giovedì 4 luglio 2013

La triste storia di Elena Matilde Provana





Palazzo Barolo,


 in via Corte d'Appello angolo via delle Orfane,  

fu fatto costruire intorno al 1670 dal conte Amedeo Provana. Una decina di anni dopo la proprietà passa a Ottavio Provana, signore di Druento e persona estremamente difficile, ricchissimo ed enormemente avaro, con un  pessimo carattere e  una unica figlia, Elena Matilde, 



che all'età di sedici anni va in sposa a Gerolamo Falletti di Barolo.


Al ricevimento di nozze  partecipano la famiglia reale al completo e tutta la nobiltà torinese, e   malauguratamente troppi  invitati si ammucchiano  sullo scalone d'onore, il quale  crolla portandosi dietro un bel po' di gente. Nel fuggi fuggi generale spariscono alcuni gioielli, tra cui la collana che Anna d'Orleans aveva messo al collo della sposina. Brutto auspicio:  la gente capisce  subito che, nonostante i due si amino davvero tanto,  il matrimonio è nato male.
La coppia si stabilisce nel palazzo ma  la convivenza con un tipino come Monsù Druent non è facile anche perchè, va detto, il paparino non ha nessuna intenzione di rispettare  gli accordi sulla dote della figlia, nonostante li abbia  ufficialmente firmati. E così dopo quattro anni di litigi e incomprensioni,  Gerolamo torna a vivere nella casa paterna. Elena Matilde lo seguirebbe più che volentieri, ma il padre per ripicca  glielo proibisce e dopo due tentativi di fuga  falliti la poverina viene imprigionata e guardata a vista nei suoi appartamenti. Passa un anno e mezzo tra lacrime e suppliche, ma non c'è nulla che possa ammorbidire la posizione del terribile padre e così il 24 gennaio 1700 durante una fitta  nevicata, Elena Matilde  in camicia da notte si getta dalla finestra. La neve attutisce il colpo, ma l'unico effetto è quello di   allungare l'agonia della triste e sfortunata ragazza.
Monsù Druent allora capisce, si pente, paga al genero il resto della dote, e se ne va finalmente  ad abitare da un'altra parte mentre  Elena Matilde, scarmigliata e con la camicia da notte macchiata di sangue  continuerà per anni  ad aggirarsi di notte per i saloni. 
Nel frattempo i suoi tre figli maschi sono cresciuti, si sono sposati ed hanno avuto figli e Tancredi, nipote della sfortunata Matilde, sposerà Giulietta Colbert, anzi: Giulia Vitturnia Francesca Colbert, marchesa di Barolo
bellezza illuminata da una intelligenza brillante e  un'indole magnanima e imperiosa.




Giulia riceve intellettuali e politici, Cavour è suo ospite abituale, e  Balzac e Lamartine si recano  in visita  da lei quando passano per Torino. 
Donna molto sensibile e generosa, fonda numerose opere assistenziali  un Ricovero per le donne traviate un Rifugio per le donne pentite  e un orfanotrofio delle Giuliette. Nelle sue scuole  per l'istruzione delle ragazze povere e  abbandonate  insegnerà anche Silvio Pellico, accolto  in qualità di bibliotecario  dopo gli anni terribili dello  Spielberg, e che a Palazzo Barolo morirà nel 1854.


Giulia fa' anche costruire,  per  donarla al quartiere Vanchiglia, la Chiesa di santa Giulia, dove nel 1864 verrà seppellita.
Confida al suo diario di aver incontrato più volte il fantasma triste della sua antenata, e di aver ricevuto da lei ispirazione ed approvazione  per le sue  tante opere di carità. E chi lo sa, può anche darsi che questa sia la verità, e che la generosità di Giulia,  pareggiando  i conti con l'avarizia di Monsù Druent, abbia  permesso  finalmente ad  Elena Matilde di riposare in pace.  Quello che è certo è che il fantasma, dopo la morte di Giulia, non è più apparso.

4 commenti:

Grazia ha detto...

Anche i fantasmi, anzi soprattutto i fantasmi, hanno un cuore!

Dede Leoncedis ha detto...

proprio vero Grazia, i fantasmi hanno quel cuore che i padri avari e dispotici non posseggono

gracie1961 ha detto...

Ma che bella storia! Sì lo sò è triste, ma è affascinanate. Ne succedevano tante di cose così un tempo....ma forse ancha adesso le persone vengono lasciate indietro a vantaggio di affari e cupidigia...
Tieni duro Dede, mi sa che a settembre ce la faccio a fare una capatina a Torino!

MJ FALCÃO ha detto...

Molto interessante la storia! povera Matilde, la sacrificata...
Immagino la bella fantasmina che sparisce nella nebbia delle notti!
Bacione

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