sabato 12 dicembre 2009

Carta patinata



Ogni volta che parto sono  assolutamente conscia che è una enorme stupidaggine  caricare la valigia di ciarpame inutile che una volta a casa nessuno guarderà mai più, ma  poi mi basta  metter piede in un supermercato perché    le mie sensate decisioni si sgretolino di fronte ad un foglietto  colorato. Raccolgo di tutto: ricette che non mi servono, che conosco già benissimo o che   sono scritte in una lingua che  non riuscirò mai a decifrare,  cataloghi di merce di cui non ho bisogno e che mai comprerò, programmi di concerti già andati abbondantemente in scena da tempo, calendari di stagioni teatrali a cui è assolutamente escluso che io possa assistere. Raccolgo di tutto e  mi porto  a casa borsate pesantissime di carta inutile che poi  catalogo per categorie, una scatola per le ricette, una per le cartoline delle  mostre d'arte, una per i programmi di sala. Negli anni  ho messo su una discreta collezione.  Qualche giorno fa mi è ricapitata  per le mani e ho notato che  qualche opuscolo stava cominciando a subire le ingiurie del tempo.  Allora ho pensato che,  follia per follia, tanto valeva passare allo scanner i pezzi più pregiati.  Per farne cosa non saprei ma  chissenefrega, ho cominciato, e ho  capito che sarà un lavoro lungo

























































giovedì 10 dicembre 2009

Reichstag



Il Reichstag, edificio neoclassico della fine del XIX secolo, era stato  costruito per ospitare un parlamento  a sovranità limitata e con un  cancelliere designato direttamente dal  kaiser, ma nel 1918 fu proprio da una delle sue finestre che venne dichiarata la nascita della Repubblica Tedesca, ed il Reichstag  continuò ad ospitare un  parlamento democratico  fino alla sciagurata salita  al potere del partito nazista.

Fu teatro di aspri combattimenti durante la seconda guerra mondiale e i buchi dei proiettili sono ancora ben visibili intorno ad alcune  finestre, ed è sul suo tetto che venne issata  la  bandiera sovietica,   simbolo della vittoria degli Alleati. Ridotto in rovina, per una ventina di anni venne  adibito a museo fino a che  nel 1990, il governo della Germania unita decise di riportarlo alla dignità di sede del parlamento tedesco. Il progetto di ristrutturazione fu affidato all'inglese  Norman Foster,  vera autentica stella dell'architettura mondiale e   assolutamente consapevole di esserlo. Durante i lavori di ristrutturazione, nel 1995, il Reichstag  fu anche oggetto di una famosissima performance da parte dei  due coniugi impacchettatori    Christo e sua moglie Jeanne Claude, scomparsa  purtroppo una ventina di giorni fa, che imballarono l'edificio con la bellezza di centomilametriquadri di plastica grigia e gli annodarono una bella gala di nonsoquantichilometri di nastro blu grazie all'intervento di decine di alpinisti e freeclimbers per una spesa  di svariati  milioni  di dollari.
Non sono in grado di fornire sull'operazione documenti autoprodotti  e ho dovuto prendere  a prestito  qui un paio di foto, tanto per dare un'idea.

 Nell'aprile  1999 finalmente il parlamento tedesco ne riprese il pieno possesso, e oggi è aperto al   pubblico che accetta senza banfare code che possono anche rivelarsi  interminabili pur di accedere alla lucente cupola di acciaio  vetro e specchi da cui si gode un  panorama  semplicemente strepitoso.



















Un ottimo espediente  per  dribblare le lunghe code può essere quello di prenotare un tavolo al Kafer Dachgarten, il ristorante sul tetto del Reichstag in cui  gli ospiti vengono fatti entrare direttamente da un ingresso laterale.   




Ambiente algido e raffinato, grandi vasi di orchidee,  cucina regionale tedesca in versione gourmet e ottimi dolci. Decisamente il posto ideale per celebrare il proprio compleanno, ospiti dei figli.




mercoledì 9 dicembre 2009

La metropolitana di Berlino

Il primo ramo, inaugurato ai primi del novecento, andava da Potsdamer Platz a Stralauer Tor e, tranne la stazione di Potsdamer Platz, era tutta sopraelevata su viadotti in ferro che attraversavano il quartiere di Kreuzberg e che caratterizzano notevolmente ancora oggi il panorama urbano.


Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti l’avevano danneggiata a tal punto che nell’aprile 1945 si dovette chiuderla, anche se la parte sotterranea continuò ad essere utilizzata dai berlinesi come rifugio antiaereo.
Alla fine del 45 fu possibile riprenderne parzialmente il funzionamento e nel 1950 tutte le riparazioni furono finalmente portate a termine. Con la costruzione del muro sorse la necessità di separarla in due tronchi a servizio di Berlino Est e di Berlino Ovest, ma, come è facile intuire, non si trattava di una divisione semplice. Due linee sopra tutte le altre, la U6 e la U8,pur appartenendo al settore ovest, avevano un tracciato ad anello la cui parte centrale correva sotto Berlino Est. Era impossibile chiuderle ma anche impensabile mantenere la commistione tra i due settori, e si stabilì allora che le due linee continuassero a funzionare con la chiusura delle stazioni di Berlino Est, che diventarono stazioni fantasma. Tutti gli accessi vennero chiusi e presidiati da un ingentissimo numero di poliziotti, il pubblico veniva obbligato a scendere e i vagoni con il solo guidatore dovevano percorrere la tratta centrale alla massima velocità e sotto strettissimo controllo. A Berlino Est era rimasta la parte più ridotta di metropolitana e i trasporti urbani vennero integrati con linee di &tram, mentre la parte a servizio della zona ovest continuò negli anni ad essere ampliata.
Ogni settore funzionava separatamente e venivano stampate due mappe distinte:quella dell’est, in bianco e nero, riportava esclusivamente il settore est con una spessa linea nera ad indicare il CONFINE DI STATO, come se oltre quella linea ci fosse il deserto e non l’altra parte della stessa città. Nel luglio 1990 era ancora questa la mappa affissa alle stazioni di Berlino Est, e da una di quelle stazioni era possibile districarsi soltanto grazie all'aiuto di un berlinese est. Ma non era un problema, c'era tantissima gente sorridente che non aspettava altro che di poter dare indicazioni e fare quattro chiacchere con i turisti.
La mappa edita ad ovest invece era a colori e riportava in grigio anche il settore orientale. Pare però che ci fosse una dimenticanza: non si faceva cenno dell'unica linea parzialmente disponibile per chi da ovest doveva raggiungere il settore est.



