lunedì 3 marzo 2008

Cip e Ciop e i faraoni

Io sono affetta dalla sindrome di Cip e Ciop. Per sentirmi a posto e in pace con la coscienza devo avere una scorta di cibo sufficiente a sfamare un reggimento, è sempre stato così, dal primo giorno della mia carriera di massaia. Tutto ciò che è umanamente immaginabile in ambito commestibile io devo averlo in dispensa, e in quantità da fare invidia ad una caserma.

Ho anche una cara amica, donna di grande saggezza, la quale sostiene che, dal momento che nelle piramidi sono stati ritrovati residui di miele e altri alimenti organoletticamente integri e perfettamente conservati dopo più di quattromila anni, non si capisce perchè buttare via una busta di budino solo perchè è scaduta da qualche mese.

Avendo a che fare sovente, per le premesse di cui sopra, con quantità indescrivibili di cibo prossimo alla scadenza, sono totalmente e assolutamente d'accordo con la mia amica, e per un lungo periodo in famiglia abbiamo tenuto in grande considerazione la "cena dei faraoni", in cui venivano serviti con tutta l'ufficialità e la dignità che l'occasione richiedeva i reperti casualmente riemersi dalla dispensa. Se qualcuno si domanda se il menu abbia mai contemplato ricotta d'antiquariato risponderò di no, ma confermo che traboccava di deliziose squisitezze e conserve preziose; quelle che, appena ricevute in dono, nessuno osa consumare, e così vengono sistemate con riverenza in dispensa ed immediatamente rimosse dalla memoria, per poi tornare prepotentemente alla ribalta qualche mese dopo la data fatidica "consumare preferibilmente prima del ...."

Per capirci: tutte cibarie a lunga conservazione, solo che per la cena dei faraoni la conservazione era un tantino più lunga del dovuto, ecco tutto.

L'altra mattina finalmente ho rifatto dopo un sacco di tempo l'inventario in dispensa, ben sapendo che avrei operato qualche ritrovamento degno di nota. Non immaginavo però che sarebbe stato così tanto degno di nota: una scatola intera, completamente sigillata, di cui si era perso ogni ricordo. Mi domando perchè mai infrattarla con tanta cura, dato che non ho mai inteso pilotare il mercato delle granaglie come ha fatto ad esempio la Cina nei riguardi del ferro.

A tutta prima devo ammettere di aver accarezzato la tentazione di rinverdire gli antichi fasti e mettere nuovamente in piedi una cena lucullianamente faraonica, oltre che archeologicamente rilevante, poi ho aperto le lasagne. Tutte graziosamente smerlettate da una mandria di bacherozzi infiltratisi senza autorizzazione. La Dolce Neve Cameo (chissà perchè caspita mi sarà venuto in mente di comperarla) invece sembrava perfettamente integra, stavo pensando a come utilizzarla quando l'occhio mi è caduto sugli ingredienti: grassi idrogenati, emulsionanti e compagnia bella, e allora ha prevalso l'istinto di conservazione e ho capito che era il caso di soprassedere.

Mentre tutta quella polverina bianca ruscellava nel lavandino sognavo almeno una irruzione dei Miami Vice (suggestioni post viaggio in Florida), ma evidentemente la soffiata non è arrivata, a Givoletto non è venuta nessuna squadra speciale antidroga e Cheope è rimasto a digiuno.










13 commenti:

francesca ha detto...

DEVO andare in cantina, di sicuro avrò decine di simili reperti, che dici, apriamo un museo???

dede ha detto...

al museo non avevo ancora pensato, è un'idea!

nonna ivana ha detto...

Dede,

non solo caccavelle dalle mie parti...la cantina è stracolma di derrate, meglio che non fotografi, perché mi vien male...poi abbiamo il freezer a pozzo, un'altro frigo obsoleto, che poi funziona meglio di quelli nuovi, poi base e pensili di cucine anni Sessanta, tipi di pasta a non finire, vasetti, bottigliette, scatolette...e la pressante bisogna di fare la cernita sulle date di scadenza...mammamia...qui hai aperto il "vaso di pandora"!!!
buona giornata!

marinella ha detto...

