mercoledì 18 ottobre 2017

Saint Louis - prima puntata


Nel 1659 su una piccola isola alla confluenza tra il fiume Senegal e l'oceano Atlantico


che i nativi in lingua wolof chiamano Ndar, alcuni colonizzatori francesi, per controllare il commercio sul fiume (principalmente si tratta di commercio degli schiavi) realizzano un piccolo forte, la prima colonia permanente sul territorio senegalese.


Le danno il nome di Saint Louis in onore di Luigi XIV. Un secolo dopo, intorno al 1750, intorno a questo primo insediamento si è già costituita una piccola città di circa tremila abitanti. Il commercio della gomma arabica cresce attirando molti lavoratori e  società commerciali di Marsiglia e Bordeaux aprono filiali a St. Louis, che nel 1838 conta quasi 12 000 abitanti Il traffico marittimo e fluviale sta prendendo sempre maggiore importanza e le banchine naturali sulle sponde dell'isola vengono rinforzate per dare riparo alle imbarcazioni e proteggere la terraferma dalle inondazioni. Nascono i primi magazzini in legno che successivamente diventeranno edifici in muratura. Ancora oggi, allineati uno dopo l'altro sulle banchine settentrionali, rimangono a testimoniare una passata prosperità. Ed è ancora in piedi una gru da 20 tonnellate con motore a vapore, uno dei pochi motori simili  ancora esistenti. 


























L'età dell'oro della città è nell'ultimo quarto del XIX secolo, quando diventa sede sede del Consiglio Generale della colonia, e poi capitale dell'Africa Occidentale Francese che riunisce Senegal, Sudan, Guinea e la Costa d'Avorio. La ferrovia da Dakar a Saint-Louis arriva nel 1885 e segna l'apogeo commerciale della città.

 La città vecchia è scandita da stradine strette e ben allineate


che la dividono in due quartieri: cristiani a sud e musulmani a nord. indigeni e schiavi si stabiliscono alle estremità dell'isola. Le case sono quasi tutte a due piani e sono costruite in muratura; al piano terra grandi stanze utilizzate come negozi si aprono sulla strada attraverso porte in legno.














Un cortile centrale garantisce  l'illuminazione naturale e la circolazione dell'aria in tutti i locali.












Al piano superiore, con ampi balconi dalle balaustre in ferro battuto,













ci sono gli appartamenti della famiglia e le camere in cui dorme la servitù.



Più lontane dal centro città,  lungo un bel viale alberato che sembra piacere parecchio a caprette e montoni ma anche agli  umani in cerca di ombra


le case diventano più  basse e  molto piccole, con  un tetto a due falde in tegole rosse e la porta in legno.   

Per la preghiera del venerdì gli uomini si assiepano intorno alla Grande Mosquée, che è costruita in stile magrebino ma è corredata da un campanile con tanto di campana. Una stranezza che la rende unica e che nessuno è in grado di spiegare.








Oltre all'unica  moschea al mondo con  campanile, Saint Louis vanta anche il primato di possedere una cattedrale (il termine è appena un pochino esagerato, in realtà sembra piuttosto una chiesetta senza troppe pretese)  che è stata la prima chiesa consacrata dell'Africa Occidentale. 
















(continua)












2 commenti:

Nela San ha detto...

Quelle case sono meravigliose, ma ancor di più la moschea con la campana. Dovrebbe essere assunta a simbolo di civile convivenza!

Dede Leoncedis ha detto...

davvero! In realtà tutto il Senegal mi è sembrato un paese molto tollerante in cui c'è posto per tutte le confessioni. Mia figlia mi dice che infatti i senegalesi festeggiano tutte le festività di tutte le religioni

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