venerdì 8 agosto 2008

Romània mia

La canzone per dire la verità parla di Romagna mia, ma in mancanza di qualcosa di più appropriato, ho preso a prestito il titolo e l'ho un po' adattato per l'occasione. Già, perchè il viaggio in Romania è stato sì turistico, ma anche (o forse soprattutto) un viaggio alla ricerca delle mie radici: questo infatti è il posto in cui era nato mio padre, che lo aveva lasciato nel lontanissimo 1932. Ci ero già stata più di quarant'anni fa con i miei genitori, ma ero una ragazzina e di allora mi era rimasto soltanto il ricordo di una infinita teoria di facce sorrisi e baci sulle guance. Sentivo già da un po' di tempo la curiosità di tornarci, ma per una ragione o per un'altra non era mai la volta buona, finchè non è successo un fatto incredibile, talmente incredibile che se qualcuno me l' avesse raccontato non avrei creduto nemmeno ad una parola, garantito al limone: attraverso le fotografie di Flickr ho trovato, o meglio, sono stata trovata, da un cugino, da cui ho saputo che i nostri nonni erano fratelli. Ho capito allora che era il momento di tornare. E ho scoperto un paese bellissimo e contradditorio, ricco di panorami naturali stupendi e di città affascinanti, di palazzi meravigliosi di case che ti guardano con occhi sornioni architetture sorprendenti ed edifici in completo degrado. Un paese in cui ricchi gitani posseggono ville fastose dove non abita nessuno e villaggi in cui le case hanno la parabola ma si va ancora a prendere l'acqua al pozzo in cui convivono sterminati campi di girasole e distese di pozzi di petrolio, dove monasteri e castelli, splendidi, si contano a decine. Ci vorrà un poco perchè riesca a mettere ordine in tutta questa montagna di sensazioni, impressioni, sentimenti che non ho ancora capito bene in che maniera catalogare. Quel che è certo, è che per una volta, nonostante la mia memoria, non dimenticherò tanto facilmente

6 commenti:

ivana ha detto...

Cara Dede,

che piacere passare di qui e trovarti...rinnovata, arricchita, diversa, e mi ha tanto emozionato leggere e soprattutto intuire la tua emozione per questo ritorno alle origini!
Grazie per le belle foto, che vedo dolci, magiche

Bentornata!!!!!

Ciau!!!

dede ha detto...

il piacere è tutto mio, Ivana, e come sempre, grazie

papavero di campo ha detto...

cara dede il tuo reportage è bello con qualcosa in più, al solito il tuo sapiente occhio fotografico ma anche il cuore, la nostalgia e l'emozione di un'appartenenza, c'intriga il senso delle origini e ci perturba, siamo diversi ma frammenti di noi sono anche lì, mischiati e confusi in chissà che cosa e ci attrae questa ricerca, neppure conta il trovare, è nel ricercare che siamo vitalisticamente presenti a noi..
un caro saluto e bentornata!

cocozza ha detto...

A guardare queste foto questo aspetto della Romania sono rimasta un po cosi senza parole e un po di rabbia a vedere questi posti meravigliosi che vanno verso il degrado e nello stesso tempo quest'aria rurale ferma a a 30/40 anni fa non mi dispiace forse erano anni più dignitosi anche se sofferenti.Il paesaggio poi che hai fotografato è davvero bello.
ciao cocozza

Any ha detto...

Grazie per aver portato qui, sul tuo blog, un pezzo di casa mia.
Leggo e mi comuovo, leggo e mi asciugo le lacrime...

dede ha detto...

E' stata una gioia ritrovare quello che anche per me è un pezzo di casa, Any

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