica di Hitler, e Stauffenberg aderisce ad un gruppo di oppositori insieme ai quali organizza un attentato.
Nel luglio del 1944 pare arrivata l'occasione giusta, convocato per fare rapporto sui movimenti delle truppe, Stauffenberg porta con sè una valigetta in cui ha nascosto una bomba. Prima di entrare nella sala innesca il dispositivo, appoggia la valigetta ai piedi del fuhrer e, mentre altri ufficiali discutono, si allontana senza dare nell'occhio. Uno dei generali urta casualmente col piede la valigetta e la sposta dietro una gamba del tavolo. Dopo pochi minuti la bomba esplode violentemente, ma il supporto della gamba ha protetto Hitler che riporta solo poche escoriazioni. Da lì in poi si sommano errori ad errori, i congiurati rimasti a Berlino non vengono informati dell'esito dell'attentato e non ricevono ordini sul da farsi, e, cosa gravissima, nessuno interrompe le comunicazioni tra il quartier generale di Hitler e il resto del mondo permettendogli così di riprendere velocemente il controllo della situazione. Vengono effettuati i primi arresti e qualcuno dei cospiratori viene giustiziato in fretta e furia per evitare che parli. Il 21 luglio anche Stauffenberg viene fucilato nel cortile del Bendlerblock ma la vendetta non è ancora conclusa: verranno arrestati torturati e giustiziati anche amici e familiari dei congiurati e perfino molti poveracci colpevoli soltanto di portare lo stesso cognome degli attentatori. Si calcola che il fallimento dell'attentato sia costata la vita ad almeno cinquemila persone e tra questi anche il feldmaresciallo Rommel, a cui però grazie alla grande popolarità, fu lasciata la scelta se suicidarsi o affrontare un processo pubblico. Si suicidò e gli furono tributati solenni funerali di stato. Gli altri furono trattati con molta meno delicatezza: torturati e impiccati ad un gancio di macelleria, la loro agonia venne addirittura filmata per il divertimento del fuhrer.
Casualmente ho appena scoperto che sulla vicenda è stato fatto un film con Tom Cruise. Forse è un bel film ma più probabilmente temo che Hollywood abbia preso la storia come banale pretesto per i suoi megasuperiper effetti speciali.
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