venerdì 2 marzo 2012

Parigi - La numerazione delle strade


Intorno al 1790 Parigi è cresciuta a dismisura, sia come  superficie che come numero di abitanti ed orientarsi nel dedalo di strade diventa sempre più difficile.
Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos   presenta sul Journal de Paris  il suo  sistema di numerazione delle strade, perché

Mi sembra, non senza utilità, di fornire a tutti gli abitanti di questa città immensa un modo di percorrerla e di orientarsi, in modo che tutti possano essere sicuri di arrivare dove decidono. 

Effettivamente non si può negare che fosse  una gran buona idea, che d'altra parte aveva già avuto,   una decina di anni prima, un tedesco di nome  Martin Kreefelt, che  aveva intrapreso interamente a sue spese una numerazione sistematica delle strade: 

Feci mettere il primo numero in rue de Gramont, alla porticina della polizia.

Ma ai  parigini la cosa non era mica andata a genio:

l'inquietudine che trasmetteva questa operazione, che veniva vista come il preambolo per qualche nuova imposizione fiscale ci ostacolò talmente tanto che fummo obbligati a farla eseguire di notte

scriverà  in seguitio il  prefetto  di polizia  al ministro dell'Interno. 


E non c'era solo la diffidenza del popolino, anche gli  aristocratici si erano dichiarati decisamente ostili, tanto che Louis Sébastien Mercier  si domanda

Come sottomettere il palazzo del Consigliere, dell'esattore, del vescovo a un vile numero? Somigliano tutti a Cesare, nessuno vuole essere secondo a Roma, poi una nobile porta si troverebbe iscritta dopo un negozio qualsiasi. 
Questo darebbe un'immagine di uguaglianza che dobbiamo far attenzione a non stabilire. 


Poche parole, che però, insieme alla  storia di Antonietta e le  brioches,  la dicono lunga su quello che giusto in quegli anni succede  a Parigi. 

Per tornare alla numerazione delle strade: il metodo di   herr  Kreefelt prevede di numerare tutto il lato sinistro di una strada, passare sul lato destro e procedere in senso inverso, in modo da avere il   primo e l'ultimo numero  uno di fronte all'altro, con la conseguenza che  raccapezzarsi tra  gli isolati con i numeri di mezzo risulta incredibilmente complicato.  Si passa allora  alla    numerazione  in ordine progressivo di tutti  gli edifici di un quartiere, strada dopo strada,  ma tutti capiscono in fretta che anche questa non è  una grande  pensata. 

Finalmente nel 1805 si arriva alla  soluzione che ci appare la più ovvia,    con i numeri pari su  un lato e i numeri dispari sull'altro. Le targhe con la scritta in bianco su fondo azzurro arrivano  nel 1847.




Tutte  queste interessanti  informazioni, e molte altre ancora, si trovano QUI













6 commenti:

Duck ha detto...

Passare qui da te e trovare un altro post curioso e intelligente su Parigi è un bel modo di dare il via al mio sabato pomeriggio.
Saluti, cara Dede
(la tag: "di palo in frasca" mi ha fatto morire dal ridere)

Grazia ha detto...

ma è il De Laclos delle " Liasons dangereuses"? E passava da un romanzo erotico epistolare( e che romanzo!!) alla numerazione delle strade? Stupefacenti questi francesi! e stupefacente la mia amica Dede che trova di queste meraviglie!

dede ha detto...

esagggggerate!

antonietta ha detto...

cara amica sei sempre una sorpresa piacevole, ti penso sempre!

giacy.nta ha detto...

Ho visto che l'introduzione al libro ( deve essere mio SUBITO !) è di Mario Maffi; di suo ho un testo analogo su NY ( di un certo interesse ).
Grazie per la segnalazione:)

dede ha detto...

giacy.nta sono io che ringrazio te per l'indicazione sul libro di New York. Non ne sapevo nulla ma ora non avrò pace finché non me lo sarò procurato

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