giovedì 15 gennaio 2009

Kurtos colac

Era cominciato tutto con un regalo della mia amica Cristina che di ritorno dalla Romania (lei è un'esperta nel ramo, io al confronto sono solo una modesta apprendista) mi aveva portato un lungo bastone di legno con un manico ad un estremo e un ingrossamento cilindrico all'altro estremo. Spiegazione: serve per cuocerci un dolce di origine ungherese. Stop. Spiegazione interessante anche se eccessivamente stringata e molto carino il pensiero, entrambi però del tutto insufficienti ad illuminarmi sull'uso del suddetto aggeggio. Avevo letto in seguito un accenno al dolce e all'attrezzo con cui viene prodotto su un interessante blog, che mi aveva fornito illuminanti ragguagli in un post che adesso ovviamente non so più da che parte cercare (Aiuto Artemisia!!!), per cui continuavo sì a restare incapace di passare alla pratica ma ero, come dire, informata dei fatti , e quindi quando quest'estate il destino mi ha fatto incontrare un banchetto di Kurtos colac (la foto è presa da qui) ho potuto fare la mia porca figura di fronte ai cugini romeni non solo riconoscendo il dolce alla prima occhiata, ma perfino dimostrando di conoscerne le lontane origini ungheresi. Oggi, girando in rete un tutt'altre faccende affacendata mi sono casualmente imbattuta nella ricetta autentica del dolce, corredata da una idea veramente brillante (guardate le fotografie dalla prima all'ultima e ditemi se non è vero) per poterlo preparare a casa propria senza dover correre in Romania a comprare il diabolico attrezzo. Non mi sfiora neanche da lontano l'idea di mettermi all'opera, questo è poco ma sicuro. Ne parlo soltanto per informare qualche amica volonterosa in vena di esperimenti

6 commenti:

Artemisia Comina ha detto...

lo trovi qui:

http://aaaaccademiaaffamatiaffannati.blogspot.com/2007/12/toscana-firenze-il-mercatino-di-natale.html

(arrivano i nostri)

Lydia ha detto...

Per carità, l'idea della bottiglia è geniale, ma per una fanatica di ammennicoli e attrezzi vari, quello strano attrezzo è un'invito a nozze

dede ha detto...

Artemisia: grazie!
Lydia prometto che al prossimo giro te ne porto un paio

Cristina ha detto...

Il problema è che l'attrezzo va usato sulla brace e deve ruotare in continuazione perché la cottura sia omogenea. Tutto sommato, l' idee delle frequentatrici di culinar.ro non sono male, soprattutto alcune sembrano ottenere un risultato vicino all'originale...
Il vantaggio di questo dolce è che ... non è dolce!
Però bisognerebbe andarselo a mangiare in loco, al Lacu Rosu: un posto magnifico!!!

clab ha detto...

salve vorrei parlare con un eventuale produttore di questo "cozonac"....rumeno o italiano!mi trovate al mail:clara07.clara07@yahoo.com, grazie!!

Any ha detto...

Lo adoro questo dolce. Non l'ho mai fatto, anche perché nel forno di casa comunque sia penso che il gusto non sarebbe lo stesso. Come si vede dalle tue foto, si cuoce sopra il carbone.
Anche a mio marito piace tantissimo, ci fermiamo sempre a comprarlo quando passiamo da quelle parti, come quest'estate.

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