Ha Ha Ha! Dede mi hai fatto troppo ridere, sopratutto perchè a casa mia è lo stesso, ho il tuo stesso difetto, sarà genetica? Mio padre ha fatto la fame durante la guerra e non viveva senza scorte, a mia mamma non è successo, ma vivendo con mio padre la farina, lo zucchero e l'olio si compravano a dozzina, come le uova.
Pensa che appena sposata sono andata a fare la prima spesa e ho comprato una cofezione da 24 di lattine di concentrato di pomodoro, naturalmente ne ho usate un paio e ho poi deciso che mi piacevano di più i pelati, le lattine sono rimaste in dispenza per anni. Adesso non ci sono più, ma siamo sposati da 27 anni.
In compenso la mia dispensa trabocca di ogni genere di ingredienti e di spezie, appena vedo un ingrediente che mi manca, deve essere mio.
Su tutto ciò, facciamo parte di un gruppo di acquisto e una serie di cose le compriamo a cassette o a pacchi da 5 kg.... ti lascio immaginare.
Per finire questo romanzo, leggendo gli ingredienti della pasta dececco, ho capito perchè sono allergica, non esiste più la pasta fatta solo con acqua e farina, magari con le uova, ma nient'atro. Io la compro appunto con il gruppo di acquisto (n confezioni da 5 kg) bio ed è buonissima.
Devo instaurare anch'io la cena dei faraoni, mi sembra un'ottima idea. A proposito le date di scadenza sono obbligati a metterle, ma sono del tutto aleatorie, anche lo yogurt è commestibile dopo la data di scadenza, al massimo i fermenti creano un pochino più di siero, ma basta svuotarlo. (ho lavorato in danone) Ciao e scusa il romanzo, baci

dede ha detto...

Ivana e Marinella, non sapete quale conforto mi date.

cristy ha detto...

Quando vivevo con mia mamma, avevamo uno stanzino con soffitto alto, e al muro c'era uno scaffale in legno altissimo stracolmo e ripeto stracolmo di ogni genere alimentare, scatolame di ogni tipo, pasta a non finire, zucchero a gogo'e mille altre cose! C'era persino la scala per salire fino all'ultimo ripiano!Non ti parlo poi delle scadenze che erano veramente da Faraoni!
Adesso che sono sposata,ho mio marito che invece controlla rigorosamente tutte le scadenze e prima di decidere cosa mangiare,guarda quello che scade prima! Ti diro' sinceramente che lo stanzino di prima....mi manca!!!
P.S: l'altro giorno pero' ho trovato una scatola di pizzoccheri che scadeva Settembre 2006 ih ih ih gli e' sfuggita chissa' quando ricapitera'. Ciao Cristy

Esther ha detto...

Più di tutto, ma proprio più di tutto, mi ha lasciato secca, non le poche derrate scadute, neppure io mi faccio problemi di scadenza, ripeto, mi ha lasciato secca e ammirata la quantità di vasetti artigianali che hai in dispensa.
Batto le mani.

marinella ha detto...

Dede, mi sono ispirata a te e ho instaurato il rito della cena dei faraoni da questa sera! Ho iniziato l'operazione svuotamento frigo con una pentolata di trippa dei faraoni, ci ho messo dentro di tutto, ma ha l'aria buono, e ho annunciato alla comitiva il menù della serata, non si è spaventato nessuno. Baci

dede ha detto...

evvvvvai Marinella!!
Esther, devi sapere che i faraoni hanno un notevole appetito

dede ha detto...

Cristy, tuo marito va solo un po' coltivato ma non disperare, tra qualche anno non batterà più ciglio. parlo per esperienza

papavero di campo ha detto...

un post sincero su una mania più collettiva di quanto si pensi e si voglia ammettere infatti vedo che ha scatenato dell'autocoscienza..


ps: foto deliziose!

la belle auberge ha detto...

Ciao, Dede!
per un momento ho provato un tuffo al cuore: "la miscela 9 torte PANDEA!-mi sono detta-come è possibile? la prima volta che l'ho usata portavo ancora i gambaletti!". Vuoi vedere che la Dede conserva le mummie in cantina per davvero? Invece scopro che trattasi di miscela Cameo :(
Volevo ben dire...
Tra le altre cose, con la Pandea facevo delle torte salate con una crosta così buona che non sono mai riuscita a replicare, senza quel tipo di miscela.
Mi consolo perché vedo che la sindrome da accumulo è ben distribuita sull'intero territorio nazionale.
eu

dede ha detto...

Eu, la Pandea non ce l'ho ma le mummie certamente si. E non ho mica detto di aver fatto piazza pulita, ho buttato via solo lasagne e dolce neve. il resto è ancora tutto saldamente al suo posto

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