lunedì 2 dicembre 2013

Gatti di Marrakech












Maometto aveva una gatta di nome Muezza.  Un giorno Muezza  si addormenta, e naturalmente, come ogni gatto degno di questo nome, si piazza proprio nel punto meno adatto, nella fattispecie: sopra la  veste di Maometto. Viene l'ora della preghiera e Maometto non ha il coraggio di  disturbare la micia, ma d'altra parte deve assolutamente andare alla moschea,  allora prende un coltello e taglia il lembo della veste su cui la gatta sta dormendo placida.
La preghiera finisce,  Maometto ritorna a casa e la gatta  gli va incontro facendogli un sacco di fusa e, secondo la leggenda, gli si inchina addirittura davanti. Allora il profeta, immagino sbalordito nel vedere un gatto manifestare riconoscenza,  accarezza la micia  per tre volte sul dorso lasciandole  le striature  inconfondibili che caratterizzeranno da allora in poi quel tipo di mantello che oggi chiamiamo tabby.
C'è anche un'altra leggenda su  Maometto e la gatta Muezza: un serpente velenoso si era intrufolato nella manica della sua veste e allora il profeta,  per liberarsi dello scomodo ospite senza usare violenza e soprattutto senza lasciarci le penne, chiede aiuto alla micia. Dice poi al serpente: per piacere amico, vieni fuori a parlare con la mia gatta; il serpente incuriosito mette la testa fuori dalla manica e la gatta zacchete lo cattura in quattro e quattr'otto. Maometto allora, in segno di eterna gratitudine,  dona a Muezza e a tutti i suoi futuri discendenti la possibilità di avere nove vite,  la capacità di atterrare sempre, da qualsiasi altezza. sulle quattro zampe  e, last but not least,  un posto in paradiso. 
Per questo gli  arabi amano molto i gatti, li nutrono e li rispettano a tal punto che i felini  sono gli unici animali liberi di gironzolare perfino  nelle moschee.

7 commenti:

Nela San ha detto...

Conoscevo le storie che hai scritto sulla gatta di Maometto e sapevo che anche si dice che se hai ucciso un gatto, devi costruire una moschea. Da cui una famosa foto del primo Ministro turco insieme ad Obama che ne accarezzano uno dentro S. Sofia. Nella fattispecie trattava si di un gatto tipico di quella paese, il Bascat, manto bianco , un occhio verde e uno blu.

Fratelli Caponi ha detto...

incantata da foto e lettura e felice di poter nuovamente commentare!

Dede Leoncedis ha detto...

Nela San, non sapevo della foto di Obama con il gatto, ora me la vado a cercare di corsa
Fratella bentornata!

Lunablu ha detto...

Non conoscevo queste belle storie, grazie per averle raccontate:-)

isolina ha detto...

Bellissima sroria, che non conoscevo. Si allaccia iin Qualche modo ad un'altra sentita in Sri Lankasui piccoli chipmonks.
Uno degli dei voleva costruire un ponte tra lo SL e l'INdia per andare a salvare non so quale principessa-dea. Tutti volevano aiutarlo,compresa la bestiolina che pensò di trasportare sabbia per il ponte tra la sua pelliccia. Per riconoscenza alla fina una carezzza che lasciò le striature...

gracie1961 ha detto...

E come dare torto a Maometto? sono bellissimi....

Nela San ha detto...

http://gialli-e-geografie.blogspot.it/2010/10/dizionario-viatorio-istanbul-2a-parte.html

lo trovi qui. Bye

LinkWithin

Related Posts Widget for Blogs by LinkWithin