venerdì 4 aprile 2008

Il Ducato di Curlandia





Non è il nome di fantasia di un paese da operetta , Hanna Glavari e il conte Danilo non c’entrano nulla e nemmeno Franz Lehar. Il Ducato di Curlandia esiste davvero, e si trova nella attuale Lettonia.
Ma cominciamo dall’inizio. 1710: Anna, nipote di Pietro il Grande di Russia, va in sposa a Frederick, duca di Curlandia. Forse non è un matrimonio felice, infatti Anna si concede qualche distrazione con il barone Ernst von Bühren (in lettone: Bīron), un avventuriero spendaccione e corrotto, a cui, dopo esser stata incoronata imperatrice dopo la morte di Pietro, affiderà anche la gestione degli affari dell’impero.
Ernst decide che la Curlandia è proprio il posto adatto per una sontuosa residenza estiva, Anna non ci pensa due volte e spedisce là il più famoso architetto di Russia, quel Bartolomeo Rastrelli figlio di uno scultore veneziano italiano, che era stato appena nominato architetto di corte e che si sarebbe in seguito fatto apprezzare per alcune cosette interessanti tipo il Palazzo d’Inverno a san Pietroburgo. I mezzi non mancano, vengono inviati mille operai e nel 1736 i lavori per la costruzione del palazzo di Rundāle procedono celermente. L’anno dopo muore il duca di Curlandia, legittimo consorte di Anna, e guarda caso, il suo ducato viene conferito al caro Ernst.
Il quale a questo punto non può fare a meno di una residenza ufficiale degna del suo nuovo rango, sospende i lavori a Rundāle e incarica Rastrelli di costruire un palazzo ancora più grande e ancora più sontuoso a Jelgava, che non è tanto distante.
Sfortunatamente, soprattutto per Ernst, nel 1740 Anna muore, von Bühren-in lettone-Bīron, non molto amato in Russia, viene cacciato in esilio e i lavori a Rundāle si fermano del tutto. Verranno ripresi solo nel 1763, quando sul trono salirà la tedesca Caterina, la quale autorizzerà Ernst a ritornare e a portare a termine l’opera.

















Nel frattempo, come sia andata avanti la costruzione del palazzo di Jelgava (che purtroppo si può ammirare soltanto dall'esterno) non mi è ben chiaro: la mia guida data la sua costruzione all’anno 1783, e cioè una quarantatreina di anni dopo questi fatti. Non ha importanza, oramai i due palazzi sono in piedi da un pezzo, splendidi entrambi, ed entrambi bisognosi di interventi di restauro.







3 commenti:

cocozza ha detto...

E' la prima volta che passo da queste parti e i tuoi appunti alla rinfusa mi sono piaciuti tantissimo cosi come le tue splendide fotografie che belle quelle della tua casa con il passar delle stagioni passerò spesso a trovarti
ciao cocozza

dede ha detto...

grazie cocozza, ricembierò la visita. a presto

ivana ha detto...

Ciao Dede,
grazie per queste escursioni fatte come si deve!!!
Avevo già commentato l'altro giorno...ma è sparito!!

Ciao

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