mercoledì 23 marzo 2011

Un filino esagerato


















Di Herzog e DeMeuron   avevamo accennato già più di una volta , e mi stavo giusto  chiedendo se  fosse il caso di tediare ancora   i miei aficionados con le  fotografie di un'altra loro realizzazione, il  primo edificio residenziale che hanno costruito negli Stati Uniti, quando  ho avuto l'ennesima  conferma che la  telepatia non è  una favola, dal momento che   la stessa idea   era  venuta  anche ad un'altra persona, che tra l'altro mi è capitato di  incontrare  di  recente.
La constatazione mi ha fatto tagliare  la testa al toro:  poche storie,  oggi si va tutti a  Manhattan, Cast Iron District, 40 Bond Street per la precisione, dove c'è un condominio così sfacciatamente lussuoso da apparire sorprendente  perfino in questa città che in quanto a lussi  eccessi ed esagerazioni ha poco da imparare.


Committente dell'operazione è stato Ian Schrager, il patron di tantissime fortunate iniziative  come  lo strafamoso tempio della Disco Dance, lo  Studio 54, per dirne soltanto  uno a caso.  E con questo abbiamo subito ben chiaro in testa  che se  qualcuno cerca un monolocale ad equo canone, qui ha sbagliato indirizzo.
E  se Jacques Herzog durante la costruzione ha detto veramente : "noi ci sentiamo a disagio nel lusso", tocca riconoscere che,  disagio a parte, anche stavolta i due  sono andati alla grande.
La  facciata  riecheggia la struttura dei cast iron buildings, ma la reinterpreta con materiali nuovi, come gli elementi   in rame brunito e  in vetro curvato, realizzati appositamente a Barcellona, mentre una enorme cancellata  (ad inquietanti  volute in alluminio pressofuso  che sembrano ispirate da un Gaudì bisognoso di Alka Seltzer)   lunga più di quaranta metri protegge la privacy dorata degli inquilini dei  ventisette appartamenti e delle cinque townhouses  di oltre  mille metri quadri, tutti con giardino privato e chi sa quante altre belle cose ancora. Inutile specificare che  tutti sono corredati da splendidi arredi disegnati uno per uno su misura, e le finizioni stratosferiche contemplano cucine  in rovere austriaco, armadi  laccati di  fattura italiana, caminetti,  oltre ad  un   grande profluvio  di Corian,  un nuovo  materiale molto  duttile e  versatile  che è stato sfruttato per forgiare lavabi e piani di lavoro ma anche per sagomare in  morbide onde la hall di ingresso,  e che Schrager pare abbia preferito  soprattutto perchè molto più costoso del marmo.  
Come se tutto questo bell'ambaradan  non fosse ancora sufficiente a convincere i  newyorkesi facoltosi a traslocare di corsa,  Schrager ha calato un ulteriore asso: un  servizio di housekeeping talmente raffinato e capillare, che non soltanto si può prendere carico della sorveglianza  e della gestione di ogni faccenda quotidiana di casa 24 ore su 24, spesa e riparazioni e servizi di pulizia,  ma può offrire  ogni immaginabile tipo di servizio come nemmeno la più efficiente delle  segretarie private, compresa la  prenotazione del ristorante esclusivo, o il mazzo di  fiori sempre freschi sul tavolino dell'ingresso o il personal trainer per la  passeggiata igienica di Fufi. 
Per evitarvi di perdere tempo in telefonate inutili,  sappiate che tutti gli appartamenti sono già stati venduti.

















6 commenti:

Phivos Nicolaides ha detto...

Great art photography. Congratulations my dear friend Dede!

astrofiammante ha detto...

nooo...già finiti, e io che pensavo di prendermi un bilocale.....^___^ ciauzzzzzzzz

Nela San ha detto...

Vuoi vedere che uno l'hanno pure intestato a Scajola, ma lui, accidenti, non se n'è nemmeno accorto?!
Bye&besos da (acid) Nela San

Pat @ Mille Fiori Favoriti ha detto...

This is an over the top building DeDe!

Thanks you for your for your congratulations on the birth of my new grandson!

dona ha detto...

Mah, io gli inquilini non li invidio. Sul serio.

Gracie ha detto...

Dici che se mi metto in lista d'attesa ho qualche speranza? Anche se a dire il vero mi piacerebbe molto di più vivere nel Queens.....

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