mercoledì 11 febbraio 2009

New York Public Library

Camminando da sud verso nord, poco più in su dell'Empire State Building sulla V Ave tra la quarantesima e la quarantaduesima strada, si incontra la New York Public Library, un enorme edificio in stile beaux arts che è la biblioteca più grande del mondo. Giuro, la più grande: lo dicono tutte le guide e lo conferma anche l'enciclopedia Utet. Commissionata nel 1897 a seguito di un concorso, fu portata a termine nel 1911 dagli architetti Carrere (il quale poveraccio, morì appena due mesi prima dell'inaugurazione della sua opera) e Hastings, la costruzione venne finanziata per la metà dei nove milioni di dollari necessari dal magnate e filantropo Andrew Carnegie di cui mi sa che avrò ancora occasione di parlare. Sulla scalinata in marmo bianco che ricorda in qualche misura la scalinata del Metropolitan Museum, e che sembra studiata apposta per fare da punto di ritrovo per i turisti sperduti, sono maestosamente accovacciati due grandi leoni, bianchi anche loro, che il sindaco Fiorello la Guardia aveva soprannominato Patience e Fortitude. Contiene qualcosa come centoquaranta chilometri di volumi e anche se non ho idea di quanti libri possano stare in centoquaranta chilometri, sono sicura che siamo nell'ordine degli zuppiliardi di ziopaperonesca memoria. Di tutti questi libri, nemmeno uno viene dato in prestito: se volete leggerli dovete venire qui. E bisogna riconoscere che c'è una buona ragione perchè la biblioteca non si fidi di nessuno visto che tra i suoi gioielli più rari si annoverano una Bibbia di Gutenberg, una lettera autografa di Cristoforo Colombo, una bozza della Dichiarazione di indipendenza di Thomas Jefferson e perfino la prima edizione in folio delle opere di William Shakespeare. C'è stata, come è logico, una sfilza lunghissima di frequentatori importanti, perfino Trotskj ha lavorato qui nel breve soggiorno antecedente la rivoluzione del 1917, e poi Norman Mailer ed E.L. Doctorow (La Città di Dio, Billy Bathgate, Ragtime). Chester Carlson, che per essere sincera non avevo mai sentito nominare prima di entrare nella biblioteca, ha trovato l'ispirazione proprio in queste sale per inventare la macchina fotocopiatrice. Bellissimo lo scalone d'ingresso, bellissimi i vasti corridoi rivestiti in legno, ma la cosa più fantastica di questa biblioteca sono le ampie sale di lettura. La più imponente è illuminata in alto da grandi finestroni attraverso i quali occhieggiano i grattacieli e grandi lampadari in cristallo. Molto luminosa nonostante il soffitto scuro persino quando nevica (posso testimoniare), può contenere più di seicento persone, ma ce ne sono parecchie altre, stupendissime, che fanno venire voglia di consacrarsi alla lettura vita natural durante. Qui è tutto grande ma è tutto proporzionato, e così a prima vista i lunghi tavoloni sembrano più o meno i tavoli delle biblioteche di casa nostra e le lampade dal cappello d'ottone sembrano delle normali lampade da tavolo ma poi le confronti con le persone sedute a leggere e ti rendi conto che i tavoli sono lunghi come autostrade e le lampade sono grandi come lampioni. Logico, siamo nella biblioteca più grande del mondo

8 commenti:

paperina ha detto...

meravigliosa serie foto,il report,e la biblioteca stessa.
una curiosità:ci sono procedure particolari per accedere?e il silenzio è "tangiblie"?' ci sono anche sale che conservano libri particolari? es.per non vedenti?
ciao dede, grazie! fiorella papie

antonietta ha detto...

io amo leggere e credo che in quel luogo sia MITICO come dice Homer Simpson da Springfield

Lydia ha detto...

La biblioteca più grande del mondo?
Impazzirei

Anonimo ha detto...

avevi visto il film catastrofico The day after tomorrow?
i superstiti di una incredibile glaciazione, che metteva in ginocchio quasi tutto l'emisfero nord, trovavano ricovero proprio in questa biblioteca e si riscaldavano bruciando i libri

anna maria p.

dede ha detto...

è meravigliosa e mitica, su questo non ci piove. procedure particolari? nessuna che io abbia notato, tanto che i guardiani, molto presenti e per niente distratti, come dappertutto a New York, mi hanno tranquillamente autorizzata a fotografare senza difficoltà. c'è una gran quantità di piccole sale dedicate a sezioni diverse, e molto probabilmente ci sono sale per non vedenti ma io non le ho cercate. Non ho visto il film, Anna Maria, e meno male: credo non avrei retto allo choc di veder bruciare tutto quel bendidio

ivana ha detto...

Grazie Dede,
mi hai dato l'occasione di ricordare almeno quella universitaria di Bologna che ha una bellissima e ricca storia dietro sé e una ricchezza varia non solo di testi ma dei primi elementi della storia della scienza in Italia dal seicento:
la si può benissimo vedere anche on line!
Grazie per i tuoi reportage esteri, che arricchiscono e ci dicono quanto sei attiva e vigile e interessata e inseguitrice di tutte le forme di espressione umana.
Ciauuuuuuuuu!!!!

Anonimo ha detto...

/www.youtube.com/watch?v=DOHKyogYmCk
da 1minuto e 10 sec a 3 minuti e 10 sec
e qua: http://www.youtube.com/watch?v=BRKuv_v7Ouw
da 3 minuti a 6 min e 30 sec
baci
e.

Mav ha detto...

che bello, grazie a te mi sembra di esserci stata! La prossima volta a ny non mancherò di visitarla.

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