lunedì 11 agosto 2008

Ad Aquas Herculi Sacras

Verso le acque sacre ad Ercole, questo sta scritto sul frontone di ingresso a Baile Herculane, una stazione termale a mezza montagna non tanto distante da Timisoara, lungo la via che la collega a Drobeta Turnu Severin. Qui le strade sono piuttosto malmesse e le città si mostrano parecchio degradate, molto più che in altre regioni della Romania: ci è stato spiegato che gli abitanti di queste zone non hanno mai votato per il partito giusto, e questa è una scelta che si paga in tutte le parti del mondo. Triste, duro da ingoiare, ma sacrosantamente vero. Ma torniamo alle nostre terme. Il primo nucleo dell'insediamento risale all'epoca romana, dopo l'invasione della Dacia, e secondo la leggenda anche Ercole avrebbe approfittato delle virtù terapeutiche di queste sorgenti, tanto che i romeni riconoscenti gli hanno dedicato un monumento, ma ha conosciuto il suo momento di massimo splendore ai primi del novecento, quando poteva annoverare tra i suoi estimatori perfino l'imperatore Francesco Giuseppe d'Absburgo, anche se a lui qui più nessuno ha pensato di dedicare monumenti. I turisti sono parecchi, la cittadina è molto carina e per le strade c'è una discreta vivacità ma credo sia ben poca cosa in confronto alla vitalità che la stazione doveva sfoggiare ai tempi d'oro: non ci vuole molta immaginazione infatti per farsi un'idea della signorilità e della mondanità che si respiravano all'epoca e dispiace vedere come questi edifici splendidi stiano andando inesorabilmente in rovina nell'attesa di un intervento di restauro che chi sa mai se arriverà in tempo. Ed è un vero peccato, perchè questa meravigliosa stazione termale che si trova per di più nel mezzo di una foresta protetta ricca di alberi rari, tartarughe e farfalle, è davvero un posto magico.

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