domenica 9 agosto 2015

Otto anni di blog

Oggi Varie ed Eventuali compie otto anni.
Non avrei mai immaginato che una cosa nata per gioco e  senza avere bene  in mente cosa ne sarebbe potuto venir fuori potesse durare così tanto. 
Ultimamente  l'ho molto trascurato, povero blog, per questo oggi che è il suo compleanno voglio festeggiarlo riproponendo il  primo vero post pubblicato in  quel lontano 

giovedi 9 agosto 2007
Quando ero bambina andavamo in vacanza in campeggio. Una tenda prestata da chissà chi, senza pavimento. Piantata direttamente sulla sabbia che, dentro, invadeva ogni cosa: sacchi a pelo, vestiti pentole, tutto crocchiava ed era come avere una grattugia perennemente incollata addosso. Credo fossimo gli unici italiani ad andare in campeggio in quei primi anni 50, la gente ci parlava sempre in tedesco. Ci muovevamo con una vecchia Topolino, e a me sembrava una enorme sciccheria. Poi mia nonna, che viveva con noi, diventò troppo anziana per quella vita, e per qualche anno ci fu Alassio. Affittavamo un alloggio vicino alla spiaggia, la sera si passeggiava nel budello, il gelato ai tavolini di un caffè concerto, sempre lo stesso, chissà come si chiamava. magari esiste ancora. Vacanze rilassanti, certamente, ma anche molto noiose. Dopo la morte di mia nonna cominciò una stagione vacanziera tutta nuova: nella nostra vita entrò il VIAGGIO. Comprammo una tenda nuova di zecca, una canadese con tanto di catino e sopratenda, brandine smontabili, pentole e fornelletto, e via. Destinazione Olanda. 1961, avevo quattordici anni. Che gli altri continuassero pure ad andare ad Alassio, noi andavamo incontro all’avventura! Detto così farà anche ridere, ma a quei tempi non era abituale che una famiglia con due figlie, di cui una ancora bambinetta, partisse senza sapere dove avrebbe dormito la sera, cosa avrebbe mangiato. Si sussurrava che i tedeschi mangiassero spaghetti con la marmellata e chissà quali altre schifezze, chi ha già visto, con una bambina che non va ancora a scuola, povra cita! e poi la lingua, come avremmo fatto con la lingua! Mica lo parlavamo noi l’olandese. Sciagurati, ecco cosa erano i miei genitori, degli sciagurati. Ci sarebbe senz’altro capitato qualche guaio, e ce lo saremmo meritato. Prima tappa Innsbruck. Cena a base di pane nero, salame e cetrioli sottaceto. A me non sono mai andati giù i cetrioli sottaceto, ma quelli furono deliziosi, mai avevo mangiato una leccornia del genere. Quando torno mi faccio una scorpacciata di cetrioli. Anzi, me li mangio tutti i giorni, a pranzo e a cena. Guarda tu se dovevo arrivare in Austria per scoprire quanto mi piacciono i cetrioli.
In Germania fu la volta del wurstel. Io conoscevo quelli italiani: una decina di dita di plastica arancione confezionate dentro sacchetti trasparenti, li mettevamo a bollire e li mangiavamo con la purea di patate. Rapidi da preparare, rapidi e insipidi. Questi invece erano dei bei salsicciotti grossi, e li vendevano sfusi, anche per la strada. Ti facevano il panino, e dentro ci mettevano senape e rubra. Senape e rubra INSIEME. Una goduria. Quando torno, mi mangio wurstel a pranzo e a cena. Cetrioli e wurstel, sissignore. Intanto, tra wuster e cetrioli  visitavamo le città: Monaco, Francoforte, Colonia. E poi Amsterdam, Rotterdam, Utrecht. Città molto diverse, diverse tra loro e diversissime da tutto quello che avevo conosciuto fino ad allora. L’Olanda soprattutto mi conquistò: casettine piccine piccine di mattoni, con enormi finestroni. Nessuna tenda, nessuna recinzione a proteggere l’intimità della gente, si poteva perfino vedere cosa avevano nel piatto. Davanti alla porta delle case, grandi sfilze di zoccoloni di legno. Non erano solo un souvenir, la gente li adoperava davvero! E poi biciclette, tantissime biciclette, per andare a spasso lungo i canali con quella bella arietta frizzante mentre a casa nostra si boccheggiava per l’afa. E i ponti levatoi, come i ponticelli dei castelli medievali, né più né meno, ma enormi e modernissimi, permettevano il passaggio di grandi navi, che poi continuavano la loro strada attraverso i mille canali, e dalla strada sembrava che navigassero nei prati.
Ci sono tornata altre volte, in Olanda. Almeno altre cinque o sei. Appena sposati perchè Franco non la conosceva ancora, e ci portammo anche Tobia.
















E poi con i nostri vicini di casa, e con le bambine quando erano ancora piccole, e per un compleanno ci regalammo un week end ad Amsterdam insieme ai  nostri più cari amici. Quella volta dormimmo nell’hotel in cui Rembrandt aveva dipinto La Ronda di Notte, pensa un po’.
Domani ci torniamo per l’ennesima volta. Stavolta con Teresa.

6 commenti:

Nela San ha detto...

Otto anni di blog sono da festeggiare, perbacco! Anzi: per Bacco e per Blog (questo) brindo con uno spritz! Auguri, Dede e grazia a questo blog ho potuto conoscerti e ne sono molto felice.

Dede Leoncedis ha detto...

e sono felice anch'io di averti conosciuta, Nela San. P.S. Ricorda che hai preso un impegno e devi onorarlo

Gracie ha detto...

Beh auguri....sono molto contenta che tu otto anni fa abbia cominciato a scrivere il tuo blog altrimenti mi sarei persa una delle letture più piacevoli mai scovate sul web! Brindo a tante nuove letture.

Dede Leoncedis ha detto...

Grazie cara Grace, anche con te c'è in sospeso un appuntamento a Torino, ricordi?

giacy.nta ha detto...

Che bello il tuo primo racconto di viaggio! Il primo di tanti straordinari post!:)

Dede Leoncedis ha detto...

Grazie Giacy.nta, in realtà dire che sono straordinari è un po' esagerato, diciamo che sono appunti che mi piace condividere.

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