mercoledì 20 maggio 2015

Praga - Di alluvioni, di paratie e di quartieri particolarmente poveri

Nel 2002 tutta l'Europa centrale  viene flagellata da un'alluvione senza precedenti.
Noi, in viaggio verso la  Finlandia, facciamo in tempo a passare da quelle parti  il giorno prima che il disastro cominci, e ci renderemo conto della portata dell'evento soltanto sulla strada del  ritorno, quando vedremo  le acque dei fiumi ancora molto al di sopra del livello normale ed inspiegabilmente colorate di marrone. 








Tra il 10 e il 14 agosto  cadono infatti in tutta l'Europa centrale  piogge di una intensità imprevedibile,   che da principio causano inondazioni in Austria e in Baviera.  Un paio di giorni dopo il maltempo si accanisce sulle aree di sorgente dell'Elba e della Moldava provocando un aumento preoccupante dei livelli delle acque nei bacini idrografici, e a partire dal Danubio l'onda di piena inizia a  percorrere i bacini di molti altri  fiumi europei continuando nel frattempo ad ingrossarsi.  Investe la Turingia e la Sassonia, poi la  Boemia settentrionale e  Praga, per arrivare infine  a Dresda.
E' difficile  crederci ora che le acque scorrono via   placidamente, 

ma nel 2002 sono sufficienti poche ore perché il centro storico di  Praga venga  minacciato    da una massa di centinaia di milioni di metri cubi d'acqua,  che raggiunge  un'altezza  impressionante e  di gran lunga superiore ad  ogni livello  mai toccato  prima di allora.


 

Le statue sotto il ponte Carlo vengono rapidamente sommerse e si teme  che anche  il ponte  possa venir trascinato via insieme a tutti gli altri magnifici ponti sulla Moldava, 








Per contenere il disastro le autorità ceche decidono allora di  abbattere gli argini nella zona del quartiere di Karlin,


facendovi esondare il fiume e proteggendo  così le zone  storiche della città.
Fortunatamente il sistema di allarme preventivo riesce a far  evacuare per tempo  gli abitanti delle zone a rischio e a mettere al sicuro le opere d'arte, e tutta l'operazione si può considerare riuscita dal momento che effettivamente  limita i danni, ma decine di edifici del quartiere vengono danneggiati gravemente e parecchi sono praticamente distrutti.  I danni saranno  incalcolabili anche a  Kampa, il quartiere-isola a sud del  Ponte Carlo,






Dal giorno dopo  i Praghesi si mettono al lavoro per ripulire, riparare, ricostruire  e oggi  Karlin, un  quartiere che la mia guida descrive come   particolarmente povero ed abitato da minoranze etniche,












 


ci è apparso   in pieno fermento,    bellissimi edifici perfettamente restaurati convivono con 











case altrettanto affascinanti, ma  che ancora aspettano di tornare a brillare.
 















Al posto dei Karlin Studios che la solita   guida,  pubblicata  soltanto tre anni fa,   descrive come una fucina di creazioni e di progetti, adesso c'è un cantiere


e nei dintorni stanno nascendo una miriade di fabbriche e di magazzini dal marchio prestigioso.  
Viene da chiedersi se in tre anni la situazione possa essere davvero mutata così sensibilmente o se noi e la nostra guida abbiamo un  concetto molto differente  di quartiere  particolarmente povero.


Ma torniamo  all'alluvione. Per  evitare di affrontare di nuovo i guai del 2002, l'Amministrazione decide di dotare la città di una protezione  efficace  e nel giro di  due anni soltanto, senza litigi e  senza lungaggini burocratiche,   non soltanto  delibera, incarica e appalta, ma addirittura costruisce fino all'ultimo bullone, un sistema di paratie mobili che in caso di pericolo possono venire montate  nel giro di poche ore.  Lungo il fiume e nei parchi, per tutta la zona a rischio, sono visibili  le   lunghe striscie predisposte con gli attacchi a cui si devono agganciare  i pannelli, e bisogna riconoscere che non sono nemmeno brutte.    ça va sans dire,   organizzazioni di cittadini,  protezione civile, croce rossa ed esercito sono  stati addestrati per  entrare in azione tempestivamente.




Dato che le alluvioni purtroppo  capitano con cadenza regolare anche a casa nostra, è inevitabile fare paragoni. E noi non ne usciamo bene.

4 commenti:

Gracie ha detto...

Ho paura che noi non ne usciamo per niente, vivi perlomeno....Sono anni che nella mia città si discute sulle casse di espansione sul Baganza, che non è nemmeno classificato come fiume mi pare, ma che l'ottobre scorso in città ha fatto più danni di una piena del Po....Belle comunque le tue immagini, mi fanno proprio venire voglia di una capatina...

Grazia ha detto...

Molto interessante! Un viaggio a Praga a questo punto si impone e userò come guida i tuoi post!

Dede Leoncedis ha detto...

Gracie e Grazia ribadisco l'esortazione: andate a Praga e non ve ne pentirete.

Nela San ha detto...

Questa storia delle paratie è particolarmente interessante. Spesso si gira per le città solo guardando in alto, e invece in questo caso le cose interessanti sono anche sul suolo che si calpesta.

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