mercoledì 18 febbraio 2009

Scholastic

La sede newyorkese di Scholastic, la più grande casa editrice di libri per bambini, si trova su Broadway tra Prince e Spring Street in questo bell'edificio firmato da Aldo Rossi nel 2001. La nuova costruzione si incunea benissimo tra gli edifici esistenti e fa buona compagnia all'adiacente Little Singer Building, un altro piccolo gioiello costruito ai primi del novecento. Ci sono entrata per dare un'occhiata all'interno, anche se confesso che i libri per bambini non sono il mio interesse più grande ma non immaginavo che ne avrei avuto un vero e proprio choc culturale. Dico davvero. All'ingresso, disposti in bella mostra su un grande tavolo, c'era una miriade di pubblicazioni per bambini dedicate ai presidenti presenti e passati degli Stati Uniti, ai figli dei presidenti, alla Casa Bianca, alle First Ladies e perfino agli animali da compagnia delle famiglie presidenziali. Libri che mi sono sembrati pensati per bambini di tutte le età, dai più piccini che ancora non sanno leggere ai più grandicelli. C'è un po' di tutto enciclopedie sulle vite dei presidenti, raccolte dei discorsi più famosi, antologie di frasi celebri, e tutto quanto, con parole semplici e comprensibili, è teso a spiegare ai giovanissimi il funzionamento della cosa pubblica. Non so se mi sono spiegata: libri che raccontano con parole alla portata di ragazzino il funzionamento di tutto l'ambaradan di parlamento e governo con la dichiarata intenzione di farsi capire. Una collana dedica un volume ad ogni presidente, nessuno escluso: ne ho sfogliati alcuni e mi ha colpita soprattutto la maniera in cui sono state tratteggiate le varie personalità. Sembra di capire che gli autori vogliano informare i giovani lettori, non indottrinarli e nemmeno pilotare i loro futuri orientamenti. E ditemi se non è choc culturale questo.

Puck Building

al 295 di Lafayette street all'angolo con East Houston, in quella parte di Manhattan che chiamano NoLiTa, la zona a NOrd di Little ITAly, c'è il Puck Building, un edificio in mattoni rossi che nel 1886 Albert Wagner progettò in uno stile definito Romanic Revival. Massiccio e imponente, con una grande profusione di archi a tutti i piani e una bella scala antincendio in ghisa, è decorato dalle statue del Puck shakespeariano. Qui fino al 1918 è stata pubblicata la rivista satirica omonima, e non mi è chiaro se sia la rivista ad aver mutuato il nome dall'edificio o se l'edificio sia stato decorato con le statue in onore della rivista. Poco importa, lo stabile è in seguito passato a William Randolph Hearst, patron di Harper´s Bazaar che i più attempati ricorderanno come nonno di quella Patricia Hearst assurta alle cronache per esser stata rapita da un non ben chiaro Esercito di Liberazione Simbionese con cui compì svariate rapine, e oggi appartiene al gruppo Kushner, proprietario del New York Observer. Bisogna riconoscere che tra Puck, inteso come Building, ed editoria c'è un ottimo e duraturo feeling. Dopo un lungo periodo di abbandono è stato ristrutturato nel 1984 ed oggi ospita tra le altre attività anche una sezione della NYU, la New York University. Ho scritto che è un edificio massiccio e imponente, ma in origine doveva esserlo ancora di più visto che fu necessario demolirne una parte per far posto all'ampliamento di Lafayette, nel 1893. Si occupò della cosa Hermann Wagner, parente del progettista originario, il quale fece demolire due campate del fabbricato esistente, ridisegnò il nuovo prospetto e spostò l'ingresso principale portandolo sulla parete di nuova realizzazione, riuscendo a cucire il tutto alla perfezione senza che l'aspetto finale dell'edificio apparisse minimamente alterato. La statua di Puck, il simbolo, il marchio, la firma dell'edificio, che troneggiava sul vecchio ingresso, non venne spostata ma duplicata. E così oggi le statue di Puck sono due. Per completezza dell'informazione: la Grace di Will & Grace ha proprio in questo stabile il suo studio di designer, e Billy Crystal in Harry ti presento Sally impalma al Puck la sua futura sposa. E queste si, che sono notizie.

lunedì 16 febbraio 2009

Cookbooks

Joanne Hendriks è piccola, minuta, e credo anche timida: nasconde la sua faccia simpatica dietro grossi occhialoni da vista. E' la proprietaria di Cookbooks, una libreria di SoHo specializzata in libri da cucina insoliti, rari e fuori catalogo, in Greenwich street a due passi da Canal street. Anche disponendo dell' indirizzo preciso grazie alla mia fidata Rough Guide del 2005, non è stato semplice trovarla anche perchè, confidando incautamente di conoscere già la strada, cosa sommariamente rispondente al vero, l'ho imboccata dalla parte sbagliata e sono arrivata al numero 488 partendo dal numero uno. Suonando il campanello scrutavo con una certa apprensione il mio dito indice nel timore che si spezzasse come un bastoncino findus e ringraziavo la sorte di avermi lasciato affrontare da sola l'interminabile pellegrinaggio tra capannoni semiabbandonati: nessuna muta (e per questo ancora più tangibile) riprovazione, e nessun mio senso di colpa per aver trascinato chicchessia attraverso il gelo polare lungo chilometri e chilometri di strade deserte solo per visitare un normale negozio di libri di cucina. E invece quello di Joanne non è un normale negozio di libri di cucina ma un accogliente bellissimo spazio in cui sarebbe molto piacevole passare il tempo anche se non fosse stipato di tutti quei libri stupendi. Il mio traballante inglese ma soprattutto la disponibilità della proprietaria hanno reso possibile perfino una amabile conversazione, alla fine della quale, e dopo indecisioni e ripensamenti inenarrabili per colpa di Lufthansa e delle sue stupide limitazioni al peso dei bagagli, sono diventata proprietaria della prima edizione, anno 1950, del Betty Crocker's Picture Cook Book. Ma ci torno, da Cookbooks, oh se ci torno. Garantito al limone. Con le valige vuote. In primavera. E inforco anche Greenwich Street dalla parte giusta, tiè.

sabato 14 febbraio 2009

My name is Trump. Donald Trump

 

 Donald Trump è un signore talmente privo di freni inibitori e talmente sopra le righe che è capace di esibire ricchezza arroganza e pacchianeria in una maniera così smaccatamente plateale da risultare perfino simpatico. Non può essere privo di autoironia uno che si è costruito sulla V Ave un monumento così sfacciato come la TRUMP Tower, tutta uno sfavillio di marmi e ottoni 

con una cascata di acqua alta cinque piani, ci ha ficcato dentro un Trump-bar , e ci vende decine dei suoi Trump-libri infarciti di Trump-consigli per diventare Trump-ricchi,  

 e Trump-cravatte autografate, e Trump-pullover del suo Trump-golf club, vende  perfino Trump-cioccolatini a forma di lingotto. 


Non è Donald Trump ad essere scemo, sono gli altri ad essere fessi. Trump-fessi.

LinkWithin

Related Posts Widget for Blogs by LinkWithin