E’ sconcertante e molto significativo pensare che furono sufficienti due soli giorni dopo la caduta del muro, perché le stazioni fantasma venissero riaperte e le comunicazioni potessero riprendere quasi dappertutto senza soluzione di continuità.





domenica 6 dicembre 2009

Un grazie a The City

















Dopo aver letto in giro per il web di tanti scippi perpetrati rozzamente, mi sembra doveroso e mi fa' piacere  ringraziare pubblicamente una mia nuova  amica di blog che non soltanto mi ha chiesto il permesso  di usare alcune mie foto per i suoi post, ma le ha anche commentate, e  in maniera fin troppo  lusinghiera.
Grazie  Stefania, vale a dire  the city  di zen and the city.



















E a conferma di una  complicità che  potrebbe continuare, queste sono le mie  foto di   Panna II, un ristorante indiano  di cui anche lei ha parlato


giovedì 3 dicembre 2009

Claus Graf Schenk von Stauffenberg

















A  Tiergarten, una bella zona di Berlino ricca di verde e alberi  lungo la Sprea che ospita il  quartiere diplomatico,  e precisamente nella  Stauffenbergstrasse, si trova il Bendlerblock, un edificio grigio dall'aspetto lugubre che fu  la sede della Wermacht. Ci lavorava come capo del personale il conte  Claus Graf Schenk von Stauffenberg,


















Non credo che siano rimasti in molti, fuori dalla Germania, ad avere una vaga idea di chi sia stato eppure, se le cose fossero andate appena un poco per il verso giusto, Stauffenberg sarebbe oggi ricordato come un eroe,  infatti fu   l'artefice del fallito attentato a Hitler del luglio 1944.
Aveva combattuto in Africa col grado di tenente colonnello fino a che nel marzo 1943  una mina antiuomo gli aveva fatto perdere una mano  e un occhio. Non era mai stato  un vero  nazista, era entrato nell'esercito per lealtà verso la sua  famiglia e continuò a rimanere nell'esercito per  lealtà verso la patria, ma in una lettera alla moglie nella primavera del 43 confidava: Sento di dover fare qualcosa per la Germania. Il  qualcosa da fare  a quel punto della guerra  non poteva essere altro che  l'eliminazione fisica di Hitler, e Stauffenberg aderisce ad un gruppo di oppositori insieme ai quali organizza un attentato.
Nel luglio del 1944 pare arrivata l'occasione giusta, convocato per fare rapporto sui movimenti delle truppe, Stauffenberg porta con sè una valigetta in cui ha nascosto una bomba. Prima di entrare nella sala innesca il dispositivo, appoggia la valigetta ai piedi del fuhrer e, mentre altri ufficiali  discutono,  si allontana senza dare nell'occhio. Uno dei generali  urta casualmente col piede la valigetta e la sposta dietro una gamba del tavolo. Dopo pochi minuti la bomba esplode violentemente,  ma il supporto della gamba ha protetto Hitler che riporta solo poche escoriazioni.  Da lì in poi si sommano errori ad errori, i congiurati rimasti a Berlino non vengono informati  dell'esito dell'attentato e non ricevono ordini sul da farsi, e, cosa gravissima, nessuno interrompe   le comunicazioni tra il quartier generale di Hitler e il resto del mondo permettendogli così di riprendere velocemente  il controllo della situazione.  Vengono effettuati i primi arresti e qualcuno dei cospiratori viene giustiziato in fretta e furia per evitare che parli. Il 21 luglio anche  Stauffenberg viene fucilato nel cortile del Bendlerblock ma la vendetta  non è ancora conclusa: verranno arrestati torturati e giustiziati anche amici e  familiari dei congiurati e perfino molti poveracci  colpevoli soltanto di portare lo stesso cognome degli attentatori. Si calcola che il fallimento dell'attentato sia costata la vita ad almeno cinquemila persone  e tra questi anche il feldmaresciallo Rommel, a cui però grazie alla grande popolarità,   fu lasciata  la scelta se suicidarsi o affrontare un processo pubblico. Si suicidò e gli furono tributati solenni funerali di stato. Gli altri furono trattati con molta meno delicatezza:  torturati e impiccati  ad un gancio di macelleria, la loro agonia venne addirittura filmata per il divertimento del fuhrer.














Casualmente ho appena scoperto che sulla vicenda è stato fatto un film con Tom Cruise. Forse  è  un bel film ma più probabilmente temo che  Hollywood  abbia  preso la  storia come  banale pretesto per i suoi megasuperiper  effetti speciali.








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